Con la logica si vive meglio?     09-05-2006  

Siccome Emme è in mission, ho deciso che andrò ad Amsterdam in treno, che fare novanta chilometri d’autostrada non mi va, e guidare, poi, per la città tra le biciclette indisciplinate mi conduce dritta dritta verso il mal di testa, molto più facile girare a Roma con i motorini che ti tagliano la strada all’ultimo secondo, tanto i loro scarti li anticipo meccanicamente. Perciò guardo gli orari dei treni su internet. Nel paese adiacente al mio, c’è una stazione ma bisogna cambiare e poi passano di rado, ma se vado al paese dopo c’è un treno ogni dieci minuti e senza cambio. Be’ devo farmi un pezzo di autostrada, ma tanto la macchina l’avrei dovuta prendere comunque. Siccome devo andare qui, per la presentazione del suo libro, scrivo una mail a Marino, dove gli domando se gli orari sono attendibili, eccetera. Lui mi telefona e mi chiede: perché guardi gli orari dei treni su un sito tedesco? Già perché? Perché la logica è noiosa, ecco perché. Hai controllato che ci siano treni per il ritorno? Ecco, veramente no. La logica mi suggerisce che se vanno, tornano anche.  Ma serve o no questa logica?
Vuoi che t’accompagno? mi chiede Fran.
M’accompagni, davvero? E Lo? Che gentile però a proporsi. Anche se quel tiramisù che s’è mangiato fino all’ultimo cucchiaino, ha avuto un suo influsso, credo.
Comunque gli orari sul sito olandese sono, con qualche piccolo scarto, simili a quelli del sito tedesco. E il piccolo scarto che mi preoccupa un po’.
Intanto ho finito di leggere Quattro giorni per non morire.
C’è Gregorio che torna nel suo paese dopo una lunga assenza per il funerale di sua madre, e durante questa permanenza tenta di ritrovare alcuni fili della sua esistenza.
E quelle quattro righe che ci sono sulla copertina, che quattro dita sfiorano (secondo un’interpretazione che della logica non tiene conto), non sono scalfitture lasciate su un muro da una mano disperata, ma sono quei fili che Gregorio cerca. Cosa è accaduto mentre era febbricitante e in stato d’incoscienza?
E’ una storia che non ha fretta, malgrado il tempo a disposizione per salvarsi, per ricordare, per recuperare un tassello perduto del passato, per guardare la notte di un marzo ligure, umida, piena di vicoli e di tetti di pietra, sia breve.
E’ notte di luna. Notte andina. Senti che pace, ha scritto il suo amico in uno dei quaderni ritrovati.
E nelle pagine s’avverte la quiete, malgrado tutto.

Categorie: Libri

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “Con la logica si vive meglio?”

  1. giorgi dice:

    Oh, ma la vita culturale ferve lassù!

  2. alice121 dice:

    ;-)) spiritosa…

  3. utente anonimo dice:

    forse non si rischia di non tornare indietro

  4. utente anonimo dice:

    quanto mi piacciono le tue interpretazioni dei libri. fai sempre venir voglia di leggerli. potresti mica sfruttare questa capacità e fare la critica sul serio? Giamaica

  5. alice121 dice:

    ;-) magari.

  6. Effe dice:

    ma in Olanda esistono ancor le bici senza freni al manubrio?

  7. alice121 dice:

    e certo;-) l’integrazione si misura proprio su quello: dai freni della bici. Lo vogliono anche inserire come test d’ingresso;-))

  8. Effe dice:

    (voglio esser clandestino)

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