Alle 19 circa imbocco la corsia d’uscita dell’autostrada, manca ancora un lungo tratto e sono sui 100, 110 chilometri orari. Uno sguardo alla fabbrica che sputa fumo bianco. Perché aspetta che scende il buio per fumare?
Fran mi sta raccontando che da quel momento in poi non potrà mangiare più latticini. I residui si depositano sulle corde vocali, dice.
I residui?
Sì, si formano dei residui che potrebbero danneggiare la voce e dovrò portare una sciarpa, sempre.
E questo mi fa sorridere. Non me lo riesco proprio a immaginare lui che gira in maglietta e felpa di cotone con temperature negative, con una sciarpa di lana attorcigliata al collo. E poi penso che non vedo l’ora che arrivi il giorno del musical, che non ne posso più di queste prove di sabato e domenica, e degli altri cinque giorni che dovrebbe finire alle cinque e mezza e invece ritarda fino alle 6, 6,30. Ma avvisami no? Avvisami che ritardate.
Impossibile. Non si può. E mi hanno scelto per il corso di coro avanzato!
Ah che bella notizia. Però che significa? Ci saranno prove a orari assurdi?
Lui sta per rispondere e già lo so che dirà: ma no stai tranquilla, e invece già lo so che mi toccherà aspettarlo e però fino a gennaio, fino a gennaio! Perché finalmente ci trasferiremo vicino alla scuola e lui tornerà in bicicletta e …
E poi succede che qualcuno mi supera da destra sulla corsia d’emergenza, e io sto lì che guido rilassata, oh sono su un’autostrada olandese!, mi supera da destra e rientra, e mi verrebbe addosso se non frenassi di colpo, accidenti è impossibile non ci credo, deve esserci stato un sortilegio, colpa di quel fumo bianco che annulla la notte, e io sono stata trasportata in un altro Paese.
E invece no: ci sono sempre le case con i tetti di tegole, i prati che sono neri, c’è l’uscita dell’autostrada e io mi sono presa una gran paura. E gli lampeggio alla macchina che mi sta davanti, una due tre volte. E il semaforo è rosso. E la macchina è un catorcio, un modello vecchissimo e questo è un altro fatto insolito, perché qui hanno tutti i macchinoni super lusso oppure la bicicletta. Non esiste la macchina dei poveri. E succede che il tipo che è alla guida, un individuo che mai avrei pensato che esistesse, scende e viene verso di noi.
Un gigante impazzito e urlante ci sta per raggiungere.
E non ci sono vie di fuga.
In quei secondi, c’ è un tratto di venti metri che ci separa, credo, Fran mi ricorda che le chiusure sono rotte, e che fa chiama il 112 o aspetta?
Aspetta? accidenti!
E m’informa che ha memorizzato la targa. E che non è giusto! Non è giusto!
Ora io sono molto contenta di avere un figlio razionale, che sa bene quali siano le ingiustizie, però ecco, io che faccio? E che faranno gli automobilisti che ho intorno?.
E allora abbasso il finestrino e gli dico, anzi gli urlo contro che ha fatto una cosa molto molto pericolosa! E stiamo chiamando la polizia! E poi vedremo!
Ma da dove l’ho pescata questa voce? Ma perché non sono stata zitta? Ma se io stavo zitta, non sarebbe stato meglio? E cosa succederà? La polizia è in fondo alla strada, c’è un ufficio a trecento metri, ci sono stata una volta nemmeno mi ricordo perché , e c’erano appese le foto dei ricercati, alcune con delle facce tranquille, un po’ pallide magari, altre sì erano proprio facce da ricercati: sguardi torvi, labbra increspate, naso provocante e c’erano foto di alcuni bambini, di bambini scomparsi, e questo mi sembrava pazzesco, che nel paese in cui bambini a sei anni vanno a scuola da soli, accadesse questo, e comunque volevo che arrivasse subito il giorno dopo, quando aspettavo Fran per un’ora anche un’ora e mezza, tanto avrei avuto un libro con me. Ma anche la mattina successiva sarebbe andata benissimo, non sarebbe stato meraviglioso se fossi stata catapultata nell’istante in cui il primo flusso di caffè fa la sua comparsa, è un istante bellissimo e io avrei voluto tagliare tutto quelle ore che si sovrapponevano, ma anche a cena terminata quando, oppure no, quando ci saremmo seduti a tavola e Fran avrebbe raccontato…O mio dio e cosa avrebbe raccontato? E ci sarebbe stata una cena? E se si fosse svolta una cena, che espressione avrei avuto io? Poi è successo che dopo il mio rimprovero che è terminato quando lui era a tre metri da me, e dopo che molti finestrini si sono abbassati, lui s’è fermato di botto. Si è azzittito di colpo. E’ risalito di corsa in macchina ed è ripartito con una sgommata incredibile, che nemmeno quando andavo a trovare la mia amica che abitava al centro di Tor Bella Monaca, ne ho mai sentita una simile. Quel tipo sembrava un drago gigantesco pieno d’aria a cui all’improvviso qualcuno aveva tolto il tappo.
Mica può finire così, diceva poi Fran. E le regole? E il rispetto per le regole? E la polizia lo deve sapere che c’è uno in giro che guida pericolosamente, che spaventa la gente…
Ma chi era spaventato? Dicevo io. Era tutto sotto controllo. Tutto.
Categorie: Pare che sia andata
[ 8 commento(i) ]
il 24-11-2005 alle 12:42
caspita, che avventura. Io avrei psicologicamente avrei reagito uguale a te - chissà se mi sarei messo a urlare però (dando luogo allo sgonfiamento)? Canta che ti passa… ciao Leo
il 24-11-2005 alle 12:50
Fiuuu, che paura dovete aver avuto! Me l’hai fatta venire pure a me… Che bravo Fran.
il 24-11-2005 alle 13:19
io dico che voi due siete un’accoppiata vincente: la ragione e la follia, ossia il meglio di ognuna delle due!
splash!
il 24-11-2005 alle 13:55
Mamma mia!! Meno male che “all’estero sì che si sta bene” eh?!
Prendi un brandy e via!
OrsaLè
il 24-11-2005 alle 20:38
@Leo: è meglio che io non canti, che potrebbe succedere qualcosa di terribile;-)
@Giorgi: Sì, lui tende ad analizzare tutte le variabili…chissà da chi ha preso;-)
@ Sire: La follia mi piace, però a piccole dosi;-)
@OrsaLè: (dal doppio nick, ancora ci penso, eh) Un brandy proprio no. Magari una coca cola al massimo delle bollicine;-)
il 25-11-2005 alle 8:21
Ma dimmi la verità? La prima era ingranata mentre ragionavi? Una risorsa finale, con il piede tremante sulla frizione?
il 25-11-2005 alle 9:06
il 25-11-2005 alle 15:03
mi sa che era più spaventato lui, e s’è dato! io non avrei reagito, con tutto quello che si sente qui in italia