Insomma, dico a M., non avevo mai fatto caso che ci fosse una divisione così netta. Altro che Europa unita…
Che intendi? Dice mentre guarda il cielo dalla veranda.
Mi riferisco alle milanesi che si frequentano tra loro.
C’è anche il gruppo delle romane, se per questo.
E’ un gruppo aperto quello: la maggioranza è romana, ma ci sono anche quelle della Puglia e della Sicilia.
Che hanno sposato uomini romani o che si sono laureate alla Sapienza.
E poi, sai, sono dispiaciuta per questa separazione perchè sono persone che da anni non abitano più a Milano. Vengono dalla Corea, dal Congo, dalla Libia.
Anche noi, non siamo diversi. I B. sono di Roma e i G. anche.
Ma li conoscevamo prima di trasferirci qui.
Sì, ma non li frequentavamo. Non ci sarebbe mai venuto in mente di invitarli a cena, per esempio.
Perché ti devi adattare. Vivere qui, è un po’ come stare in barca a vela, no?
Io comunque non sono come loro, come le milanesi intendo.
No? Dice M. e mette su il sorriso che maschera frasi che penserà senza esprimere.
Neanche come il gruppo di romane allargate, per fortuna.
Ignoro la sfumatura ironica. Non mi piace litigare di mattina.
Ho due amiche qui: una di Milano e una di Roma.
Non è corretta questa affermazione, Ali. Quella di Milano, è anche greca, turca e non so che altro. E quella di Roma è… strana.
Strana? Che intendi con strana?
Compare un altro sorriso.
Non risponde, infila il portatile nello zaino, dopo aver controllato ancora il cielo.
Guarda che tra un po’ piove: non prendere la bici.
Alza le spalle.
Comunque: Le milanesi sono più campaniliste delle inglesi, dico, mentre scende le scale. Le americane sono migliori: non badano alla pronuncia, al paese in cui sei nata. Si basano sul tuo carattere.
Se poi sembri un tipo pericoloso, allora…
Lo ucciderei quando non mi prende sul serio.
Se stasera piove…
Sì?
Non vengo a prenderti con la macchina.
Categorie: Chiacchiere
[ 7 commento(i) ]
il 01-07-2004 alle 14:09
Adorabili certe scaramucce tra innamorati… Ehi, Alice cosa mi dici delle trevigiane (non le carte da gioco…)?
Bax
MJ
il 01-07-2004 alle 16:53
passo per lasciare un saluto, dante
il 01-07-2004 alle 18:43
E speriamo pure piova questa sera così vede….
il 02-07-2004 alle 10:59
Le trevigiane sono assenti qui in Olanda…Dove emigrano le trevigiane, se emigrano? 40% Roma, 40% Milano e un 20% del Sud.
il 06-07-2004 alle 16:43
Secondo me questa differenza la noti perche’ non lavori. Se lavorassi all’inizio avresti la divisione dei paesi,poi quella delle lingua (olandese / resto del mondo che parla inglese) ed alla fine non noteresti piu’ la differenza. Io non so quanto tempo ancora avete pianificato di restare in Olanda, ma forse lavorare (anche part-time) aiuterebbe la tua vita sociale :).
E se non trovi nulla c’e sempre il volontariato…perdona l’intromissione.
Laura
il 06-07-2004 alle 22:55
Per me il lavoro serve per vivere e non a socializzare. Mai avuto amici che (quando lavoravo a Roma) sono venuti da lì. Conosco gente che parla olandese, inglese e lavora, ma non socializzano per lo meno non nei loro uffici. Per il volontariato il discorso è diverso. Non lo fai per socializzare, ma perchè vuoi farlo. Nel passato l’ho fatto (e non ho socializzato). Qui in Olanda, il volontariato a cui ti riferisci è pagato (poco, ma pagato). Ne esiste un altro di tipo culturale. Però non mi va di andare a vendere biglietti al cinema (nei piccoli intendo) e non sono esperta di scacchi o di altri discipline. Di gente ne conosco molta, ma…
il 06-07-2004 alle 23:08
non mi piace (e io non piaccio a loro). A volte ho il sospetto che sia il luogo a cambiare le persone. E non mi riferisco all’Olanda, alla nazione, ma al tipo di aggregrazione: piccoli paesi e città.