Mi chino davanti al frigo, che è piccolo e simile ad un pozzo nero.
E infatti, rovistando con la mano a casaccio, estraggo la scatola delle uova dove l’etichetta riporta la scadenza di novembre 2003.
L’apro con circospezione.
Un battito d’ali mi spaventa e lascio cadere la confezione. L’involucro di un guscio diviso a metà si frantuma sul pavimento. Il frullio proveniva da un essere chiuso all’interno: un uccellino, che ricorda vagamente un pulcino, ma di dimensioni ridotte, si posa su un ramo della pianta di rosmarino sul davanzale della finestra. Il pulcino è bianco, con ali minuscole non adatte al volo, tuttavia vola e parla.
Era ora che mi trovassi: non ne potevo più di stare al buio della scatola.
Ma?!
Nessuno stupore, per piacere. Non mi va di spiegare la mia esistenza. Se non fai domande parliamo, ma al primo segnale di curiosità, mi ammutolisco e vado via. Poniamola così: io sono un ibrido.
Mi dispiace di averti lasciato al freddo.
Sono nato nel gelo io, quindi non mi lamento. Era stare chiuso nella scatola che mi faceva diventare pazzo. E un po’ lo sono diventato se sto qui a parlare con te.
Sai: quel frigo è scomodo. E la roba ci scompare, a volte.
Un frigo nasconde, ma non ruba!
E’ la casa che nasconde, veramente.
Il frigo è il cuore della casa! E la casa è il guscio della famiglia. E la vita di una famiglia si alimenta con il cuore, dunque attraverso il frigorifero. E ora apri la finestra che ho fretta.
Perchè?
Ho una missione da portare a termine: andare in giro per il mondo a diffondere la teoria del frigo che ti ho appena accennato. Con te non c’è nulla da fare: si capisce che sei ostile.
Parla, invece, sono curiosa di sapere di più.
Il pulcino ibrido, sbatte le ali come se stesse per spiccare il volo, poi le ricompone in ordine.
Dice: nel tuo frigorifero c’è poco cibo. Non ci sono bibite, né avanzi di pasti. Non ci sono verdure nel cassetto.
Alcune cose le tengo in quello della cantina.
E’ un errore, questo. Chi scende a prendere quello che serve, eh?
Be’ i ragazzi o io…
E sono contenti o hanno paura?
Si seccano, a volte. Quanto alla paura…Il piccolo, quando è buio, sì, ce l’ha, ma scende con la spada, nel caso servisse.
E ricorderà per tutta la vita: mia madre mi obbligava a scendere in cantina nell’oscurità.
Certe paure bisogna superarle.
Scrolla le penne, infastidito. Continua:
Devi portare il frigo grande in cucina. Il suo posto è qui e devi togliere quell’insulso carrello.
E’ comodo il carrello e poi c’è lo stereo sopra.
Non mi ascolta e seguita:
I ragazzi tornano dalla scuola, aprono il portello del frigo enorme e sorridono alle coca cole, ai gelati, ai budini e alle torte.
Questa è un’immagine televisiva, una pubblicità.
Il pulcino apre il becco, sembra indignato, poi riprende:
Tu cucini poco, questo è un male. Troppe verdure bollite, troppe minestre.
Dipende dal momento. In questo periodo non ho voglio di affettare, pelare, pesare..
Non è ammesso! Non dalla mia teoria. Tu sei una casalinga! Uno dei tuoi doveri è preparare pietanze elaborate.
Io non sono una casalinga.
Sei una disoccupata allora.
Nemmeno. Non cerco un lavoro e sono occupata in molte faccende.
Non fai neanche la helper scolastica. Come ti identifichi?
Bisogna necessariamente fare per essere?
Non ricorrere a della filosofia da quattro soldi.
Ci rifletto su. Potrei dirgli che sono una lettrice o una scrittrice, un’ascoltatrice o una blogger, ma si irriterebbe. E’ un tradizionale questo pulcino ibrido. Carino è carino, un po’ bacchettone per i miei gusti. Potrei mentire e magari si tratterrebbe qui. Però sembra uno a cui non va mai bene nulla.
Alzo gli occhi verso il ripiano più alto del carrello. Lì c’è una pianta di peperoncino. Su un ramo senza foglie c’è un corvo in miniatura. Anche lui è venuto fuori da un uovo scaduto.
Il pulcino segue il mio sguardo e lo vede.
Mi piacerebbe che tu restassi qui, potresti fargli compagnia, -dico - indicando il corvo. Non ha la tua proprietà di linguaggio, in effetti conosce solo 2 parole, ma ci intendiamo alla perfezione io e lui.
Il pulcino guarda con disprezzo il piccolo corvo, poi ripete la domanda.
Allora, sai dirmi chi sei?
Sono un ibrido umano, senza teorie e senza credi da diffondere nel mondo, rispondo.
Ondeggia le ali, seccato.
Apro la finestra e lui fugge via, volando con la velocità del falco.
E a quel punto che Carpe Diem abbandona il ramo su cui era appollaiato e viene a posarsi sulla mia spalla.
Categorie: Chiacchiere
[ 4 commento(i) ]
il 08-07-2004 alle 9:58
Bellissimo post!!!!!
Ma “troppe verdure bollite, troppe minestre.” sarai mica diventando troppo olandese? ;-P
il 08-07-2004 alle 17:16
non credo: le verdure bollite me le faccio spessissimo anch’io (anche stasera, per l’esattezza)
il 08-07-2004 alle 17:27
è che non è il genere di cucina che immagino abbinata ad Alice…..così poco colorata e poco saporita…
il 08-07-2004 alle 17:45
in effetti è solo un periodo…le minestre però le mangio volentieri anche quando mi va di cucinare;-)