Era la fine di luglio e stavo per partire per il mare.
Avremmo preso il treno con gli zaini sulle spalle e poi saremmo stati a piedi per tutto il mese. Mia sorella mi chiese: porti anche i tuoi nipotini ?
Così mi ritrovai con quattro ragazzini di 5, 9, 10 e 13 anni. Almeno quella di 10 era femmina.
I bambini aggiunti furono accoppiati ad una baby sitter romena e ad una macchina con cui andare a fare la spesa. Il cane non lo presi, invece.
Con Elena, la ragazza romena, andammo subito d’accordo. Era una che parlava poco, per lo meno nei primi giorni. Poi cominciò a raccontarmi del marito, delle storie microscopiche e terribili che accadono sui pullman che percorrono le strade che portano in Italia.
Ma quello che ci legò tantissimo, come due gemelle siamesi, fu la macchina.
La macchina era di un tipo che non ci teneva molto e che l’usava per andare nei campi.
Così ce l’aveva prestata, avvertendoci di sistemare i freni e che comunque, se qualcosa si rompeva sarebbe stata a nostre spese, oppure non doveva essere riparata.
La prima settimana andai spesso dal meccanico, per i freni, per lo specchietto retrovisore, per quello laterale. Feci sostituire le ruote anteriori. Poi ad un certo punto dissi: basta. Non avrei aggiustato più nulla.
La carrozzeria dell’auto era un disastro. I quattro sportelli erano ammaccati e anche il portabagagli si chiudeva con difficoltà. E la targa era di Latina.
Se mettete una targa di Latina su una Fiesta ammaccata, sarete sicuri di essere fermati dalle pattuglie.
Al mare andavamo a piedi, salendo e scendendo una collina.
A fare la spesa con la macchina. I documenti della macchina erano in regola, quelli di Elena invece no.
Lei lavorava, insieme al marito, da una signora anziana, moglie di, sorella di, che le aveva detto: metto in regola solo una persona. Poi se sono soddisfatta, quando arriva Natale, penso anche all’altra.
A fare la spesa, dovevo andare da sola, quindi.
Ma l’involucro di plastica della chiave di accensione si ruppe e per mettere in moto, bisognava usare una tenaglia con cui si prendeva la barrettina, si girava con molta forza e la macchina partiva. Io questa forza non l’avevo, Elena invece sì.
Eravamo insomma, per colpa di questa chiave, indivisibili io, lei, la macchina e la tenaglia naturalmente.
Così, mentre una mattina torniamo a casa, con le buste della spesa sui sedili posteriori, si alza la paletta.
Elena dice: ho paura!. Io dico: stai calma è un normale controllo.
Loro, due uomini sui quaranta e più, ci guardano con sospetto.
Ci sono varie tattiche per istaurare buoni rapporti con le forze dell’ordine.
1)Quella del fascino perverso, come dice mio figlio.
2)Quella del: non ci capisco niente dei documenti, della macchina, mi agito, non mi aveva mai fermato nessuno prima d’ora.
3)Sono una madre di famiglia, questi bambini sono terribili, ecc.
4)Sommergerli di spiegazioni inutili sulla tua vita.
E’ fondamentale non sbagliare la tattica. E azzeccarla è solo una questione d’intuito e di tempo. Perché mica li puoi osservare troppo.
Nell’istante in cui Elena con la tenaglia gira la chiave per spegnere il motore, decido di adottare una tecnica mista: la 2 e la 4.
Documenti, prego, dice una Voce Profonda.
Ho il passaporto. Non vivo qui. Lei non ha portato la borsa perché…
Parlo, spiego, dettaglio.
Questa macchina l’abbiamo già notata. Anche l’altra pattuglia l’ha segnalata. E sua?
No, ma… racconto di quanto mi stia costando in riparazioni, che mi conveniva prenderne una in affitto, che vede la chiave d’accensione? Si rende conto?
Collega! Dice sempre la Voce Profonda, che ne pensi?
Attimi di silenzio.
Il collega ha una voce che pare un pigolio.
In che senso, chiede, togliendosi il cappello.
Ti viene in mente un modo per aggiustare la chiave?
Il Pigolio dice: Deve portarla dalla Concessionaria?
Eh no, dice la Voce Profonda che si aspettava questa risposta. Spenderebbe troppi soldi!
No. Deve andare dal ferramenta e…
Grazie, dico alla fine. I poliziotti olandesi non sono gentili come voi.
Elena prende la tenaglia, sta per mettere in moto, ma la Voce Profonda la ferma con un gesto della mano.
Silenzio, quel silenzio che fa nascere il brivido.
Siete sorelle?
Sorelle?
Per spiegare come siamo, dico che Elena è in bianco e nero e io a colori.
Sì, dice la Voce Profonda, vi assomigliate e poi siete carine tutte e due.
Un sorriso imbarazzato ci sta bene e chiude il dialogo.
Partiamo.
Si vede che non vivo più qui, dico sulla strada verso casa. Non ho capito subito che potevo usare la tattica 1. Avremmo risparmiato un sacco di tempo.
Particolari fuori campo: riparare la chiave dal ferramenta mi costò 30 centesimi, ho ripensato ad Elena perché sto ascoltando i Fanfare Ciocarlia e tra un po’ è Natale. Fatti, nomi e dettagli potrebbero essere completamente inventati, modificati, oppure no.
Categorie: Questioni di famiglia
[ 6 commento(i) ]
il 09-12-2004 alle 12:46
Hai notato che i polizziotti olandesi non sono “multitasking”? VOglio dire se ti fermano per una cosa guardano solo quella e nient’altro… Io giro da 3 anni con la targa dell’automobile Italiana pregando che non mi fermino perche’ mi costerebbe troppo immatricolare l’automobile in olanda: circa il doppio del suo valore attuale. Beh una volta mi hanno fermato per uno stop che non funzionava e non mi hanno chiesto nulla della targa… un altra volta Test dell’Alcol e nulla sulla targa… insomma il segreto e’ girare sempre con una piccola irregolarita’ da poco conto per evitare il controllo su quella piu’ costosa!
baci
Laura
il 09-12-2004 alle 12:47
Hem… poliziotti con una zeta sola…
mi consogli una buona scuola dove posso prendere ripetizioni di Italiano?
Forse dovrei solo leggere di piu’ ma in Italiano.
il 09-12-2004 alle 12:48
mi sembra di vedervi…Due gocce d’acqua tu e Elena, eh? ;-))
il 09-12-2004 alle 14:02
@Laura: verissimo. Fino a quest’estate avevo la patente scaduta da 3 anni. Mi hanno fermato varie volte per il Test, per il controllo delle luci. La patente non me l’hanno chiesta mai!
@Giorgi: abbiamo tutte e due gli occhi verdi!
il 10-12-2004 alle 8:52
bel post!
il 10-12-2004 alle 10:29
Una storia mozzafiato, Oooooh!
Bene per continuare la giornata.