Ieri, all’Istituto Italiano di Cultura < ?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Seduta su una pieghevole nocciola trasparente, in decima fila, non vedo Dario Voltolini e Giulio Mozzi che presentano Sotto i Cieli D’Italia.
Ho caldo, ma non posso togliermi la giacca di pelle, che la camicia ha le asole larghe e si sbottona. Così un po’ cerco di seguirli, ma è difficile per me ascoltare qualcuno se non riesco a guardarlo negli occhi e un po’ mi distraggo.
Vicino a me, c’è una con capelli neri lunghi ricci e io comincio ad osservare le sue scarpe. Sono degli scarponcini di cuoio nero, molto consumati sulle punte. Ho un debole per le scarpe. Ti raccontano qualcosa, se le osservi bene. Ho un debole o forse una fissazione. Quando ero sotto i venti, ho preso delle decisioni a causa delle scarpe. Stavo con un tipo da un mese, non ne ero innamorata, lui di me sì, era uno che mi faceva ridere però e questo mi bastava. Poi un giorno viene a prendermi, lo vedo arrivare da lontano su un guzzi 125, anzi prima di vederlo, lo sento. Ha una maglietta blu, un paio di jeans, rallenta, si ferma, mette il cavalletto e mi prende un colpo: indossa un paio di stivaletti bianchi, orribili. Proprio quella sera, gli dico che è meglio che non ci vediamo più, che non funziona. Ora descritta così, questa vicenda, suggerirebbe che io sia una persona molto superficiale, e non è che io voglia escludere che lo sia, però non sono una fissata dell’abbigliamento, mi annoio mortalmente a guardare le vetrine dei negozi e il tipo l’avrei comunque lasciato. Diciamo che gli stivaletti bianchi hanno solo accelerato un processo che era già in atto.
Comunque, dicevo della tipa che era seduta vicino a me, ieri. Siccome sono influenzata positivamente dalle sue calzature, continuo a guardarla. Ha un maglione di lana pesante, una maglia di cotone a maniche lunghe che sbuca fuori sui polsi, braccialetti di filo, di cuoio, mani piccole, unghie corte senza smalto.
Ecco un’altra fissazione. Non mi piacciono le unghie lunghe con lo smalto. Comunque mi viene in mente una che vive ad Amsterdam ed ha un blog. Ogni tanto lo leggo. Ogni tanto perché aggiorna molto di rado. Una volta vidi una sua foto. Erano in due, sui 30, e non specificava quale fosse lei. La foto, poi l’avevo vista almeno un anno prima. Non ricordavo le differenze tra le due facce. Però penso che la tipa con gli scarponcini consumati potrebbe essere una delle due. Penso che come è vestita, come bisbiglia al tipo che è seduto vicino a lei, quando scarta una gomma, assomiglia alla tizia di cui leggo, saltuariamente, il blog. Cioè se avessi dovuto immaginarla, l’avrei pensata proprio così.
Sono indecisa se chiederle se ha un blog. Se non lo ha, non saprà neanche cosa significhi la parola blog. E non è che posso spiegarglielo in quel momento. Così mi rimetto a sentire Giulio Mozzi che parla di Calvino, che spiega i non luoghi. E per un po’ mi scordo di chi ho vicino, delle scarpe, di tutto insomma. Poi ho di nuovo caldo e sete. E dalla tenda marrone, parzialmente tirata, vedo un carrello con dei bicchieri di vino rosso. La sedia è scomoda e non vedo la faccia di Giulio, così chiedo alla tipa: scusa, ma tu hai un blog?
Lei mi risponde, sì. E allora le dico: ho capito chi sei. Sei Sonechka.
Be’ chi potesse essere dal momento che mi aveva risposto di sì, non era difficile. Che qui in Olanda siamo in poche ad avere un blog. Anche lei era capitata sul mio. Si ricordava di quello che avevo scritto sulla spazzatura. Un’ altra fissazione. Acquisita da quando mi sono trasferita qui.
Non ho comprato Sopra i Cieli d’Italia. Ho preso invece La Felicità Terrena (Mozzi) e 10 (Voltolini).
