Sono su un cerchio. …
19-09-2006
Sono su un cerchio.
Poi ho deciso che esco dal gruppo.
Non ci riesco proprio ad accettare le scelte dei libri degli altri.
Finora ho rifiutato Questa storia di Baricco, ho acconsentito a leggere Stupori e Tremori della Nothomb, con enorme noia e saltando qualche pagina, mi hanno convinto con La Concessione Del Telefono di Camilleri, di cui non avevo mai letto nulla e che non mi è dispiaciuto, ma che non mi ha incuriosito a continuare, c’è stato Quattro Giorni Per Non Morire di Marino Magliani, che avevo letto appena uscito, ma si sono visti ad agosto e io non c’ero, avrei partecipato volentieri all’incontro su Canone Inverso di Maurensig, letto alcuni anni fa, ma quella sera avevo un impegno.
Ora è di turno Con Le Peggiori Intenzioni di Piperno che non m’interessa affatto.
Mi piacciono, di solito, le scritture semplici, senza fronzoli e quella di Piperno non ha certo questa caratteristica.
A rifletterci quella della Nothomb ce l’ha, invece, e, come ho detto, mi annoia.
Allora mi correggo.
Dirò che mi piacciono le scritture semplici ed evocative, quelle che con una frase definiscono un’emozione, un fatto, uno stato, e che magari ti trascinano a immaginare anche qualcos’altro, come la Kristof.
E però non è detto che io non continui ad andare ad Amsterdam.
Le persone che formano il gruppo sono, in qualche modo, particolari. Quello che l’ha inventato, il gruppo intendo, ha una memoria prodigiosa che mi sorprende ogni volta. Si parla del libro e di altro per circa tre ore, di solito ci vediamo in un ristorante-caffè, lui dice le sue impressioni, fa le domande, è, diciamo, l’animatore, quello che tiene i fili, ma in modo molto quieto. Dopo qualche giorno dall’incontro arriva una sua mail, gli iscritti sono numerosi e non tutti risiedono ad Amsterdam, e accanto al nome di chi ha partecipato sono riportate le sue riflessioni. Io gliela invidio tantissimo questa capacità e anche quel modo di tenere le briglie senza mai dare l’impressione che esistano.
C’è anche da dire che gli italiani che vivono ad Amsterdam sono diversi da quelli che vivono nel mio paese o in quelli adiacenti. Sono meno uniformi. Eppure è stato il caso che li ha portati in città e non qui. Non sono uniformi nemmeno quelli che lavorano qui e decidono di abitare ad Amsterdam e che affrontano, ogni giorno, ottanta- novanta chilometri di trasferta, che magari è accettabile in Italia non in Olanda. Perché dal momento che sei emigrato vuoi una qualità della vita migliore e non puoi farteli in treno questi chilometri, sei costretto a spararteli in macchina.
Insomma esco dal gruppo e per un po’, forse, continuerò a frequentarlo. In fondo non m’interessa ascoltare osservazioni su autori che ho deciso di non leggere. E poi penso che mi dispiacerebbe non vederli più.
Sono su un cerchio, purtroppo.
Poi ho deciso che esco dal gruppo.
Non ci riesco proprio ad accettare le scelte dei libri degli altri.
Finora ho rifiutato Questa storia di Baricco, ho acconsentito a leggere Stupori e Tremori della Nothomb, con enorme noia e saltando qualche pagina, mi hanno convinto con La Concessione Del Telefono di Camilleri, di cui non avevo mai letto nulla e che non mi è dispiaciuto, ma che non mi ha incuriosito a continuare, c’è stato Quattro Giorni Per Non Morire di Marino Magliani, che avevo letto appena uscito, ma si sono visti ad agosto e io non c’ero, avrei partecipato volentieri all’incontro su Canone Inverso di Maurensig, letto alcuni anni fa, ma quella sera avevo un impegno.
Ora è di turno Con Le Peggiori Intenzioni di Piperno che non m’interessa affatto.
Mi piacciono, di solito, le scritture semplici, senza fronzoli e quella di Piperno non ha certo questa caratteristica.
A rifletterci quella della Nothomb ce l’ha, invece, e, come ho detto, mi annoia.
Allora mi correggo.
Dirò che mi piacciono le scritture semplici ed evocative, quelle che con una frase definiscono un’emozione, un fatto, uno stato, e che magari ti trascinano a immaginare anche qualcos’altro, come la Kristof.
E però non è detto che io non continui ad andare ad Amsterdam.
Le persone che formano il gruppo sono, in qualche modo, particolari. Quello che l’ha inventato, il gruppo intendo, ha una memoria prodigiosa che mi sorprende ogni volta. Si parla del libro e di altro per circa tre ore, di solito ci vediamo in un ristorante-caffè, lui dice le sue impressioni, fa le domande, è, diciamo, l’animatore, quello che tiene i fili, ma in modo molto quieto. Dopo qualche giorno dall’incontro arriva una sua mail, gli iscritti sono numerosi e non tutti risiedono ad Amsterdam, e accanto al nome di chi ha partecipato sono riportate le sue riflessioni. Io gliela invidio tantissimo questa capacità e anche quel modo di tenere le briglie senza mai dare l’impressione che esistano.
