Immaginate un uomo schivo, che chiamerò Tonino, che non è il suo nome, ovvio, sto per descrivere un fatto accaduto a qualcuno che conosco e uno pseudonimo è necessario.
Tonino è schivo e insofferente verso la burocrazia, il traffico, i parenti. E non appartiene al gruppo di quelli che dicono: all’estero si vive meglio, in generale. Però in Olanda, sì. In Olanda non ci sono i parenti, il traffico e anche il rilascio dei documenti è efficiente.
Tonino rifiorisce da quando si stabilisce nella terra piatta. Nella vita di lavoro e anche in quella del dopolavoro. Riprende a fare sport, per esempio.
Ha due figli e una moglie. La moglie ha un carattere opposto al suo:ama la compagnia, i parenti e le chiacchiere. Tonino dice: puoi avere le amiche che desideri, purché non siano in casa quando ci sono io. Puoi iscriverti a club, corsi e associazioni, purché tutto questo non mi coinvolga. Ai figli, ci pensi tu. Del resto non lavori ed è giusto così.
Sua moglie è contenta: le piace occuparsi della casa, dei bambini. Le piace avere il potere assoluto sull’educazione dei figli, sulla scelta del colore della tappezzeria del soggiorno. Si trovano in accordo, insomma.
A differenza degli altri colleghi, i suoi figli frequentano la scuola olandese.
E’ per l’integrazione, dice e anche per una prospettiva futura. Una vita in questo Paese per loro, sarà più semplice e tranquilla.
Dopo qualche anno, Tonino e la moglie acquistano una casa. Lei ne vorrebbe una dove abitano le sue amiche. Ma lui è irremovibile. Non vuole italiani come vicini. E’ ossessionato dalla protezione del suo spazio. Ha una paura pazzesca che qualcuno possa venire a suonare il campanello per chiedere una tazza di zucchero o chissà cosa. Si trasferiscono in un quartiere olandese, quindi.
Immaginate un gruppo di case incollate una all’altra, sul modello di quei condomini che sono stati costruiti sulle coste italiane negli anni 70. Piccoli giardini, piccoli villini. Lì ogni schiamazzo è amplificato. Ma qui in Olanda, nessuno alza la voce, nessuno grida. Per lo meno non in modo di essere udito dai vicini.
La pace, tanto ricercata da Tonino, è salva.
Nella nuova casa ha una stanza sotto il tetto che è il suo rifugio: disteso su una poltrona legge i suoi amati libri di storia, costruisce navi antiche e gioca con il computer.
Poi accade l’imprevisto. Nel suo quartiere e in quelli adiacenti, arriva uno squilibrato, un pazzo. Non uccide bambini o violenta donne. No. Il maniaco brucia automobili rosse. Agisce di notte tra mezzanotte e le due. Se non trova auto rosse, dà fuoco a quelle di altre colori. La polizia lo cerca, ma non puo’ assicurare una pattuglia in ogni luogo. E allora gli abitanti del quartiere dove vive Tonino si organizzano secondo una tabella. Sorvegliano il quartiere di notte, in coppia, con una ricetrasmittente in mano, come i Guardians di San Francisco.
Tonino è piccolo di statura, con una pancia rotonda che scende e sale a seconda delle stagioni. Non è la paura che non lo fa aderire all’iniziativa, ma è il contatto forzato con gli altri.
Ma questa volta la moglie lo minaccia. Se non partecipi alla ronda notturna, ci vado io, gli dice. Per la pace familiare e anche per non dar luogo a chiacchiere, Tonino è costretto ad accettare.
Eccolo che cammina di notte, vicino ad un olandese che sfiora i due metri, con una ricetrasmittente in mano, indossando una giacca impermeabile verde.
Ascolta, con orrore, la proposta del suo compagno:vieni con noi al pub? Affittiamo un pulmino che ci prende e ci riporta a casa.
Tonino ringrazia e non accetta. La birra gli causa acidità, risponde.
E’ avvilito: profondamente. Neanche la cattura del maniaco riesce a tirarlo su. Perché forse proprio a causa del suo carattere schivo, non invadente, i suoi vicini continueranno ad invitarlo.
Nella sua stanzetta sotto il tetto, mentre dondola sulla poltrona, sfoglia un atlante e sogna l’Australia.
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[ 4 commento(i) ]
il 14-02-2005 alle 11:32
ah come lo capisco, il tuo tonino!
p.s.: ma come fa la pancia ad andare su e giù con le stagioni? mi spiego meglio: con quale stagione va su e con quale va giù?… scioglimi questo dubbio, ne va della mia sanità mentale!
splash!
il 14-02-2005 alle 11:39
Tonino gioca a tennis nei campi all’aperto, ma odia la pioggia e la temperatura bassa. In primavera e in estate è in ottima forma;-)
il 14-02-2005 alle 16:54
Beh, a tennis non si gioca da soli. Direi che ci sono speranze, allora
il 15-02-2005 alle 8:34
Beh, anche Sant’Elena va bene come posticino per vivere