Credo che sia andata così.
Una sera di alcuni anni fa, quattro amici davanti a un bicchiere di vino, chiacchierano e rollano. Uno di loro è appena tornato dall’Olanda dove fa il cameriere in un ristorante dello zio.
Ho avuto un’idea, dice.
Tu e Tu non avete un lavoro. E tu, indica una scodella in cui c’è un’ombra di sugo, cucini da Dio. E consegni pizze a domicilio, invece. Allora vi porto tutti su con me al Nord! Ognuno contribuisce con un po’ di grana e apriamo un localino. Ma non il solito localino. Lo raffiniamo il localino, capito? Vogliono ascoltare O Sole Mio? E noi gliela facciamo cantare mentre arrotolano spaghetti, ma da uno che canta, che ne so, con una voce femminile! Curiamo i dettagli, capito? Niente Reitano e Ranieri, ma Zucchero e Venditti. E i piatti sperimentali di Enzo saranno un successone! Niente pane e burro come antipasto. E vestiremo di nero.
Perché non ci mettiamo anche gli occhiali e i cappelli neri? Propone Enzo.
Non dire cazzate. Il look lo decido io, tu impara bene a fare gli gnocchi rotondi. E ad un certo punto della serata, canteremo qualcosa. Avremo un locale pieno di femmine bionde. E il fumo, il fumo dietro l’angolo.
Qualche anno dopo, in una notte di novembre in cui si gioca un’amichevole Italia Olanda, Theo ci dice: ho trovato un ristorante italiano in cui servono piatti speciali.
Anche Theo è un po’ speciale. L’abbiamo conosciuto a marzo, quando si è trasferito qui. E’ olandese, ma per vent’anni ha girato il mondo, cioè la società per cui lavora gli ha fatto girare il mondo, e in America ha conosciuto sua moglie, metà russa e metà americana. Vengono dalla Toscana, dove sua moglie ha lasciato un pezzo di cuore. Però da qualche mese ha ripreso a dipingere e a pensare positivo. Prima dipingeva paesaggi, ora ritratti.
Dicevo che Theo è speciale.
Ci sono delle persone che riescono a prendere il meglio del Paese in cui vivono. Lui è uno di questi. Ha i suoi difetti, ovvio, però si vede che questa vita in movimento gli ha portato un’apertura nella testa, un punto di vista che è suo personale, che non è quello della tv o dei "si dice che".
Così eccoci nel ristorante ad annusare una porzione minuscola di tagliolini al tartufo, con Theo che canticchia una canzoncina a sua moglie:
Irina Irina, sempre all’Italia pensi. Mi manca l’italia, come mi manca. Gli Italiani sono furbi, Irina, ma gli Olandesi sono grandi.
Ci serve un cameriere con un ciuffo pendente. E’ l’unico dei quattro, ricordate i quattro del corsivo dell’inizio?, che ancora non sa l’olandese.
Ci spiega perchè: quando avevo vent’anni ho lavato bicchieri in un pub a Londra e allora qui mi sono impigrito, tanto le biondine, le biondine? Le biondone mi capiscono. Siete di Roma, vero? Ci penso io allora, dice con un gran colpo di ciuffo.
E ci spara a forza dieci il cd di Venditti, spostando la manopola a un livello spacca timpani su Roma Capoccia.
Oh, dice Irina, questo cantante non lo conosco.
Ti faccio un cd con i suoi pezzi migliori, dice Emme.
Poi una voce femminile da un corpo maschile, attacca O sole Mio. E i camerieri, vestiti di nero, battono le mani e urlano: brava, brava.
Il nostro col ciuffo entra ed esce dalla cucina, dove fa qualche tiro, penso, e dove sbircia la partita. Poi mettono su il Nabucco. E lui, con il ciuffo e gli occhi sempre più sconvolti, piomba di continuo al nostro tavolo, parla in inglese o in italiano con Theo, solo con lui. Lo stuzzica, anzi lo provoca con i risultati della partita: secondo goal, terzo goal. Voi olandesi ci avete battuto solo una volta. Per il resto….il resto si perde tra le note della musica troppo alta, io per lo meno me lo perdo, voglio perdermelo, Theo invece lo capisce bene.
La partita finisce, esplodono le note di Fratelli D’Italia, e i quattro, anche il cuoco è stato chiamato dalla cucina, si allineano in riga dietro di noi, ognuno con le braccia sulle spalle dell’altro e cantano.
Tutti i clienti ridono. Anzi tutte, perché c’è una maggioranza femminile.
Per il denaro si mantiene vivo il mito del mandolino, dice Theo un po’ arrabbiato e un po’ triste.
Tutto per il denaro, peccato.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 6 commento(i) ]
il 14-11-2005 alle 11:59
Sublime
il 14-11-2005 alle 12:26
beh, divertente, come spesso sai fare.
ci vorrei venire anche io dietro a quella cucina..
il 14-11-2005 alle 12:49
eh però poi cara A, dopo il tiro, ti toccherebbe tenere a bada l’uomo nero con il ciuffo;-)
il 14-11-2005 alle 13:39
Oh, questa mi ci voleva proprio! Grazie
il 14-11-2005 alle 13:40
Già tutto per il denaro…
Alla “gloria” in pochi ci credono ancora…
Ciau! Stè
il 14-11-2005 alle 14:50
poveri theo, ah, se lo capisco!
splash!