Sono cose che succedono
Alle 7.45 siamo in macchina Fran, Lo e Io.
Ma guido nella direzione opposta alla fermata del bus della scuola. Vado verso la strada che porta al P.S. A Fran è rimasto schiacciato un dito nella porta. Esce sangue e non si vede bene, l’unghia c’è, ma è un’unghia mangiata e quindi corta.
Gli ho dato un asciugamano, lui ha preso invece un mucchio di scottex, perché il sangue macchia, ha detto. Il P.S. è al secondo piano e al citofono non rispondono. Uno che scarica casse di frutta, mi aiuta. Spinge il bottone con forza e io penso che rompe il citofono e invece no, la porta si apre. L’ascensore è occupato. Fran dice che sta per svenire. Io dico: respira profondo. Saliamo a piedi. All’accettazione l’infermiere dà un’occhiata al dito, dito medio destro, e: 1) ci fa entrare 2) non ci chiede il numero dell’assicurazione. E allora in base a queste due cose, io so che è successo qualcosa di grave.
Lo fanno distendere sul lettino, gli domandano come è accaduto, gli chiedono perché dopo cinque anni di Olanda non parla l’olandese, gli sparano due siringhe: una di anestesia e una di antibiotico. E se stavo a Roma, non avrei fatto caso alle due punture, ma siamo qui, e qui al dolore si resiste, il dolore bisogna sopportarlo e l’antibiotico, l’antibiotico va preso solo in caso estremo. Estremo appunto. Poi c’è la lastra. Poi il dottore dice che va a parlare con un suo collega e che nei prossimi minuti decideranno cosa fare. Il dito non sanguina più. E così lo posso vedere. Ne manca un pezzo. Un pezzo di falange. Quando torna il dottore è in compagnia del collega, quello che si occuperà della rifilatura. Fran è coraggiosissimo. E in quei secondi lunghissimi, lui è girato verso di me, respira profondo, gli dico, non sentirai niente, lui si dispera, ma si dispera a bassa voce e mica perché lo stanno per tagliare, no, mi chiede: pensi che potrò andare alla prova generale del musical stasera? E io rispondo che non lo so, e lui mi dice e venerdì? E venerdì come farò? Mi metto un paio di guanti, che ne dici? Sì i guanti, e poi tutto finisce, il tagliatore svanisce, e io vorrei sapere quanto gliene ha tagliato, ma uno non lo sa, un altro mi dice un pezzetto. Ti sei comportato benissimo, gli dico in macchina, ci siamo comportati benissimo. Senza lamenti, senza lacrime. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, senza perdere la calma. Poi posso telefonare a Emme, che è in qualche punto dell’Europa. E dopo chiamo il mio dottore di Roma. C’è che quando sono tornata a casa ho trovato il pezzetto di dito. E gli dico che non me ne ero accorta che si era staccato. Che pensavo che si fosse tolta la pelle. Lui mi dice che non glielo avrebbero mica ricucito. E’ un pezzo troppo piccolo. E che sono cose che succedono. E che quando si tratta di urgenze, gli olandesi sono bravi. Mi dà delle spiegazioni tecniche e mi consola, mi consola. Ci siamo comportati alla grande dice Fran. La ripetiamo ancora un paio di volte questa frase. E poi mi chiede un gioco del gamecube e allora penso che siamo tornati alla normalità.
Categorie: sanità dutch
[ 14 commento(i) ]
il 30-11-2005 alle 13:22
wow! povero fran e bravi, proprio bravi. e al musical non può e non deve mancare, aumenterà il suo carisma con quel dito un pò così
il 30-11-2005 alle 13:38
mmm….
Simpatiche giornate anche per te vedo…
Un abbraccio…
OrsaLè
il 30-11-2005 alle 14:30
vabbe cmq il musical lo faccio….:D
il 30-11-2005 alle 15:21
ho letto il post senza fiato e man mano sempre più sfiatato, come se -trattenendo il respiro - in qualche modo avessi coartato il lieto fine. Che in realtà c’è e non c’è, come nella vita vera accade quasi sempre. Complimenti al coraggioso figlio e alla mamma che non ha perso la testa (neanche quando ha trovato il pezzetto)! Leo
il 30-11-2005 alle 16:38
ve l’avevo già detto siete una coppia fantastica: vedervi agire insieme (perchè è questo che hai fatto con questo post, una ripresa cinematografica- e io vi ho visti!) è sempre un sovrapporsi di emozioni.
E sì, complimenti, perchè vi siete comportati al meglio. E un sospiro di sollievo per la fine tutto sommato lieta e per il musical che sì, ci andrai, fran!
splash!
il 30-11-2005 alle 17:40
be’ la mia “fortuna” è stata che è il pezzetto l’ho visto dopo, anche se sapevo che non era un semplice taglietto, lui invece l’ha detto che un pezzo ne mancava. Comunque, spero che si possa fare una ricostruzione plastica.
il 30-11-2005 alle 21:36
Forza Fran! Io, Lula e Sten ti abbracciamo forte, sei stato coraggiosissimo e non vediamo l’ora di vederti. E baci grandi a te, super mamma Alice.
il 30-11-2005 alle 22:21
Ciao Alice, vado un momento off topic per ringraziarti del salto sulla mappa..
il 01-12-2005 alle 9:57
Mamma mia quanto mi ci ritrovo in quel che scrivi… proprio una settimana fa mia figlia, la grande, s’e’ lussata una caviglia… molto malamente.
In ospedale, qui al Bronovo, io ci abito vicinissimo, sono stati bravissimi almeno in emergenza.
Ma questa e’ stata la prima esperienza positiva che ho avuto… il resto che ho vissuto da “malata” non e’ stato un gran che simpatico. Qui lasciano che il decorso sia il piu’ naturale possibile… ma non sempre e’ la scelta giusta.
Fai i migliori auguri di pronta guarigione a Fran e a te… buona giornata.
Grazie per l’informazione.. cerchero’ di fare il possibile per Ines…
Ely
il 01-12-2005 alle 10:46
ah il Bronovo…lo conosco. Ci mandarono lì per rimediare a un pasticcio che avevano combinato all’ospedale di Leiden, per la loro solita politica:forse passa da sè.
il 01-12-2005 alle 10:57
spero sia finzione, maledizione
il 01-12-2005 alle 11:02
purtroppo no.
il 01-12-2005 alle 16:04
diamine
il 04-12-2005 alle 18:31
Sconvolgente praticita’olandese: nel bel mezzo di un “dramma familiare” loro chiedono perche’ dopo 5 anni ancora non parlate l’olandese…