C’è anche da dire che gli italiani che vivono ad Amsterdam sono diversi da quelli che vivono nel mio paese o in quelli adiacenti. Sono meno uniformi. Eppure è stato il caso che li ha portati in città e non qui. Non sono uniformi nemmeno quelli che lavorano qui e decidono di abitare ad Amsterdam e che affrontano, ogni giorno, ottanta- novanta chilometri di trasferta, che magari è accettabile in Italia non in Olanda. Perché dal momento che sei emigrato vuoi una qualità della vita migliore e non puoi farteli in treno questi chilometri, sei costretto a spararteli in macchina.
Insomma esco dal gruppo e per un po’, forse, continuerò a frequentarlo. In fondo non m’interessa ascoltare osservazioni su autori che ho deciso di non leggere. E poi penso che mi dispiacerebbe non vederli più.
Sono su un cerchio, purtroppo.
Categorie: Libri
[ 16 commento(i) ]
il 19-09-2006 alle 12:43
ciao
ero da questo parti ed allora ti ho lasciato un messaggio.a presto
il 19-09-2006 alle 13:09
Ma andarli a trovare in tutta la tua autonomia? Una cosa alla Nanni Moretti… vengo? Non vengo… e se vengo e mi metto in disparete…
il 19-09-2006 alle 13:29
della serie: sono qui, ma è come se non ci fossi? Bisbiglio in un angolo sulla scarsa qualità del testo prescelto? no, no, per carità:-)
il 19-09-2006 alle 13:49
però dire una cosa del tipo: questo testo è una somma cagata… deve essere liberatorio. o bisogna motivare il giudizio con una acribia da semiologo…?
d.
il 19-09-2006 alle 14:05
ma credo che in entrambi casi chi ha proposto il testo ci rimarrebbe male, a parte il capo,penso. Ci tengono molto al libro che propongono. E’ il loro libro. Sembra quasi come se lo avessero scritto loro.
il 19-09-2006 alle 14:15
pensa se ne scrivessero uno! che dramma… leggere fa male a volte.
d.
il 19-09-2006 alle 14:28
Per andare sul contemporaneo inaspettato, prova con “Olive comprese” di Andrea Vitali. Poi mi dici
Ciao, angelocesare
il 19-09-2006 alle 14:32
Ma tu hai provato a proporre?
Almeno una volta con un “tuo” libro la potresti fare prima di abbandonare!
OrsALé
il 19-09-2006 alle 14:39
grazie del consiglio quablog, anche se al momento non li seguo molto;-)
Orsalè: i libri che propongo io me li bocciano sempre! (tranne l’animatore-capo che ha quasi gli stessi miei gusti)
il 19-09-2006 alle 15:17
mah, secondo me potresti esprimere al gruppo con franchezza il tuo disagio: se fossi una partecipante (e tanto più se fossi l’ideatrice) mi piacerebbe saperlo.
oh, approposto, io sono una specialista nel partecipare senza esserci, se hai bisogno di qualche dritta bussa e ti sarà aperto
splash!
il 19-09-2006 alle 19:21
No, Piperno no!
il 20-09-2006 alle 9:51
Sire: eh me ne sono accorta della tua specializzazione!!;-)
il 21-09-2006 alle 15:43
Beh, scusa ma…fare un giro di proposte? Quanti siete? In un gruppo, bisogna adattarsi ai gusti di tutti, non della maggioranza. Quindi, nuove regole, si comincia così: ognuno propone un libro. Poi, non si boccia o promuove nessuno, ma si sceglie in che ordine leggerli. Così tutti, prima o poi, fanno conoscere agli altri i libri che amano. Ci dev’essere uno scambio, non delle imposizioni (seppure con voto). Certo, ad andare sempre sul sicuro, non si cresce mai (questo lo dico per me, eh). Ma forse non ho capito niente. boh. ciao!-)
il 21-09-2006 alle 22:19
Io non faccio parte del gruppo quindi lo posso dire: “Questa storia” di Baricco è una cagata pazzesca! Lo stile è sempre uguale, la trama prevedibilissima (gli intrecci dei suoi romanzi si assomigliano tutti, x nn dire ke sn quasi identici!), è un autore noiosissimo, purtroppo! eppure all’inizio mi entusiasmava…
A parte tutto, sono un’assidua lettrice di questo blog da ca. 4 mesi, grazie xkè le tue avventure e quelle dei tuoi figli mi fanno compagnia! G
il 21-09-2006 alle 22:44
unpoapolide: sai che mi hai dato un’idea?
wariatka: tra emigranti c’è sempre la molla della comprensione;-)
il 22-09-2006 alle 19:57
quelle che con una frase definiscono un’emozione….
è lo stesso anche per me. frasi che profumano.
remo