Lasciate stare ElsaIeri sera…     23-05-2006  
Lasciate stare Elsa
Ieri sera all’istituto italiano di Cultura c’era Melania Mazzucco e alle 7 sono salita sul treno per Amsterdam in compagnia di altre quattro amiche. Su cinque, eravamo in tre ad avere letto Vita. E non era piaciuto a nessuna.
Perché sono andata, allora? Perché non avevo nulla di meglio da fare? In parte, lo ammetto, è stato per questo motivo, ma anche perché sono curiosa, perché comunque mi piace ascoltare qualcuno che racconta di sé, del suo libro e di quello che c’è dietro.
La trama di Vita si può leggere qui.
Il romanzo non m’è piaciuto perché: trovo inutili e noiosi i capitoli in cui l’autrice ci informa del suo lavoro di documentazione e di ricerca. E poi non mi piace il suo stile che trovo abbastanza piatto e incolore con picchi infiammati, nostalgici e retorici.
Però ci ha raccontato un sacco di cose. Per esempio, non sapevo che agli inizi del 900 i nostri connazionali che sbarcavano in america venissero classificati in italiani e meridionali. Gli italiani erano biondi con la pelle chiara, i meridionali appartenevano al ceppo latino ed erano considerati banditi, piantagrane, ecc.
Insomma: l’incontro è stato interessante (non stimolante) - certe informazioni preferisco sentirle da una voce piuttosto che leggerle su un libro - tuttavia mi si è accartocciato lo stomaco quando il tipo che la presentava, un olandese, ha esordito con: si è paragonato Vita a La Storia, si dice che la Morante e la Mazzucco….
Avrei voluto alzare la mano, chiedergli: mi spieghi che cosa hanno in comune i due romanzi, come si possa metterli sullo stesso piano, come…
Naturalmente sono stata zitta e la mia piccola indignazione me la sono tenuta dentro.
Le due, Elsa e Melania intendo, hanno in comune un premio e null’altro.
La Storia comincia così:
Un giorno di gennaio dell’anno 1941, un soldato tedesco di passaggio, godendo di un pomeriggio di libertà, si trovava, solo, a girovagare nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Erano circa le due del dopopranzo, e a quell’ora, come d’uso, poca gente circolava per le strade. Nessuno dei passanti, poi, guardava il soldato, perché i Tedeschi, pure se camerati degli Italiani nella corrente guerra mondiale, non erano popolari in certe periferie proletarie.

Vita invece in questo modo:
Questo luogo non è più un luogo, questo paesaggio non è più un paesaggio. Non c’è più un filo d’erba, non una spiga, un arbusto, una siepe di fichi d’India. Il capitano cerca con lo sguardo i limoni e gli aranci di cui gli parlava Vita – ma non vede neanche un albero. Tutto è bruciato. Incespica di continuo nelle buche delle granate, lo avviluppano cespugli di filo spinato.

Voi quale preferite tra i due?
Agli olandesi la Mazzucco piace assai e ieri sera la sala era affollatissima. Fatto molto inusuale.

Categorie: Libri, Pensierini

[ 16 commento(i) ]

16 Responses to “Lasciate stare ElsaIeri sera…”

  1. utente anonimo dice:

    io, vergogna vergogna!, non ho letto la Storia della Morante nè - tantomeno - Vita. Però, se dovessi un po’ ingiustamente basarmi sull’incipit, non ci sarebbe confronto: tra la limpidezza, il contrasto d’immagine che il primo dà, mentre il secondo mi pare prenda tempo…

    Ciao Ale! Baci Leo

  2. alice121 dice:

    Ciao Leo;-))

  3. emmabois dice:

    ho letto La storia (che mi è piaciuta moltissimo, naturalmente) ma niente della Mazzucco (né ho l’intenzione di farlo, ma nella Vita non si sa mai). detto questo, non è così male, il suo incipit… (certo che quando mi si presenta un personaggio come: “il capitano”, già mi vien voglia di dormire).

  4. alice121 dice:

    A me il capitolo iniziale sul capitano mi evoca questo: Signor capitano si fermi qui.-

    -Sono tanto stanco, mi fermo sì.-

    -Attento, sparano, si butti giù.-

    -Sto attento, ma riparati anche tu.-

  5. melusina76 dice:

    A me l’incipit di Vita non è dispiaciuto… sarà che l’immagine dei fichi d’india mi ricorda tantissimo l’estate in Calabria e sento già il Sole che mi cuoce, arido, potente come non si vede mai da queste parti…

  6. Effe dice:

    sincero?

    Vuole che sia sincero?

    (le rispondo io prima che lo faccia lei)

    Meglio l’incipit di Vita.

    Eh, oramai l’ho detto.

    Che vuole, mi picciono le scritture che procedono per sottrazioni (del resto del libro non so nulla, mica sono olandese, io)

  7. utente anonimo dice:

    a questo punto meglio tex willer.

    d.

  8. alice121 dice:

    ahhhh…e io che speravo di alzare le vendite della Morante…povera Elsa;-)

  9. alice121 dice:

    non a caso alcuni scrittori regalano anche tex w.;-)

  10. giorgi dice:

    Lo sai, a me Vita è piaciuto, però il paragone con La storia non lo voglio neanche sentire… Voglio leggere Un giorno perfetto, che dicono essere proprio un gran romanzo.

    Ma insomma, me l’hai salutata la mia famosa ex compagna di scuola? O eri troppo arrabbiata per avvicinarla?

  11. alice121 dice:

    arrabbiata non lo ero, certo che avrebbe fatto una bella figura se avesse corretto elengantemente il paragone, cmq impossibile salutartela con decine di olandesi che aspettavano l’autografo;-)

  12. donnavidens dice:

    Concordo: la Mazzuco è un pippone

  13. alice121 dice:

    e comunque la Morante non è una da incipit folgoranti…

  14. utente anonimo dice:

    Morante è gigante (che verso, si). Di quegli scrittori che t’imbarcheresti dove loro dicano anche se il dolore non ti vendrà risparmiato. Nemmeno la felicità. La Storia è uno dei libri più belli del mondo. Non diciamo l’isola di Arturo. Di Italia se mi porto qualcosa saranno Moranti, spero.

    Si che ricordo (passato remoto) una Vita in carta (la vera non credo mi fosse stata simpatica) destinataria delle lettere di amore dell’inglesa Trefusis

  15. alice121 dice:

    Hai ragione anonimo/a: La Storia è un

    bellissimo libro. Di quelli che dopo un po’ di tempo devi assolutamente rileggere. E infatti lo sto rileggendo;-)

  16. utente anonimo dice:

    ero io l’anonima (ma qualche errore non mi denunciò?) non mi sono resta conto che uscì senza nome

    :))

    sicilia

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