Come sarà il cane.
Frequentando Chris, frequento anche il suo cane che ha un nome assurdamente dutch, e mi sono ricordata che anche io ne vorrei uno.
Lui, Chris, dice che è stato fortunato con lui, lui è un bastardo nero di taglia media, e lo porta dappertutto, quando va a far spese, per esempio, gli dice: non ti muovere e lui non si muove, oppure mangiamo un panino in un bar dell’Aja, un panino speciale, in un bar in cui da sola non sarei mai entrata, ordiniamo il caffè, ormai bevo anche il caffè olandese, lui dice: aspetta un attimo e l’ultimo boccone del panino è per il cane che è rimasto fuori.
Allora dico a Emme, quando cambiamo casa ne prendiamo uno. Si trovano sempre cuccioli al canile del comune, e poi c’è quel prato a pochi metri da dove abiteremo e un parco enorme poco più in là, lui dice no, e chi lo porta fuori a mezzanotte quando piove, lo porto io gli dico, mi piace uscire al buio quando non c’è nessuno, e poi non è vero che non c’è nessuno, nessuno gira alle 7 di sera, ma dopo le ventitre c’è un discreto traffico di quelli che vanno a correre, be’ insomma non sono tanti, però ci sono quelli che hanno i cani e quelli sono numerosi.
E come facciamo con l’aereo?
Sta nella gabbia, come ci sta il gatto.
Ma no, no, è un impegno.
Certo che è un impegno, ma a me piacerebbe avere questo impegno.
E’ un sacrificio.
Ehi Chris per te è un sacrificio?
No, certo che no!
E poi quando ce ne andiamo, che ne so, a Parigi? Nella casa del nostro amico è vietato portare animali.
E tu, Chris, come fai quando parti?
C’è una signora, una dog sitter. Va a stare da lei, è abituato.
E il tempo?
La pioggia intendi? Scelgo un cucciolo a pelo corto e lo asciugo quando piove.
No, no. Intendo le ore da dedicargli.
Ma io ho tutto il tempo che voglio.
Dici sempre che non ne hai.
Il tempo si ha quando si vuole avere.
E poi, dice ancora Emme, con un sorriso che annuncia: ora la sto per sparare la battuta preparati, chissà come sarà…
Come sarà? Chiede Chris.
Come sarà il cane. Perché ogni cane esprime il suo padrone, e tu Chris dici che sei stato fortunato perché hai un cane tranquillo, affettuoso e non un rompipi, però posso fare decine di esempi di cani con un caratteraccio. Che abbaiano di continuo, che non ti fanno mangiare, che fanno questo o quello, e su tu poi conosci il padrone, ti accorgi che quel comportamento non è casuale.
E quindi, dico io, come pensi che sarà il mio cane?
Un cane che fa quello che gli pare.
Invece no. Sarà un cane speciale. Specialissimo.
Però insomma sta cosa di qualcuno che m’assomigli, mi attira assai. Anche se mentre chiacchieriamo ho una specie di visione, di quel prato dietro casa, dove c’è un cane nero che corre come un razzo, e io sto lì che lo chiamo e lo richiamo, e lui non mi dà retta, però non piove.
Categorie: Chiacchiere
[ 6 commento(i) ]
il 21-11-2005 alle 12:26
si dài, prendilo, il cane, così potrò leggere i tuoi racconti su una scrittrice in carriera che viene da un paese che non le appartiene più ed abita in un paese che non le appartiene ancora, alle prese con un cane che non le dà retta… però non piove!

splash!
il 21-11-2005 alle 13:00
e poi si potrà dire:chi quella che scrive come un cane?;-)
il 21-11-2005 alle 13:46
E come la mettiamo con la gatta delle foreste norvegesi?
il 21-11-2005 alle 13:55
non ci sono problemi tra cane e gatto, se uno dei due è cucciolo. E poi s’abituano.
il 21-11-2005 alle 21:47
no! il cane no!
cmq il tuo sarebbe serafico e allegro, con un bel senso dell’ironia.
e a bengodi starebbe benissimo
il 22-11-2005 alle 13:36
oh bengodi…sembra un secolo fa…