Giulio Mozzi ha una voce che è i micro-racconti di vitarealeimmaginaria sul treno, davanti al portone di casa, al telefono, che si leggono sul suo blog. Mi dispiace di averci parlato poco. Con Dario Voltolini ho chiacchierato un po’ invece. E’ una persona che sorride. Di lui avevo un ricordo, di parecchi anni fa, quando ero iscritta alla mailing list di Fabula. Sette o otto anni fa, credo. Si leggevano cose interessanti, ma c’erano anche risse continue. Molto più violente di quelle che avvengono oggi sui blog. Lui, invece, scriveva sempre mail tranquille e si manteneva lontano dai conflitti. Una volta scrisse una recensione bellissima su un romanzo di Moresco. Comprai il libro, ma non arrivai oltre pagina 40. Succede a volte che quando qualcuno ti racconta di un film, di un disco, di un romanzo, e lo fa bene, la sua descrizione acquisti un valore in sé.
E a questo punto, dovrei scrivere una conclusione. Ma non ne ho voglia. Dirò, invece, che il parcheggio era scaduto e sono dovuta andare via.
Categorie: Libri
[ 12 commento(i) ]
il 19-10-2004 alle 12:16
“Ho un debole per le scarpe. Ti raccontano qualcosa, se le osservi bene. Ho un debole o forse una fissazione” Continui a metter via punti nella mia personale stima… oh però ti avverto subito che non ci sono Spuperpremi!
il 19-10-2004 alle 15:23
be’, un post alla maniera di Mozzi, anzi devo dire per simpatia, migliore dei suoi scritti medi. In ogni caso farei altre letture
il 19-10-2004 alle 22:33
Peccato non esserci incontrate! Io ero alle prese con una lezione di cucina per 10 persone. Magari la prossima volta ci vediamo :O)
Comidademama
il 20-10-2004 alle 9:42
@Saltino: va bene anche senza premi;-)
@Sifossi:ho cominciato a leggere un racconto del libro che ho comprato e non è affatto male;-) Il post è alla maniera mia, ho sempre scritto così nel bene o nel male. In ogni caso grazie;-)
@ Comida: certo, mi farebbe piacere;-)
il 20-10-2004 alle 10:35
Ma con la blogger vicina di sedia ti sei limitata solo a quel breve scambio di parole? Comunque è davvero curioso, quell’incontro. A me, per ora, non è mai capitato. Però giorni fa, quando il mio blog era ancora “aperto”, ho trovato un commento di una blogger che ora vive negli Usa dove insegna italiano. Mi scrive: tu sei XYZ, vero? E usa una mia sigla di lavoro, che conoscono solo i miei colleghi… Aveva lavorato nel mio ufficio come segretaria anni fa. Mi aveva riconosciuta dalla foto del faceroll. La blogosfera è davvero piccola…
il 20-10-2004 alle 10:45
Hi hi hi quando mi riconosceranno nella vita reale per via del blog sarà forse ora di chiuderlo!
Bax
MJ
il 20-10-2004 alle 10:59
Latifah: no, abbiamo chiacchierato un po’. Di post e di bloggers, ovviamente;-)
il 20-10-2004 alle 11:53
Alice ha gentilmente taciuto i miei abbiocchi continui che mi hanno fatto rischiare di caderle in grembo piu’ volte. Infatti quando mi hai chiesto se ero sonechka, io volevo dire di no…mi vergognavo (a manetta) della mia soglia di attenzione catotonica…poi ti ho tirato su una storia in cui ti spiegavo perche’ ero stanca e tuo marito ha anche fatto shhhhhhh
Comunque e’ la prima volta che mi capita un incontro del genere ed e’ stato molto divertente, lo raccontero’ sicuramente ai miei figli
il 20-10-2004 alle 15:47
@alice tu mi rubi i sogni!
@sonechka se ripassi di qui, raccogli su i miei saluti (anche se non mi caghi neanche di pezza)
ps anch’io traggo giudizi dalle scarpe. e la cosa non la trovo per niente superficiale.
il 20-10-2004 alle 20:51
@Sonechka: hai ragione, a volte M. fa degli shhh inopportuni. Non avrei dovuto dargli retta
@Mayoral: sei troppo pessimista. Non è che non ti si fila, è che è timida, secondo me;-)
il 20-10-2004 alle 23:46
avrei voluto esserci anche io
il 24-10-2004 alle 15:13
Confermo che la blogosfera è veramente piccola a volte. Io abito a Padova e l’altro giorno qualcuno voleva rifilarmi per sbaglio un libro sul formaggio ricevuto in Olanda…