Tra Londra e la provincia olandese puo’ non esserci differenza
Diana ci offre una cena d’addio: a fine agosto si trasferisce a Londra.
Che fortuna, le dico. Invece io vorrei continuare a vivere qui, risponde lei.
La conversazione ci divide in due gruppi: quello che parla dei vantaggi di una vita senza stress tra i tulipani e quello che parla di maschi.
M. esordisce così: è difficile trovare un olandese brutto.
Io: stai scherzando? Guardati intorno!
Il pub dove ceniamo ha le pareti blu e marroni, un po’ opprimenti. I tavoli sono occupati prevalentemente da uomini.
R. corregge: forse intendeva dire che hanno tratti regolari, che sono alti. Gli olandesi sono tra i più alti in Europa.
Io: i nasetti a punta e i capelli biondicci non mi piacciono. I tratti regolari non sono sinonimo di bellezza.
M: il problema degli olandesi è che sono trasandati. Mangiano male, non fanno caso all’abbigliamento. Però hanno certi fisici…
Io: certe pance colme di birra, intendi.
M: mica tutti.
Io: guarda quei due. Sono orrendi.
M: no, invece. Non gli manca niente, non sono nemmeno grassi.
Io: Uno sembra la versione di Stanlio. E poi è paonazzo: se entra in una stanza buia, non hai bisogno di accendere la luce. L’altro sembra un manichino dell’oviesse.
R.: il punto di partenza è stabilire cosa s’intenda per bellezza.
Io: oddio!
M.: che succede?
Io: Al manichino dell’oviesse è caduto l’accendino, si è chinato per raccoglierlo e gli si è scomposto il capello. Ecco perché li porta così lunghi: serve a nascondere il vuoto che ha in cima.
R: quello è un espediente usato anche dai maschi italiani.
Io: da quelli sopra ai cinquanta, vuoi dire. Gli under 50, che hanno questo problema, li portano corti e non usano questi sotterfugi.
Nel frattempo i due, dopo essere stati esaminati, indicati, guardati, ci fanno ciao con la mano. Il biondo, quello con la faccia rossa che sembra Stanlio, alza il bicchiere e strizza l’occhio. L’altro, quello che assomiglia al manichino dell’oviesse, ma che dopo la scoperta del risvolto ingannatore sembra piuttosto frate Tak, solleva anche lui la sua birretta e sorride.
Io a M. : perché non vai a berti qualcosa con loro?
M.: L’invito era per te e R.
R.: Ma no! L’invito era diretto a voi.
Inizia così un’altra discussione, ci dimentichiamo dei tipi e quando rialziamo lo sguardo, scopriamo che se ne sono andati e che al loro tavolo si sono seduti altri due. La valutazione ricomincia, fuori piove, e in fondo ogni posto equivale ad un altro, se ridi.
Categorie: Chiacchiere
[ 4 commento(i) ]
il 20-08-2004 alle 17:32
le olandesi non sono male.
anche se sono di norma troppo alte
il 20-08-2004 alle 18:52
è vero, un posto vale un altro, quando ridi o quando piangi! io ancora un posto che valga la pena di raggiungere abbandonando la mia stabile provvisorietà non l’ho trovato, così resto qui nella mia inquetudine.
p.s.: i manichini dell’oviesse coi tratti regolari e alti due metri sono tristissimi!
il 20-08-2004 alle 19:39
Rooster: non sono male fino ai 25, poi tendono ad allargarsi nelle parti inferiori,-)
La Sirenetta: ora che ci penso: i manichini dell’oviesse ricordano un po’ il fidanzato di Barbie. Anche quello un po’ triste, anzi squallido. In effetti Barbie avrebbe potuto permettersi qualcosa di meglio..
il 20-08-2004 alle 21:25
eh già, ken era orrendo.. ma anche barbie, non è che fosse tanto verace… certo con quel davanzale poteva trovarsene uno migliore, ma t’immagini la reazione di un “vero uomo” che si ritrova davanti un manchino dell’oviesse con le tette?
:-))