L’ammazzasette di…
14-06-2006
L’ammazzasette di Cameliahof
C’è un tipo a Cameliahof che è la perla nera tra le bianche, oppure la pecora, l’elefante, insomma uno che non c’entra nulla con tutti gli altri.
Uno. Non ha figli oppure se li ha (ha superato i cinquanta) vivono altrove. E mi sembra pazzesco decidere di abitare in un luogo dove in ogni casa ci sono almeno due bambini.
Due. E’ olandese. E questa mi pare una stranezza. Che senso ha, mi chiedo, decidere di vivere nel tuo paese in un luogo abitato da non olandesi? Attrazione per l’internazionale? Non è questa la ragione perché la coppia, il tipo ha anche una moglie, non parla mai con nessuno.
Tre. Prima di venire ad abitare in Cameliahof ha trasformato la casa con il tetto di legno e i muri di mattoni in un’astronave, in un’ipotetica casa futuristica, insomma. Il risultato è un ibrido di dubbio gusto, ma si tratta di gusto, appunto, e ognuno ha il suo. C’è una casetta che farebbe la sua figura a Paperopoli, apri la porta e zac! Vieni inghiottito dal metallo e dal vetro.
Quattro. Ha acquistato una casa che ha pagato mettiamo 100 e per modificarla in un’astronave ha speso 200. Con 300 avrebbe potuto comprare una villa nel bosco che c’è un po’ più giù, con cinguettio di merli e senza schiamazzi di ragazzini. Però se gli piace così, sono fatti suoi, no? Questo rappresenta il cuore della tolleranza olandese: ognuno fa come gli pare nel rispetto delle regole.
Però è una combinazione bizzarra.
Riflettendoci dopo: una combinazione nefasta.
Così il tipo, ieri, è uscito fuori di testa.
Qualche volta agli olandesi succede.
Stanno lì che seguono le regole, non superano a destra, rispettano la fila, fanno tutto secondo il codice e arriva il momento che schizzano. Così l’ibrido di Cameliahof è uscito fuori dalla sua astronave, ha acchiappato tre ragazzini - con i primi due è stato facile perché li ha colti di sorpresa, il terzo ha dovuto rincorrerlo - e ha mollato calci e sberle. Gridando come un pazzo. E avrebbe continuato se non fossero arrivate le madri. Poi è stata chiamata la polizia che gli ha fatto una bella multa. Lo, per fortuna, non c’era. C’è sempre, ma ieri eravamo fuori.
Io non ho mai visto una roba simile, mi ha detto una delle vicine. Forse aveva bevuto perché era proprio fuori di testa. E Cameliahof l’ho scelta perché ci sono i bambini, altrimenti sarei andata ad abitare ad Amsterdam.
Anche io, anche io.
Olè.
C’è un tipo a Cameliahof che è la perla nera tra le bianche, oppure la pecora, l’elefante, insomma uno che non c’entra nulla con tutti gli altri.
Uno. Non ha figli oppure se li ha (ha superato i cinquanta) vivono altrove. E mi sembra pazzesco decidere di abitare in un luogo dove in ogni casa ci sono almeno due bambini.
Due. E’ olandese. E questa mi pare una stranezza. Che senso ha, mi chiedo, decidere di vivere nel tuo paese in un luogo abitato da non olandesi? Attrazione per l’internazionale? Non è questa la ragione perché la coppia, il tipo ha anche una moglie, non parla mai con nessuno.
Tre. Prima di venire ad abitare in Cameliahof ha trasformato la casa con il tetto di legno e i muri di mattoni in un’astronave, in un’ipotetica casa futuristica, insomma. Il risultato è un ibrido di dubbio gusto, ma si tratta di gusto, appunto, e ognuno ha il suo. C’è una casetta che farebbe la sua figura a Paperopoli, apri la porta e zac! Vieni inghiottito dal metallo e dal vetro.
Quattro. Ha acquistato una casa che ha pagato mettiamo 100 e per modificarla in un’astronave ha speso 200. Con 300 avrebbe potuto comprare una villa nel bosco che c’è un po’ più giù, con cinguettio di merli e senza schiamazzi di ragazzini. Però se gli piace così, sono fatti suoi, no? Questo rappresenta il cuore della tolleranza olandese: ognuno fa come gli pare nel rispetto delle regole.
Però è una combinazione bizzarra.
Riflettendoci dopo: una combinazione nefasta.
Così il tipo, ieri, è uscito fuori di testa.
Qualche volta agli olandesi succede.
Stanno lì che seguono le regole, non superano a destra, rispettano la fila, fanno tutto secondo il codice e arriva il momento che schizzano. Così l’ibrido di Cameliahof è uscito fuori dalla sua astronave, ha acchiappato tre ragazzini - con i primi due è stato facile perché li ha colti di sorpresa, il terzo ha dovuto rincorrerlo - e ha mollato calci e sberle. Gridando come un pazzo. E avrebbe continuato se non fossero arrivate le madri. Poi è stata chiamata la polizia che gli ha fatto una bella multa. Lo, per fortuna, non c’era. C’è sempre, ma ieri eravamo fuori.
Io non ho mai visto una roba simile, mi ha detto una delle vicine. Forse aveva bevuto perché era proprio fuori di testa. E Cameliahof l’ho scelta perché ci sono i bambini, altrimenti sarei andata ad abitare ad Amsterdam.
Anche io, anche io.
Olè.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 7 commento(i) ]
il 14-06-2006 alle 14:53
io ci avevo il sentore che li si sbrocca più facilmente…
d.
il 14-06-2006 alle 15:20
Quindi ai marziani bisogna stare attenti? Però un bel nascondiglio per la sua astronave. ciao, andr
il 14-06-2006 alle 16:53
Ma i marziani non amano la pace? Io ho sempre pensato di sì.
il 14-06-2006 alle 19:33
a me colpisce la multa. 25,00€ a sberla e 30,00€ a calcio?
il 14-06-2006 alle 23:41
Non so che valutazione abbiano fatto, la cifra pagata era un numero pari, però. Poi mi domando se sia meglio che fosse sotto effetto alcolico oppure no.
il 15-06-2006 alle 10:41
i fatti assumono già i contorni della leggenda:
‘multato l’orco di cameliahof’.
il 14-06-2007 alle 11:09
[...] la stagione dei combattimenti parte comunque a trenta giorni dalla chiusura della scuola. L’Ammazzasette è stato bravo: non ha mai perduto la pazienza e si è concentrato sulla potatura della siepe che [...]