Alla ricerca della strada che non c’è più

Le strade che percorriamo non esistono e il pilota automatico non le riconosce. Vaghiamo per 70 chilometri prima di arrivare a quel paese: devo portare Lo dall’otorino e il medico generico(olandese) non ci ha dato il  consenso. Il  nostro medico (romano) invece, ci dice di farla. E allora andiamo in questo ospedale che accetta pazienti senza richiesta. Io pago naturalmente, avrei pagato anche se avessi avuto l’autorizzazione. L’appuntamento è per le 13,10. Arriviamo alle 13 come indicato sulla mail che mi hanno inviato. 10 minuti prima per la registrazione, ma è l’ora del pranzo. Alle 13.00, nell’ospedale che sembra una clinica di lusso, mangiano panini fatti con il pancarrè.

Mangia la segretaria dell’accettazione, le infermiere dei reparti, mangiano i medici. Lo dice: voglio mangiare anche io. L’infermiera del reparto otorinolaringoiatra ha una briciola di pane scuro sul mento. Aspettiamo un’ora mentre loro chiacchierano e inghiottono bibite dai tetrapak e tazze di caffè fumanti. Nell’attesa, racconto a Lo un’altra puntata grottesca sull’otorino. Sono anni che la figura dell’otorino m’ispira storie terribili. All’inizio era lodorino, poi è diventato lotorino, oggi, forse, è l’otorino. L’otorino ha una testa enorme e gira armato di un bisturi con cui uccide mamme e bambini. Per sopravvivere al massacro bisogna superare prove pazzesche. Quella che dovrà affrontare Lo, mentre il maniaco mi punta il bisturi alla gola è fare rutti con le 5 vocali. Non è difficile, perché lui è uno specialista in questo settore, ma deve farli senza che le infermiere sedute dietro al bancone se ne accorgano. Purtroppo Lo sbaglia sulla I perché una di loro si gira a guardarci. Ormai sono spacciata, ma per fortuna la porta si apre: la dottoressa ha finito il pranzo e comincia la visita. E’ un’otorina giovane, gigantesca con una treccia proporzionata alla sue dimensioni. Chiede a Lo se sente dei fischi o dei boati. Lui dice che quando fischia sente i fischi. Poi gli controlla la gola e il naso. Gli guarda anche dentro le orecchie, ma non usa nessun attrezzo. E cosa si vede dentro un orecchio a occhio nudo? Non si vede proprio nulla, cioè si vede se è sporco. Poi gli appoggia un righello al centro della fronte e ai lati delle orecchie. Gli chiede: dove senti la pressione del righello? E lui dice: sulla fronte, vicino alle orecchie. Bene, dice la medichessa. La visita è finita.

Doveva fare la prova dell’udito, dico io.

Sì, lo so. Prendete un appuntamento con l’infermiera risponde lei.

Non possiamo farla adesso? Abitiamo a 70 chilometri da qui.

Adesso? Dice lei e spalanca i suoi occhi azzurri, enormi come tutto il resto. Impossibile!

Pranziamo nel bar dell’ospedale: rustico al formaggio, succo d’arancia e gelato. Facciamo anche una partita al biliardino. Si conclude anche la storia dell’otorina che nella colluttazione con Lo, perde la treccia bionda. Torniamo a casa mentre le pale dei mulini girano velocissime.

Categorie: sanità dutch

[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Alla ricerca della strada che non c’è…”

  1. utente anonimo dice:

    Ci sta bene qui una frase che mi venne in mente tempo fa:

    Le strade che non esistono sembrano tutte uguali“.

  2. alice121 dice:

    Ci sta alla perfezione;-)

    Pensavo proprio a questo quando non trovavo la strada.

  3. meva dice:

    Non mi parlare di ospedali e visite…Io ho avuto la mia bella odissea tutta italiana qualche settimana fa…bleah!

  4. occhivispi dice:

    Ci credo che girano. I medici di base hanno nella loro normale dotazione una specie di penna con una lucina ed una lente di ingrandimentono che ti consentono di guardare molto bene nell’orecchio.

  5. meva dice:

    invece l’unico contatto che ho con il mio medico di base italiano è la stretta di mano di saluto..Sarà sensitivo?

  6. alice121 dice:

    puoi sempre cambiare medico, invece qui il cambiamento è sconsigliato…

  7. MimiJoy dice:

    Propongo un bulbo di tulipano su per il c*lo della medichessa. Bax MJ

  8. alice121 dice:

    ottima terapia;-)

  9. utente anonimo dice:

    Allora io sono rimasta l’unica che vede 40 persone al giorno in media, a tutti fa esattamnente l’esame o i trattamento che bisogna fare anche se non è previsto, a costo di finire alle nove di sera senza neanche la pausa per la pipi (come ieri) !!!!!

  10. alice121 dice:

    che ci fai lì in Francia? Vieni qui in Olanda a dare l’esempio;-))

  11. meva dice:

    Nel mio paesello ci sono due medici (e due sostituti) e sono tutti e quattro così… :-( :-( :-(

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