Se mi lasci ti cancello *
Cosimo Bellomi aveva un aspetto malsano: due solchi scuri gli affondavano gli occhi, delle rughe profonde affioravano precoci. Doveva toglierlo quello specchio oltre il monitor, pensò.
Gettò un’altra occhiata alla pagina word, mordendosi la pelle delle dita.
Si girò verso la moglie: quel ticchettio lo faceva impazzire. S’accostò alle spalle di lei trattenendo il respiro. Stava scrivendo della puntata di ParliamoFinoAcheSiamoInTempo che era stata trasmessa poco prima alla tv.
Allora anche lui poteva… Intanto digito il titolo, poi…
Non copiare, eh!
Che iena. Che volpe. Non esisteva un animale che potesse esprimere sua moglie. L’avrebbero creato in laboratorio, prima o poi.
Ricadde, con tristezza, su word. Quel bianco gli dava la nausea.
Le previsioni del suo commercialista erano state corrette. Lo venerava quell’uomo: primo perché lo aveva salvato più volte da certi impicci con la finanza e poi perché era stato l’unico che aveva avuto il coraggio di anticipargli il suo destino senza timore di scatenare la sua ira.
Ha 15 anni meno di te ed è un gran pezzo di …di donna. Io non affermo che ti tradirà. Sarebbe una previsione banale. Semplice. E lei Angela Bufalotta è intelligente, oltre che bella. E sa che non le converrebbe lasciarti, però ti costerà cara, questo sì. Alzi le spalle. Perché hai le casse piene di denaro, ma non è alle tue ricchezze che alludo. Lei ti divorerà l’energia!
Si era grattato le zone preziose e aveva replicato con un sorriso: e io ce l’ho l’energia.
Così c’erano stati i viaggi, i corsi, le sfilate di moda, i teatri, i film, le mostre d’antiquariato.
Sei felice di avere sposato una donna di cultura? E la Traviata che non finiva più. E Il corso di dizione per correggere il dialetto di borgata. E pure lui doveva seguirlo. Dovevano parlare italiano entrambi!
Poi quando stava per sciogliersi sotto tutte queste attività, era calato il colpo finale: il blog!
E anche questo nuovo interesse mica l’aveva intrapreso a caso. Angela aveva dovuto seguire due corsi: Uno di scrittura creativa e uno di grafica. Ed erano aumentate le frequentazioni dei cinema e l’acquisto dei cd.
Lui l’osservava seduto sulla sua poltrona, l’ascoltava paziente quando gli leggeva le sue elaborazioni prima di renderle pubbliche, la tranquillizzava quando nel centro della notte, lo svegliava per interpretare i commenti che la gente le lasciava.
Il peggio però era ancora in agguato, quando accadeva tutto ciò. Il peggio era nell’oscurità che attendeva paziente per sferrare il suo attacco mortale.
Devi aprire un blog, gli disse Angela a bruciapelo.
E lui l’aprì.
E non sapeva che accidenti scriverci. Lui che in tutta la sua vita non aveva mai avuto un diario, se si esclude la compilazione della prima nota.
Scrivi diceva lei, devi scrivere un post tutti i giorni. Sei mio marito. Se io ho un blog, anche tu lo devi avere, altrimenti non sento di avere punti in comune con te.
Un mattino, in cantiere, ebbe l’illuminazione: avrebbe copiato i post. Chi se ne sarebbe accorto? Lo leggeva solo Angela quello che scriveva.
Così andò alla ricerca di qualcuno che lo rappresentasse. Si fermò su un sito su cui compariva la foto dell’autore. Un uomo sui 50, con le guance e il mento abbondanti, ma con uno sguardo luminoso e sveglio. Scriveva storie dimesse, fattarelli incolori senza pretese. Non c’era la possibilità di lasciare un parere sui suoi post. Non c’era un counter che registrava gli accessi.
Il suo cervello imprenditoriale fu rapido nel concludere: Se non ha queste funzioni significa che non ha lettori.
E lo copiò. Non del tutto. Era grigio quel tipo, troppo. E allora partiva da quello che aveva scritto e ci aggiungeva del sarcasmo, dell’ironia, un po’ d’allegria.
E sua moglie ad ogni post indossava un nuovo capo intimo.
Questa volta me la sono cavata senza consumazione, pensò.
Fu il suo commercialista a chiamarlo, sul cellulare alle 8 di sera, quando stava tornando a casa.
Anche lui aveva un blog, gli disse. Un blog tecnico che parlava di fatture. Dava consigli di contabilità e in cambio ne ricavava pubblicità per lo studio.
Ti hanno scoperto Cosimo. E’ uscito un articolo su Gambadilegno in cui riportano tutti i pezzi che hai succhiato al GrandeScrittore. Ti faranno a fette. Ne stanno scrivendo tutti. Devi chiudere il blog: subito!
Angela. Angela la perdo. Angela ne morirà di vergogna. Angela mi disprezzerà.
Cosimo Bellomi era disperato.
Si fissò nello specchietto della sua Mercedes CLK. Fissò a lungo la sua espressione di copione.
La porta d’ingresso fu spalancata con impeto e sua moglie gli saltò al collo in un completo intimo di seta nero, dolorosamente sensuale.
Amooore!
Il blog. Disse lui stringendola con debolezza. Devo farti una confessione…
Lo so, lo so! Esultò lei. Hai copiato tutto.
Ora devi fare una cosina.
La fai una cosina per me? Chiese lei tra un battito di ciglia e uno di tette.
Il cuore di Cosimo Bellomi entrò in tachicardia.
Devi inserire il link del mio blog, disse lei con la più erotica delle sue sfumature vocali.
Io mi dissocerò, ma tu non ci farai caso. Continuerai a copiare, non ti curererai degli insulti, delle minacce. Ci penserò io a consolarti. Che dici il link al mio blog è più evidente se lo mettiamo a destra o a sinistra?
Qual è la durata media di un blog? chiese al suo commercialista.
Lui, l’uomo in cui aveva cieca fiducia, non aveva una risposta questa volta. Era imprevedibile, disse.
*titolo di un film
Categorie: Storie di blog
[ 5 commento(i) ]
il 25-04-2005 alle 14:48
stavolta hai superato te stessa… cinic-clap-clap!
il 25-04-2005 alle 23:54
;-)) ironic.
il 26-04-2005 alle 0:20
mi hai fatto sorridere di gusto (e di questi tempi…)
il 26-04-2005 alle 17:30
Ma tutto ciò è terribilmente perverso !
il 27-04-2005 alle 11:50
Grazie. Puoi scrivermi su splinder in pvt oppure a mostrillo73@yahoo.it.
ciao