Il condominio degli anonimi…
20-01-2006
Il condominio degli anonimi
A rifletterci bene, disse lo studente che abitava nel seminterrato, lei potrebbe essere un maniaco.
Prego? Chiese il signor Bianchi, allentandosi la cintura dell’impermeabile.
Era una giornata fredda e secca, ma il signor Bianchi, che non sopportava la pesantezza dei cappotti, indossava solo impermeabili con una fodera di panno leggera.
Era una giornata fredda e secca, ma il signor Bianchi, che non sopportava la pesantezza dei cappotti, indossava solo impermeabili con una fodera di panno leggera.
Lei sembra così anonimo e innocuo che potrebbe anche essere un mostro. Spiegò il ragazzo grattandosi il ciuffo di peli che gli nascondeva il mento.
La conversazione avveniva davanti alle cassette della posta, dove il signor Bianchi s’era fermato a leggere un telegramma che era arrivato qualche ora prima. Lo studente era entrato insieme a lui, aveva atteso qualche istante che il signor Bianchi si spostasse, - aspettava il vaglia dai genitori -, infine aveva pronunciato quella frase. Era la prima volta che i due si parlavano.
La conversazione avveniva davanti alle cassette della posta, dove il signor Bianchi s’era fermato a leggere un telegramma che era arrivato qualche ora prima. Lo studente era entrato insieme a lui, aveva atteso qualche istante che il signor Bianchi si spostasse, - aspettava il vaglia dai genitori -, infine aveva pronunciato quella frase. Era la prima volta che i due si parlavano.
Il signor Bianchi ripose il telegramma nella tasca dell’impermeabile e si passò la mano sulla fronte. Era un uomo grasso che sudava anche per un un gesto o un paio di parole, ma in quel momento la sua fronte era asciutta.
Anche lei è anonimo, rispose il Signor Bianchi. Anzi per essere più preciso, lei con i suoi occhialini rotondi, con la sua barbetta esile e incolta, con i suoi abiti sgualciti e macchiati sembra proprio uno studente modello. Dove la parola modello non rappresenta certo un esempio da seguire.
Adesso la fronte del signor Bianchi brillava sotto la luce al neon.
Inoltre non temo di sbagliare se affermo che lei si trova in uno stato di alterazione.
Inoltre non temo di sbagliare se affermo che lei si trova in uno stato di alterazione.
Lo studente, che aveva effettivamente bevuto un paio di birre, rispose: sono solo avvilito per una prova scritta andata male.
E anche lei potrebbe essere un potenziale assassino, continuò l’uomo. Ha assunto droghe o alcolici, è rabbioso per l’ennesimo esame fallito e anche irritato perché qualcuno le sta dicendo che ha un’immagine e un contenuto banale.
Lo studente alzò le spalle e salì la rampa di scale.
Non ho la faccia di un maniaco, però.
I maniaci sudano mentre commettono i delitti, io invece sudo quando parlo.
Ma lo studente, superato l’ascensore, aveva già cominciato a scendere le scale che conducevano al suo appartamento.
Il signor Bianchi si ripassò la mano sulla fronte, si asciugò le dita sull’impermeabile, tirò fuori il telegramma.
Volo Klm per Amsterdam alle 12. Seguirà comunicato.
Categorie: Storie per la rete
[ 8 commento(i) ]
il 20-01-2006 alle 13:05
molto, molto valido. Riuscivo anche a vedere la luce che c’era nelle scale. Per non parlare della faccia dello studente, e forse anche di Mr Bianchi… baci, Leo
il 20-01-2006 alle 13:15
grazie Leo,-) Forse anche splinder la pensa come te, dal momento che vorrei correggere qualcosa e invece non me lo permette;-))
il 20-01-2006 alle 16:12
mi mancavano le tue storie…;-)
il 20-01-2006 alle 17:39
E alla fine non lo uccide?
il 20-01-2006 alle 17:43
due begli esempi di tipi comuni… scommetto che li conosci davvero!!!
splash!
il 21-01-2006 alle 0:33
@written: lo studente non fa fuori il signor Bianchi, deve passare ancora qualche anno prima che ammazzi qualcuno. Il signor Bianchi invece tenterà di uccidere un paio di giorni dopo un’emigrante italiana in olanda;-)
@Sire: esatto. Solo che abitavano in due condomini diversi.
il 22-01-2006 alle 15:43
suspense! e poi?
il 23-01-2006 alle 10:13
e poi termina qui perchè questo è un blog, non un libro;-)