Una gatta con le stelle e gli stivali

Il vicino di destra ha chiamato l’ambulanza, la vicina di sinistra era in ginocchio vicino al marciapiede,  accarezzava la testa al gatto e piangeva, diceva qualcosa che non capivo, credo fosse il nome del gatto, il gatto era nero, sembrava proprio quello della vicina, allora mi sono avvicinata per consolarla, è stata gentile quando  mi sono trasferita qui: mi ha portato un mazzo di rose, poi ogni tanto parlavamo dei nostri gatti, lei gli dava le scatolette dell’euroshopper, io al mio non gliele ho date mai, non mi fido di quella marca: ha i prezzi così bassi, le ho appoggiato una mano sulla spalla, il gatto pareva che dormisse, il corpo non aveva tracce di sangue, il pelo invece era arruffato, poi ho visto la macchia bianca sul petto: era il mio. 


Nel paese dove abito, ogni tanto, ne scompare uno. In quello in cui andrò a vivere, invece, muoiono, schiacciati dalle auto.
A una mia futura vicina, in un anno, ne sono morti tre. I suoi viaggiavano in aereo e avevano il microchip. Così la mattina presto, perché  erano investiti durante la notte, una dieren ambulance si fermava davanti casa e glielo mostravano per l’ultima volta.
Quello che mi ha sempre lasciato perplessa, mi ha raccontato, è che non c’era mai sangue sul corpo e sul muso. Ad agosto ne ho portato su un quarto, ma non lo faccio uscire.
Curioso che il numero delle dieren ambulance che incroci per le strade sia superiore a quello delle ambulanze per le persone. Curioso che il limite di velocità nei paesi sia di trenta chilometri orari. 
Ed è curioso tanto più se penso che ho abitato per qualche anno in una casa a Roma che affacciava su una strada in cui le macchine sfrecciavano a velocità ben superiori, che il mio gatto attraversava, per aspettarmi davanti al negozio del fornaio dove compravo il pane, oh il pane senza segatura, e non gli è mai accaduto nulla. E anche alla numerosa colonia felina ospitata dalle due signorine che abitavano nella stessa via, è sempre andata bene.
Gatti romani e dunque scafati al traffico.
Gatti olandesi e dunque un po’ di coccio come i loro padroni? 
Così m’ interrogo sulla mia.
Che ha un po’ di Norvegia da parte di madre, d’ Olanda da parte di padre (ignoto), di Svezia dalla famiglia in cui è cresciuta fino a tre mesi e d’Italia, accidenti! 
E’ una gatta d’ Europa, insomma, e il coccio dovrebbe essersi un po’ indurito.
A Natale farà un po’ d’allenamento sui terrazzi della capitale, e nel 2006  indosserà gli stivali prima di affrontare la notte.
Stivali da pioggia, naturalmente. 

Categorie: Roba d'Olanda

[ 16 commento(i) ]

16 Responses to “Una gatta con le stelle e gli stivali …”

  1. zop dice:

    ma forse è solo diversa l’attenzione per i felini… da noi se ne vedono credo altrettanti sui cigli delle strade. forse non ci sono ambulanze, o ci si fa meno caso… un saluto. z

  2. alice121 dice:

    ciao zop! Sei sempre positivo;-) Io, invece, credo che i gatti li uccidano volontariamente.

  3. saltino dice:

    Non è che pretendono di vederli attraversare sulle strisce? Sarebbero abbastanza “de coccio” da farlo, secondo me.

  4. licenziamentodelpoeta dice:

    Se davvero li uccidessero volontariamente sarebbe un delitto. Quella felina è la razza superiore: uccidere un gatto è ai miei occhi ben più grave che far fuori un umano. Dei cani, invece, devo dire che non me ne frega niente.

  5. alice121 dice:

    @saltino: sai chi attraversa in fila e sulle strisce? Le oche. Giuro! Invece le galline, no, arrivano al centro della strada, si spaventano e tornano indietro;-)

    @davide: La mia scala di gravità, in fatto d’omicidi, è molto tradizionale. Quanto alle preferenze sugli animali, non appartengo al partito del gatto e vorrei moltissimo anche un cane e un furetto ancora di più, ma mi contengo;-)

  6. LaSirenetta dice:

    qui invece uccidono i cani … col veleno!!

    mah!

    splash!

  7. licenziamentodelpoeta dice:

    passi per il cane, ma non riesco a capire la faccenda del furetto, giuro ;))))

  8. alice121 dice:

    il furetto è una via di mezzo tra il cane e il gatto.

  9. giorgi dice:

    Lo sai che mi hanno fatto prendere un colpo le prime righe del post? Mi piacerebbe vederle insieme, le nostre gattone…

  10. utente anonimo dice:

    Ciao.. si ho ricevuto la tua email ma oggi e’ stata una giornata terribile… sono rientrata ora da stamattina e non credo per stasera di avere il tempo di chiamarti. Lo faccio domani…

    Quanto ci sarebbe da dire sugli animali….

    Che bello averti incontrata!

    Un abbraccio

    Ely

  11. Emme121 dice:

    temo la censura ma con coraggio dico: ecco brava contieniti e lascia i furetti a casa loro

  12. utente anonimo dice:

    è una cosa che ho notato anch’io, mai visti gatti morti schiacciati per la capitale. (topi sì, ma se lo meritano :P)

    pensavo dipendesse dalla chiara superiorità felina per quanto riguarda i riflessi, ma evidentemente vale solo per i gatti di Roma…però qui i gatti ci sono praticamente da sempre, possibile che dipende da questo? boh

    ciao

  13. alice121 dice:

    @giorgi: la collina girata dalla parte sbagliata potrebbe essere un ottimo posto. Anche se..due femmine…;-)

  14. alice121 dice:

    @emme: io non censuro mai;-) eventualmente minaccio;-)))

    @senzatrama: ciao;-)

  15. utente anonimo dice:

    Si potrebbero sempre rinchiudere a casa.

  16. utente anonimo dice:

    sofia e’ troppo intelligente per farsi mettere sotto dagli olandesi

    Fran

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