Senza complimenti non scrivo
Il sole era bianco e il termometro segnava 39 gradi.
Di andare al mare, come aveva proposto Stecca, non aveva voglia.
Sua madre imbastiva un cappotto appeso al manichino. Suo padre sfogliava il giornale, bestemmiando al ventilatore che gli gonfiava le pagine.
Lui, sigillato nella sua stanza 3 x 3 in cui s’insinuava un orribile odore di sugo spacca fegato,preparato con il pesantissimo olio del paese, litri ce ne versava, risparmiava su tutto meno che su quello, accese il pc. Bene, disse, vediamo come sta il blog. Controlliamo i complimenti.
La sera prima, sotto l’effetto di una struggimento pazzesco e di un cannone ultrapesante condiviso con Il Maratoneta, aveva scritto un post che avrebbe fatto furore, e seminato frasi argute su blog famosi e famosetti e sorrisi e saluti su quelli con pochi accessi, per un totale di 252 commenti.
Dovevano esserci altrettanti click di ritorno. Forse anche più!
E invece…
Nessun complimento. E gli accessi erano 3! Escludendo quelli fatti da lui stesso. Va bene che era la prima domenica di luglio, ma insomma!
Lo voglio ammazzare, urlò sua padre dal soggiorno.
Ma quando si rassegnava? Tanto lui quel lavoro alla carta di credito non lo accettava. Doveva seguire i corsi alla facoltà e dedicarsi al blog.
Per precauzione andò a controllare la porta.
Si risedette. Con le tette di Dany andò alla ricerca dell’emmepi3 adatto. Quando Il Maro aveva visto l’indicatore del mouse era rimasto sbalordito. Prima aveva spalancato la bocca, poi aveva ripetuto non ci posso credere cinque volte, infine aveva detto: ma tu sei il mago dell’accatiemmelle!
Lui aveva sollevato le spalle per minimizzare, ma era arrossito d’orgoglio. Il cellulare vibrò con le note di Tottigol. Era Il Maro per le congratulazioni.
Hai letto il post? chiese all’amico.
Anche lui, copiandolo per l’ennesima volta, aveva aperto un blog, però non aveva lettori. Sficato nella vita, sficato nella rete, triste destino.
Sì, ho letto.
E non mi hai lasciato neanche una riga? Ci ho lavorato fino all’alba su quel pezzo.
Sì, però Kevin sarà stato l’effetto del fumo, dell’afa, io poi non me ne intendo di robe romantiche, ma mi pare una schifezza!
Come una schifezza?
Non ti offendere, piuttosto c’è TeLoInsegnaFrecciaBlu che ha organizzato un gioco e a quelli che partecipano gli mette il link per tre giorni sul suo blog!
Per tre giorni? Accidenti! Vado subito.
Mannaggia, mannaggia. Io lo ammazzo lo riduco a strisce a quadrati, a… Sta giocando con la play?
Kevin incollò l’occhio sul buco della serratura. Suo padre quella mattina era troppo agitato.
Gino calmati che ti s’alza la pressione. Ascolta. Tuo figlio non sta buttando via il tempo. Scrive al computer. Mettiti comodo. Ora ti leggo la pagina che ha pubblicato ieri. Ha un sito su internet! Tuo figlio è uno scrittore.
Allora che te ne pare? Chiese lei dopo aver letto l’ultima frase.
Vide suo padre armeggiare con il ventilatore, poi lo udì dire: a me pare robaccia!
Ma no, rispose sua madre. Sai che ha ricevuto un commento da TeLoInsegnaFrecciablu?
E chi sarebbe?
Una stella. Cioè Kevin ha usato una parola straniera, ma il significato è quello. TeloinsegnaFrecciablu è quello intervistato da Biloni su AndiamoSempreAvantiSenzaDimenticareIlPassato.
Se è quello allora è un deficiente.
Ma è andato alla tv!
Rileggimi la poesia.
Non è una poesia, è una sensazione poetica. Si chiama così.
Kevin tornò al monitor. Questa faccenda dell’arte lo cominciava a seccare. Ignorato di qua, insultato di là. Lui voleva i complimenti! Altrimenti accettava il posto alla carta di credito.
Cliccò su www.TeLoInsegnaFrecciaBlu. Scrisse i suoi dati per l’adesione al gioco.
Apparve un messaggio che diceva: l’autore di questo blog ti ha inserito nella sua lista nera e ti è proibito commentare.
Un’ora dopo era sullo scuterone con Stecca sulla via del mare.
Quando si tuffò dall’ultimo trampolino del Kursaal, l’urlo che cacciò mentre precipitava fu un insulto dedicato a quel nano con gli occhiali grossi.
Chi sarebbe Freccia Blu?Chiese Stecca mentre facevano la doccia.
Sarebbe un deficiente.
La settimana successiva alle 8,25 era all’ufficio reclami carta di credito, sul blog non tornò più e le sensazioni le sussurrava sul collo di Tamara, la bella usciera del terzo piano, che aveva un debole per la poesia.
Categorie: Storie di blog
[ 8 commento(i) ]
il 18-04-2005 alle 11:20
“La sera prima, sotto l’effetto di una struggimento pazzesco e di un cannone ultrapesante condiviso con Il Maratoneta”…
Ja’dore Alice…
il 18-04-2005 alle 12:56
arrossisco;-))
il 18-04-2005 alle 14:50
è piaciuto molto anche a me
il 18-04-2005 alle 19:20
Finalmente libero di commentare a piacere… ti dico che sei feroce.
E’ un complimento? Sì.
ciao, palmasco
il 18-04-2005 alle 22:39
il 19-04-2005 alle 13:58
Uh, spassoso.
il 21-04-2005 alle 8:36
beh, anch’io mi complimento, guarda un po’… :))
il 21-04-2005 alle 12:30
beh..le dinamiche son quelle, anche più tristi quando totti non segna..almeno mi sembra..così, a sensazione (poetica).