Verso sud, sperando di sfuggire al maltempo, c’è Bruges.
Bruges è medievale e cattolica. Pare assurdo che a poco più di due ore da dove abito, esista un posto simile. Si gira a piedi, ma è percorsa da carrozze, pulmini e imbarcazioni piene di turisti.
Alla fine del 400, Maria di Borgogna, che ha 25 anni, partecipa ad una battuta di caccia. Ad un certo punto il suo cavallo si spaventa e parte al galoppo. Maria non riesce a fermarlo e, dove il bosco finisce e comincia il sentiero che conduce alla città, cade e muore. Sono i contadini a trovarla e rimangono molto scossi per quella morte. Nel quadro che la raffigura, Maria è distesa per terra, i contadini l’hanno appena raggiunta.
La faccia di Maria è irriconoscibile, il vestito, invece, è pulito, privo di lacerazioni, intatto come quando era cominciata la battuta di caccia. C’è solo del sangue che è colato sul merletto che le copre il collo.
E’ scomparsa da due ore, quando viene ritrovata.
Maria non si è perduta: aveva un appuntamento segreto con un mercante di cui era innamorata.
Si toglie il vestito, indossa una cuffia bianca, una gonna scura, un mantello e un paio di zoccoli. Da una carrozza scende una contadina, che vive in una capanna nella campagna che circonda Bruges, venduta dal marito in cambio di un sacchetto d’oro. Alla ragazza viene fatto indossare il vestito di Maria, poi due uomini la legano ad una quercia ed un terzo le colpisce il viso con una pietra. Le viene tolta la benda dagli occhi ed è adagiata all’inizio della radura.
Maria assiste alla scena e piange. Non sappiamo se sta piangendo perché abbandona il suo mondo o per l’assassinio della ragazza. Si inginocchia vicino a lei, sistema il vestito, tocca ancora una volta i merletti e il velluto dell’abito. La contadina non è morta e Maria si ritrae con orrore. Il servo, con la pietra insanguinata, sta per colpirla ancora. La ragazza la supplica di occuparsi di suo figlio. Maria sale sulla carrozza. Si fermerà poco dopo davanti ad una capanna dove verrà preso un bambino ancora stretto nelle fasciature. La carrozza, protetta da soldati mercenari, partirà verso la Spagna. Più tardi, i contadini che troveranno il cadavere sfigurato, avranno già scoperto l’omicidio del contadino e la scomparsa della donna con il bambino.
Non credono che sia Maria, protestano. Margherita, madre di Maria, mette a tacere le chiacchiere. Preferisce piangere sulla tomba della figlia, piuttosto che affrontare la verità e lo scandalo.
Mamma?
Eh?
C’è qualcuno in casa?
M’immaginavo una storia. Ti ricordi quel quadro che abbiamo visto oggi?
Quello con la morta?
Sì.
Fran sbuffa. Poi continua: Ti sei accorta che è un posto di vecchi, questo? Sono sulle carrozze, nelle barche che girano nei canali, nei pulmini gialli che fanno il giro della città. Hanno tutti 60, 70 anni. E gli abitanti? Almeno 80 – 90.
Hai ragione. Non ci avevo fatto caso.
Percorriamo una strada non asfaltata, contornata da due muri di mattoni color ruggine. Oltre quei muri ci sono dei giardini. Facciamo arrampicare Lo in modo che possa scattare con il cellulare una foto.
La strada è quella che s’immagina quando si sta facendo un gioco di ruolo dove potresti scoprire un bottone che apre un passaggio segreto.
La proprietaria del B&B., invece, non ha età. Vive a Bruges per 7 mesi l’anno. Ricopre scatole di scarpe con tovaglioli di carta, naviga con il computer e ascolta musica lirica da un piccolo stereo. Prima di Natale chiude tutto, nasconde il portatile da qualche parte e raggiunge la figlia a Pechino. Lì compra gabbie senza uccellini che appenderà nel giardino e in cui cresceranno piante rampicanti e statuette di terracotta di soldati cinesi.
Le statuette. Lo si fisserà sul fatto di averne una. Dal momento che quelle della signora non sono in vendita, ripiegherà prima su una africana, scolpita in una pietra grigia, poggiata su un ripiano di cristallo sotto un faretto in un negozio d’antiquariato e finirà poi per accontentarsi di un pirata di coccio che beve birra.
Vicino ad una statua di Jan Van Ejck, un uomo con un paio di mutande e il corpo nudo verniciato di bronzo sta immobile e aspetta che la gente gli getti un euro.
L’aquilone resterà nella busta, del resto non sarebbe riuscito ad innalzarsi in volo. A Bruges il vento non c’è perché, sembra, che ai turisti non piaccia. Eppure nel passato c’erano i mulini. Oggi ne sono rimasti solo 3. Li hanno abbattuti, quando hanno cacciato via il vento. Il discendente di Maria, invece, è tornato a Bruges e lavora all’ufficio turistico del Municipio. Sa che quel quadro, a pochi metri da lui, raffigura una menzogna, ma mantiene il segreto. Il neonato, invece, morì durante il viaggio, ma sarebbe morto lo stesso, dice. L’anno successivo alla fuga di Maria verso la Spagna, la peste nera decimò la popolazione. Se Maria non fosse fuggita, lui non sarebbe mai nato.
Categorie: in un altro luogo
[ 5 commento(i) ]
il 28-10-2004 alle 14:12
Continuo a passare sperando che qualcuno abbia lasciato un commento ispirato, perché secondo me il post è molto, molto bello, e l’unica cosa che mi sarebbe venuta in mente di scrivere sarebbe stata: com’è bello.
Non volevo farlo per ragioni che sembrano stupide a me per primo, ma che mi vincolano lo stesso, e speravo di leggere un bel commento che mi esonerasse dal fare gli sforzi necessari a lasciare due righe.
Finalmente ho capito che quell’attesa è un rischio che non volevo correre.
il 28-10-2004 alle 15:16
troppo spesso vedo commenti che tentano di essere più ispirati dei post stessi. e personalmente li trovo arroganti, presuntuosi e irriverenti. ben vengano quindi dei semplici attestati di merito al pari di: com’è bello. (che, in questo caso, è ciò che penso anch’io)
il 28-10-2004 alle 18:37
ehmm…che dire? grazie;-))
il 28-10-2004 alle 19:55
Anche io a modo miomi sento un emigrante di lusso, che è una splendida definizione per restituire l’esatraneità di certe atmosfere in qui o altrove.
Il mio altrove è vissuto da un anno.
Da quando lei se ne è andata.
E’ emigrata a Vicenza, da quella piccola e bastarda città dlla provicnia meridionale che è caserta.
Da allora è apparso in campo molto di quelo che sottolineerebbe una soap. Polizia, magistratura, io che vivo con lo zoloft, e lei che non vuole, non vuole parlarmi. Ma cosa le costerebbe.
E’ un viaggio dal qui a Vicenza, tuttto sommato…
il 29-10-2004 alle 9:14
in effetti quando le distanze superano le due ore di treno (che ti rendono impossibile il ritorno a casa durante i finesettimana) diventano simili. Però forse è meglio. Altrimenti finisci per sdoppiarti.