Ognuno ha la sua 
Ormai ne sono certa.
Tra le centinaia di fobie esistenti, io ne ho sviluppata una rielaborata. Personalizzata, insomma.
Sto cercando di darle un nome, ma al momento non mi viene. Perciò la chiamerò così: paura di ammalarsi in Olanda.
Solo chi vive qui può comprenderla.
E il medico dutch non lo chiamo. Non è per gli euro che mi costerebbe (credo che la fattura per la risposta telefonica sia di circa 10 euro+iva) quanto perché la parola con cui mi risponderebbe, mi irriterebbe assai: aspettiamo…Quei puntini,poi,  mi trasmetterebbero un’angoscia infinita.
Ora io immagino che sia una banale influenza la mia, però vorrei saperlo, tutto qua.
Intanto piovono suggerimenti, consigli, aiuti e varie. 
Si scoprono talenti culinari insospettati nei figli (a parte il dettaglio del sale, che è vero che alza la pressione, però almeno un’idea sarebbe gradita). 
Il consiglio più esilarante (calzerebbe anche l’aggettivo contrario) è stato: chiama il medico e digli che hai trentanove di febbre da dieci giorni e vedrai che ti visita.
Vedrai vedrai cantava qualcuno.
E invece io lo voglio sapere subito, anche perché sabato devo andare a Roma e non mi va di farmi il viaggio da malata. 
Allora ho pensato al pediatra. Lui non ha nessuno scatto alla risposta, anzi non ha mai avuto scatti (di nervosismo) da quattordici anni in qua che lo chiamo (natale, capodanno, eccetera). Avevo pensato di dirgli che ad avere la febbre fosse Fran, però è stata un’idea che è durata un secondo, che a un dottore non si mente mai. 
Un po’ mi vergognavo a telefonargli. Così gli ho scritto, dalla mail di famiglia. 
C
on questo indirizzo sono iscritta alla mailing list buy-sell della scuola. E, durante queste ore in cui ho cliccato almeno una trentina di volte per vedere se il mio GuariscBen mi avesse risposto, mi sono tirata un po’ su il morale. Perché se io sono affetta dalla  PauraDiAmmalarsiInOlanda, c’è chi ha sviluppato altre fobie.
Come Susan, per esempio.
E’ da agosto
che Susan vende o tenta di vendere.
Ha cominciato con le cassette. Una trentina di mail con tutti i titoli di winnie the pooh, poi è passata alla vendita di libri d’amore e qui ha scritto almeno 80 letterine, all’oggettistica, agli attrezzi del giardino, e via così. 
Ad un certo punto la casa di Susan era vuota e con l’eco.
L’unico oggetto rimasto era il suo computer.
E deve aver passato dei giorni terribili, in cui si tormentava le mani, scriveva lettera finte di vendita ed era molto, molto triste. Suo marito afflitto dalla sua tristezza le aveva consigliato di scrivere una lettera con questo oggetto: compro qualsiasi cosa. Ma lei deve aver scosso la testa, socchiuso gli occhi e risposto: io vendo! 
Ed ecco che arriva Natale, gli abeti, le lucette accendi e spegni e….torna suo figlio dal College! 
E lei torna a sorridere, a scrivere e a vendere. 
Una mail per ogni lavoretto che il figlio di Susan potrebbe fare. 
Hai comprato qualcosa da Ikea e non sai montarla? 
C’è il figlio di Susan. 
Devi cambiare l’acqua al pesce rosso? 
C’è sempre lui. 
Devi organizzare una festa per il tuo bambino? (Nel periodo di Natale?) 
Rispondi a Susan. 

Categorie: Roba d'Olanda

[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Ognuno ha la sua Ormai ne sono certa….”

  1. LaSirenetta dice:

    :-) ma non è che il figlio di susan saprebbe darti un consiglio medico appropriato?

    dài, chiama chi vuoi, se non è il figlio di susan nè il pediatra va bene anche il veterinario (sarà sicuramente più attento del medico degli umani!!!)… insomma, non farmi stare in pensiero!

    :-)
    splash!

  2. alice121 dice:

    in effetti ci avevo pensato anche io (al figlio di Susan) e se fosse al primo anno di Medicina? Quasi quasi le scrivo;-))

  3. utente anonimo dice:

    E per la febbre non può fare niente il figlio di Susan?

  4. alice121 dice:

    ha detto che potrebbe fare un incantesimo di guarigione da dove si trova adesso, però vuole mille euro e ci sto ancora pensando…

  5. licenziamentodelpoeta dice:

    Per certe cose c’è sempre ebay.

  6. licenziamentodelpoeta dice:

    (parlavo di Susan, eh; non del tu bisogno di un medico)

  7. giorgi dice:

    Allora, i consigli della tua amica santona stanno dando qualche risultato? ;-))

  8. rosaspina58 dice:

    Ciao, passo per caso dal tuo blog, leggendoti sono rimasta meravigliata, hai paura di farti curare in Olanda? Il medico ha lo scatto alla risposta? Ho un’amica Olandese che non fa altro che vantare i servizi del suo paese, di come sua mamma ammalata sia stata curata ad oc, è una tua fissazione o anche la sanità olandese come la nostra sta andando alla deriva? Ciaocià, buona serata.

  9. alice121 dice:

    @davide: magari lo usa già;-)

    @Giorgi: Un pochino, si comincia a intravedere qualcosa. Ogni tanto vado davanti allo specchio;-)

    @rosaspina: certe volte le amiche nascondono la verità. Se c’è una cosa di cui gli olandesi non sono affatto contenti è proprio la sanità. E sulla nostra non ci sputerei troppo sopra…

  10. rosaspina58 dice:

    Alice ma in Olanda, si muore ancora di parto? O per colpa dell’anestesia, o perchè hai bisogno di un’ingessatura e muori perchè qualcosa è andato storto? In Olanda si dimenticano gli ammalati sulla barella fuori all’agghiaccio e morire così perchè si sono dimenticati di te. Un abbraccio e buona serata.

  11. alice121 dice:

    rosaspina per risponderti adeguatamente dovrei confrontare le statistiche dei due paesi, però posso farlo con le mie esperienze: blefarite di 1 figlio ( qualcosa di simile alla congiuntivite) curata con paracetamolo, degenerata pesantemente, e ha rischiato l’intervento ad un occhio. Linfonodi alla pancia del secondo figlio (stessi sintomi di appendicite acuta) respinto al p.s., curato dal medico con paracetamolo, visitato al p.s. dopo 48 ore, ricoverato per 6 ore mandato a casa anche se disidratato. Se era un’appendicite sarebbe stata dura. Figlio di una mia amica: diagnosi di una certa malattia, cura prevista nel caso di attacchi a base di cortisone, hanno aspettato troppo a somministrarlo, operato d’urgenza, sono riusciti a salvarlo, però gli hanno dovuto tagliare un pezzo d’intestino. Ogni famiglia ha passato i suoi brutti momenti. Poi certo gli ospedali sembrano musei, ci sono i quadri, le sculture, belle cose di design, le profumerie e sono quasi vuoti. Spese sanitarie ridotte drasticamente, se non ricoverassero solo quelli veramente gravi, dovrebbero investire molto di più.

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