Oggi mi vanto un po’     17-01-2006  
Quando a fine settembre partii per Milano per la presentazione, Fran e Lo andarono a dormire da amici. Alle madri degli amici regalai una copia del libro e pensai: oltre al danno (di beccarsi i due per un paio di giorni) anche la beffa (i racconti da leggere). In realtà furono gentili e tutte e due si offrirono di ospitarli entrambi. Quando tornai mi chiesero della presentazione, ma non fecero commenti sul libro: bello, brutto, non l’ho letto. Nessun commento neanche nei mesi successivi.
Prima di Natale incontro una delle due.
Ehi ciao! Mi dice.
Ciao!
Come stai, che fai.
Ti sembra che mi sto dimenticando l’italiano? Mi chiede 
Non mi pare, rispondo.
Forse potremo organizzare di vederci da me o da te, io  correggo la tua  pronuncia inglese e tu la mia italiana: che te ne pare?
Penso allo sguardo ironico dei figli e rispondo con entusiasmo: volentieri! 
Proprio per quest’entusiasmo, aggiungo: vuoi che cerco un libro che tu possa leggere?
Alla parola libro mi accorgo del passaggio di un’ombra nei suoi occhi. Un’ombra di qualcosa che deve aver pensato e che gliela ha ricordata.
Il tuo libro… Dice lentamente.
Non so se parla lentamente perché il concetto che vuole esprimere è complicato oppure c’è qualche altro motivo.
Dimmelo in inglese, dico.
Il tuo libro non l’ho ancora letto. Voglio comprare quello definitivo.
Quello definitivo?
Sì, quello con le figure.
Spiegati in inglese, dico.
Scuote la testa.
Quello con i colori.
Segue mia espressione che sottintende: guarda che non sto proprio capendo un accidenti.
Allora in inglese dice: non mi va di leggere una prova di stampa. Aspetto le pagine lucide, la copertina con i disegni.
Non mi ricordo quello che ho risposto.
Qualcosa che potrebbe essere sintetizzato così: arghhhh!
L’altra, invece, l’incontro spesso. Mi saluta, la saluto, chiacchieriamo, di Vedrai Vedrai non mi dice mai nulla. Io sono tentata di condurla verso l’argomento, ma dopo la faccenda della copertina colorata, delle pagine patinate, non ci penso più.
E ieri…
Ieri era buio, avevo appena lasciato la macchina al parcheggio della scuola, mi tiro su il cappuccio, la lampo del giaccone, infilo le mani in tasca, m’incammino verso l’ingresso, supero un gruppo di studenti in piedi vicino a una panchina e a un lampione, penso: che stupida a non essermi portata i guanti e una voce dal gruppo mi chiama: Alessandra!
Voce femminile e italiana. Siccome sono perplessa, non mi fermo subito e la voce mi chiama ancora. Allora penso che di solito qui non ci si chiama per nome. Cioè si dice: ciao come stai, ma i nomi non si dicono mai. Perché non ci si chiama mai da lontano. Ora potrei partire da questa osservazione e arrivare chissà dove, ma: fa freddo e qualcuno mi chiama.
Si stacca dal gruppo una ragazza magra, con i capelli lunghi, alta più di me, ah, ecco la riconosco: è la figlia maggiore di una delle due a cui ho regalato il libro, non quella della copertina con i colori, l’altra.
Brava! Mi è piaciuto molto, dice.
Ora, sarebbe più facile per me se lei avesse parlato in inglese, anche se la frase pronunciata è semplice, mi sentirei meno stupida a dire: scusa, ma non ho capito. Ci sarebbe sempre il dubbio che non ho capito in quanto inglese. Quindi per qualche secondo non dico nulla. Poi sorrido e le butto lì: sono andate bene le vacanze?
Mi risponde: sì, si, ma ecco, speravo proprio d’incontrarti perché ho aperto il tuo libro e non l’ho chiuso fino a quando non l’ho finito! Sembrano storie proprio vere.
Una risposta scontata e gentile avrebbe potuto essere: grazie e magari aggiungere qualche dettaglio, oppure chiederle quale ti è piaciuto di più dei racconti, ho domandato invece: e i colori, non mancavano i colori?
Eh? Quali colori? ha detto lei.
Be’ ero sorpresa, ma molto, molto contenta della nota d’ entusiasmo quando mi parlava. Da una di 17 anni vale doppio per me. 
 

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[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Oggi mi vanto un po’”

  1. panda4x4 dice:

    Sicuramente! Tu non regalarmene una copia: così non dovrai stare con l’ansia…

    :)

  2. alice121 dice:

    :-) E anche volendo non potrei: ormai le copie omaggio sono esaurite. Spero che accada lo stesso per le vendite, spero;-)

  3. LaSirenetta dice:

    :) vale doppio, si, però … insomma, quando esce quello con le figure? ;-)
    splash!

  4. alice121 dice:

    no, Sire, da te questa non me la aspettavo;-) Devi darmi consigli assennati, non farmi battutacce;-))).

  5. utente anonimo dice:

    E…ma…è proprio il modo come è stampato che da delle emozioni… Con la carta ruvida della copertina e la carta morbida delle pagine… Morbida e tagliente come i racconti… A me piace così! OrsaLè

  6. zop dice:

    mi ricordo quando sei venuta a milano! :) e i colori son dentro le parole! z

  7. utente anonimo dice:

    quello con le figure? cosa è …hanno fatto la versione a fumetti?…

    d.

    ps.

    è per questo, o no?, che scriviamo, vero?

  8. LaSirenetta dice:

    consigli assennati? da ME?

    uh, poveretta, non mi ero accorta che fossi messa così male! :P
    splash!

  9. utente anonimo dice:

    Direi che posso associarmi alla figuraccia del nn commento relativamente al libro, ma in verità l’ho letto tutto d’un fiato durante la pausa pranzo dopo averlo appena ritirato dalla posta. Dire che mi è piaciuto è minimizzare. Baci, Giamaica

  10. alice121 dice:

    @d: ps:certo, per ricordare certe “figure” che sarebbe un peccato lasciarle sfuggire.

    @Sire: non si intuisce? Sara’ L’effetto distorsivo della rete:-))

    @A tutti gli altri: grazie per le vostre parole:-)

  11. utente anonimo dice:

    la solita apparenza che prevale sui contenuti..sigh..

    ma la giovincella ci ridà speranza!

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