La prima volta che …     10-05-2005  

La prima volta che

Dopo il gelato ci offriva dei fazzoletti umidi per pulirci il mento, il naso e le magliette. I fazzoletti umidi glieli regalava una sua amica americana, le portava anche il burro d’arachidi, che bisognava spalmare sul pane insieme con la marmellata, ma a me faceva schifo.

La passeggiata si concludeva nel negozio di giocattoli. Bisognava decidere in fretta perché  s’irritava subito e c’era il rischio che decidesse lei il pensierino e allora mentre leccavo il cono compilavo una lista mentale.

Quel giorno erano arrivati dei soldatini nuovi e la commessa li stava ancora allineando sullo scaffale.

C’erano tutti gli eserciti.

Mio fratello scelse i soldati francesi perché c’era Napoleone, mio cugino Enrico quelli americani perché erano invincibili e Giorgio i tedeschi perché erano cattivi.

Io volevo i soldati russi. Mi piacevano perché erano dipinti di rosso.

La zia si fece il segno della croce e disse che non li avrebbe comprati. Io risposi che volevo solo quelli e nient’altro, di solito se m’impuntavo su  un regalo costoso, cedeva pur di sbrigarsi.

Perché insisti con i russi? Sono comunisti quelli!

Stavo per ribattere che era per via delle uniformi e invece dissi: perché vinceranno tutti gli altri eserciti!

Mia zia si spaventò e io non ne capii la ragione – era ai soldati dei miei cugini e a quelli di mio
fratello a cui mi riferivo.

Indicò alla commessa un cilindro di vetro dentro cui era chiusa la Cupola di San Pietro – se agitavi il cilindro scendevano dei fiocchi di neve - e me lo fece impacchettare.

La carta la pretesi rossa.

Fu la prima volta che riuscii a trattenere le lacrime e anche che sentii la parola comunista.

Categorie: Storie per la rete

[ 9 commento(i) ]

9 Responses to “La prima volta che …”

  1. Anais82 dice:

    molto carino il tuo blog!!!

  2. saltino dice:

    Relativismi innocenti!

  3. dopamino dice:

    dovresti inviare questa storia al seguente indirizzo

    s.berlusconi@governo.it

  4. utente anonimo dice:

    Avresti dovuto spiegarle che quelli “non erano comuniti ma patrioti russi.” Ebbè.

  5. meva dice:

    mi piacerebbe vedere una tua foto dell’epoca…

  6. alice121 dice:

    ehi ma mica ero io! Mai giocato con i soldatini tridimensionali. E poi se fossi stata io, avrei dovuto metterlo sotto un altro tag, magari che ne so uno tipo: ricordi o simili;-)

  7. alice121 dice:

    @dopamino: e se poi mi chiudono il blog?

  8. utente anonimo dice:

    Ah.. Me l’ero persa!

    Bella storia, raccontata con voluta leggerezza che la rende una perla. E’ quasi un “corto” e io ho sorriso immaginando la zia!

    Ciao. Alfredo

  9. alice121 dice:

    ciao alfredo!

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