Non ho mai trovato un portafoglio, pensavo qualche giorno fa.
Trovo diversi oggetti nella strada che attraversa il paese e su cui abito. Alcuni li raccolgo e li appoggio sulle statue dei cani, altri li prendo, altri li lascio dove sono.
Gli olandesi perdono un pezzo di coda.
Dipende da come vanno in bicicletta. Perché fanno un sacco di cose mentre pedalano e li invidio un po’ per questa loro destrezza. Ammiro questa  dissociazione tra la parte inferiore ( le gambe che pedalano) e la parte superiore (braccia e testa). Mangiano bevono telefonano si tengono per mano portano pacchi o un’altra bicicletta.
Le ragazze, i gruppi di ragazze che vanno a scuola la mattina indossano minigonne e calze color carne, gambe lunghe olandesi che se ne infischiano della pioggia, gambe che nessuno guarda, tirano fuori peluche e quaderni dalle borse e se li passano, li smarriscono.
Non era di una ragazza il portafoglio che ho raccolto ieri pomeriggio.
Era di una ricca gigantessa. Ho rovistato tra le tasche interne. Carte di credito, documenti minuscoli e biglietti da cinquanta, da venti, da cinque. Nessuna moneta. L’assenza di spiccioli, di scontrini,  di biglietti, lo rendeva sottile e minimalista, l’opposto del mio che sembra un panino in cui è stato infilato a forza una salsiccia. Che poi tutti quei soldi mi hanno sorpreso, che usano sempre il bancomat per tutto.
E poi l’altezza di Rose: 1,91.  Mentre io mi fermavo, Rose cresceva e cresceva. C’erano dei cartoncini bianchi e rosso scuro, Rose – Martijn Van qualcosa e ho composto il numero.
Lei non credeva che avessi il suo portafoglio. Le ho detto che era rosso e mi ha risposto che stavo scherzando. Allora le ho fatto l’elenco delle carte e delle banconote e ha detto: aspetta un attimo, ed è andata a controllare nella borsa, penso.
Mai fidarsi di una sconosciuta che afferma di avere il tuo denaro.
E però adesso non poteva venire, era a cena, poteva passare verso le 7? Ma certo che poteva. E dove abitavo? E le ho detto il nome della strada, preparandomi a recitare lo spelling, che bisogna fare una serie di aspirazioni mentre si pronuncia. E Rose invece ha capito, l’ha afferrato a volo il nome della   via, e mi sono chiesta perché l’ha capito subito e invece gli altri mai. E poi è arrivata, sono scesa e ho aperto la porta a un fenicottero viola, pantaloni e giacca a vento e un berrettino di lana, con un naso che sbucava troppo, e allora ho pensato che Rose le calze color carne con la minigonna non le ha indossate mai, le ho dato il suo portafoglio minimalista, lei ha detto che il negozio dei fiori era chiuso, e mi ha porto con un gesto impacciato una scatola con dei bulbi di amaryllis.    

Categorie: Roba d'Olanda

[ 5 commento(i) ]

5 Responses to “Non ho mai trovato un portafoglio, pensavo…”

  1. saltino dice:

    Storie all’ombra del volano (è una mia associazioe logica tulìp, scusa).

  2. LaSirenetta dice:

    che bella, questa rose, fenicottero viola, e belli pure gli amarillis - i miei sono defunti :-( non ci ho la pazienza di tenerli al buio d’inverno e di tirarli fuori in primavera!

    splash!

  3. alice121 dice:

    e mi sa che pure i miei farebbero una brutta fine, se non ci pensasse qualcun altro;-)

  4. utente anonimo dice:

    Che fortuna!

  5. utente anonimo dice:

    i portafogli che mi è capitato di trovare in giro….sempre vuoti…di tutto… :-(
    Poi una storia te la immagini lo stesso…ma è un’altra cosa

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