Mi costerà un patrimonio questa…
05-05-2006
Mi costerà un patrimonio questa serata. (Dove si dimostra che parlare di libri è un lusso)
Il patto sarebbe: il venerdì esce Fran, il sabato noi.
Naturalmente se a lui o a noi capita un evento esaltante si fa a cambio. Solo che le cose esaltanti arrivano solo a lui.
Abbiamo stabilito questo accordo perché Lo è ancora piccolo per stare da solo la sera. Siccome l’accordo può essere modificato, nel corso del tempo, è andato a finire che Fran esce il sabato e noi (in teoria) il venerdì.
Per Lo questa faccenda dell’accordo è seccante, me ne rendo conto, ma altre soluzioni non ce ne sono perchè una baby non la vuole, accetterebbe volentieri un tipo che veniva qualche anno fa, con cui giocava a pallone nel soggiorno, ma ormai il tipo è a Milano, all’università.
Comunque oggi è venerdì. Da mesi a noi tocca il venerdì.
Stamattina Fran dice: oggi è venerdì, è il mio turno.
Ma poi nel tempo si è modificato, dico io.
Il patto era quello però e bisogna rispettarlo, dice lui.
Abbiamo anche stabilito che eventualmente poteva essere rivisto.
Allora è proprio il mio caso. Ho una festa! E voi che avete?
Una discussione su un libro.
Allora è più divertente la mia.
Sicuramente, però questo non significa che…
Non posso assolutamente mancare! E’ una festa di compleanno e d’addio, e a sorpresa! Poi lui si trasferisce in Egitto e non lo vedremo più. Ci divertiremo da paura.
Affittate un film? Cantate? Ballate?
Facciamo di tutto, di tutto.
Di tutto?
Oh ci sono i genitori a casa, che ti credi.
No, perché pensavo che eventualmente…
Non posso portarlo con me. Abbiamo tutti quattordici anni, una anche quindici. Si annoierebbe da paura. Di che libro parlerete?
Di un libro di Camilleri.
Quello di Montalbano: fico! Gli piacerà.
Il libro che abbiamo letto è La concessione del telefono, sono degli scambi di lettere e di conversazioni ambientate a fine ottocento in Sicilia per la richiesta di una linea telefonica…
Interessante. S’osserva le dita.
Gli prometto che lo porto a mangiare il sushi, gli compro le scarpe da ginnastica nuove, non lo minaccio più che vado a tagliargli i capelli di notte quando dorme. Secondo te quale delle tre potrebbe fargli accettare l’idea di venire con noi stasera?
E’ difficile rispondere. Tutte e tre?
Il patto sarebbe: il venerdì esce Fran, il sabato noi.
Naturalmente se a lui o a noi capita un evento esaltante si fa a cambio. Solo che le cose esaltanti arrivano solo a lui.
Abbiamo stabilito questo accordo perché Lo è ancora piccolo per stare da solo la sera. Siccome l’accordo può essere modificato, nel corso del tempo, è andato a finire che Fran esce il sabato e noi (in teoria) il venerdì.
Per Lo questa faccenda dell’accordo è seccante, me ne rendo conto, ma altre soluzioni non ce ne sono perchè una baby non la vuole, accetterebbe volentieri un tipo che veniva qualche anno fa, con cui giocava a pallone nel soggiorno, ma ormai il tipo è a Milano, all’università.
Comunque oggi è venerdì. Da mesi a noi tocca il venerdì.
Stamattina Fran dice: oggi è venerdì, è il mio turno.
Ma poi nel tempo si è modificato, dico io.
Il patto era quello però e bisogna rispettarlo, dice lui.
Abbiamo anche stabilito che eventualmente poteva essere rivisto.
Allora è proprio il mio caso. Ho una festa! E voi che avete?
Una discussione su un libro.
Allora è più divertente la mia.
Sicuramente, però questo non significa che…
Non posso assolutamente mancare! E’ una festa di compleanno e d’addio, e a sorpresa! Poi lui si trasferisce in Egitto e non lo vedremo più. Ci divertiremo da paura.
Affittate un film? Cantate? Ballate?
Facciamo di tutto, di tutto.
Di tutto?
Oh ci sono i genitori a casa, che ti credi.
No, perché pensavo che eventualmente…
Non posso portarlo con me. Abbiamo tutti quattordici anni, una anche quindici. Si annoierebbe da paura. Di che libro parlerete?
Di un libro di Camilleri.
Quello di Montalbano: fico! Gli piacerà.
Il libro che abbiamo letto è La concessione del telefono, sono degli scambi di lettere e di conversazioni ambientate a fine ottocento in Sicilia per la richiesta di una linea telefonica…
Interessante. S’osserva le dita.
Gli prometto che lo porto a mangiare il sushi, gli compro le scarpe da ginnastica nuove, non lo minaccio più che vado a tagliargli i capelli di notte quando dorme. Secondo te quale delle tre potrebbe fargli accettare l’idea di venire con noi stasera?
E’ difficile rispondere. Tutte e tre?
Categorie: Chiacchiere, Questioni di famiglia
[ 7 commento(i) ]
il 05-05-2006 alle 16:19
Mpf, Camilleri… meglio il sushi!
il 06-05-2006 alle 6:25
concordo con phoebe: camilleri? mpf, meglio il sushi! eppoi proprio la concessione del telefono, povera creatura! e comunque sì, ci vorranno tutte e tre le argomentazioni e magari anche qualcuna in più
chessò, che oltre alle scarpe gli compri anche lo studente milanese che gioca a pallone nel soggiorno
splash!
il 06-05-2006 alle 10:41
comunque ha incassato il… libro;-) Anche perchè non gli ho detto nulla fino a quando non siamo arrivati al pub.
E poi circa Camilleri (non avevo letto mai nulla di suo perchè non mi piacciono le storie scritte in dialetto e gli scrittori troppo prolifici) devo dire che Le concessioni non m’è dispiaciuto affatto. Ci sono delle pagine molto belle, secondo me.
il 06-05-2006 alle 12:04
Insomma, hai mantenuto tutte le promesse? (a proposito, ma quanto è capellone adesso?) Camilleri a me piace molto.
il 06-05-2006 alle 16:13
non ne ho mantenuta nessuna perchè fino all’ultimo non ha saputo nulla. Poi, mentre raggiungevamo il caffè, è rimasto un po’ impressionato per certi localetti punk di Amsterdam e quando s’è trovato in mezzo alle persone tutte con un libro davanti era troppo tardi per piantar grane.(I
capelli gli arrivano alle scapole)
il 07-05-2006 alle 4:57
la concessione del telefono secondo me e’ un bel libro. ti consiglio anche il birraio di preston e la presa di macalle’: sono altri due camilleri “non montalbano”. E sono decisamente migliori. ciao, lorenzo
il 10-05-2006 alle 11:05
oddio, mi hai fatto vedere cosa sarà di me tra qualche anno!
ma forse io avrei proposto a Fran di portarmi con se alla festa..eh no, non sono ancora cresciuta, e stento a credere di essere madre..
a!