(di lui avevo già scritto qui)
C’è una mosca che fa le uova nei vestiti che s’asciugano, così ti infili la maglietta e non noti nulla, le uova si schiudono, le larve escono, fanno un buchino nella pelle, cominciano a camminarti dentro, tu pensi che t’è cresciuta una ciste e invece. Poi ti danno il kit malaria e lo devi portare sempre con te. Stai all’aeroporto, per esempio, compaiono i sintomi, apri il kit ti fai l’analisi per essere certo che l’hai presa e ti spari immediatamente la puntura, altrimenti ti uccide, poi c’è quel serpente, Black Mamba si chiama, che poi è il nome in codice della Thurman in Kill Bill, comunque questo snake, questo serpente scusa, uccide un bambino in dieci secondi, un adulto in un minuto, dipende dal peso. Poi l’Africa sta morendo di aids, questo lo sai, metà delle donne hanno il virus, ma hanno problemi più gravi e non si preoccupano mica di essere sieropositive, poi le mogli degli europei che lavorano lì fanno una vita pazzesca, vivono in ville incredibili ma stanno sempre chiuse dentro come in una gabbia, bevono tè e si tuffano in piscina, bella vita, pensi, ma che vita è se non puoi andare in giro, poi non lo diresti mai, ma sulle piattaforme petrolifere assumono anche le donne, così lavori per sei mesi per quattordici ore al giorno, anche la domenica ovvio, e dopo hai sessanta giorni di vacanza, ti pagano l’aereo per qualsiasi posto, sì, anche in Australia se lo chiedi, ma io volo sempre nella stessa città. Come ti ho detto ci sono anche le donne sulle piattaforme,  poche eh, perché ridi?, l’amore sai com’è,
Sulla piattaforma che c’è? Sulla mia non c’è un accidenti, è una compagnia che risparmia su tutto, su alcune c’è la palestra dove puoi sgranchirti un po’ , hai internet, quanto mi sarebbe piaciuto scrivere delle mail,  io se non dormo, leggo o guardo un dvd. Una cosa che mi ha colpito? Le stelle. Sembra che le puoi toccare.
E mentre lui seguita a raccontare, io me ne vado qui con loro.
E ai quattro uomini che lascio a casa non voglio pensare e non vorrei pensarci nemmeno dopo. E lascio un’avvertenza qui e anche altrove: se cucinate, poi pulite, please.

Categorie: Chiacchiere

[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Da una piattaforma al divano di casa mia”

  1. saltino dice:

    Uhmmm…

  2. giorgi dice:

    Beh, a casa lasci anche un essere femminile. Quadrupede e pelosa, ma sempre femmina è…

    Una telefonata da Genova me la farai, eh?

  3. alice121 dice:

    @Giorgi: Certo. All’aeroporto dovrò aspettare qualcuno e nell’attesa farò un po’ di telefonate;-)

    @Saltino: vieni anche tu a Genova?

  4. LaSirenetta dice:

    :)

    buon viaggio, divertiti!

    ah, e…

    ti prometto ce non sporco nulla, lascio che cucinino gli altri ;)
    splash!

  5. demi dice:

    ma te quando parti?

    mica l’ho capito.

    oggi? domani?

    d.

  6. alice121 dice:

    @grazie sire!

    @Demi: domani mattina alle 8.

  7. manuelcalavera dice:

    non ti hanno precettata per cucinare e congelare, allora.

  8. alice121 dice:

    credo di no. Poi, certo, non si può mai sapere;-)

  9. rafaeli dice:

    sono lento.

    perchè sono poche le donne?

  10. alice121 dice:

    forse perchè la vita sulle piattoforme petrolifere è dura.

  11. utente anonimo dice:

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