Io glotto, tu?     27-05-2004  

Ore17,30 riunione per il corso d’italiano. Presenti: il nuovo insegnante, l’insegnante uscente (che abbandonerà l’aula quasi subito), Capo del dipartimento italiano, ma credo che sia anche Capo in tanti altri posti, Coordinatrice del dipartimento e noi.

Il Governo italiano paga gli insegnanti per i bambini che vivono all’estero.

Serpeggia un malcontento generale perché, durante l’anno, i bambini non hanno imparato nulla e questo perché la tipa uscente, pur animata da buona volontà, era alla sua prima esperienza. L’insegnamento è difficile, difficilissimo quando deve essere indirizzato verso ragazzi che parlano tutto il giorno in inglese. Se poi si pensa che deve seguire una fascia d’età tra i 6 e i 18… Non è un lavoro semplice e non si puo’ pretendere molto.

La Coordinatrice del Dipartimento è il personaggio che spicca durante la riunione.

Io sono rimasta sconvolta, dice, dalla scelta dei testi (si riferisce al sussidiario delle elementari e al libro di grammatica). A dire il vero ero rimasta sconvolta anche io, soprattutto  per la storia. Sintesi di dieci righe, incomprensibili anche per me.

In un’ora settimanale non si puo’ studiare storia, studi sociali e la grammatica! E’ vero, non si puo’.

Voi conoscete l’approccio glottodidattico?

Silenzio.

Allora? Mi guardate come se parlassi di un’assurdità?

A me piacerebbe che mia figlia imparasse a mettere l’acca al posto giusto. Dice una.

A me piacerebbe che quando parlasse, dicesse: un gelato buono piuttosto che un buono gelato, dice un’altra.

Ci spieghi cosa è questo approccio, chiede un’altra.

Il punto di partenza è che la lingua esiste prima della grammatica. Dobbiamo capire questo. Seguono parole, frasi in cui mi perdo. Ma con la teoria (anche con le istruzioni dei manuali) ho sempre avuto problemi.

Non si puo’ seguire un corso d’italiano e annoiarsi: i bambini con l’approccio glottodidattico si divertono. Non dovete pensare ai vecchi modelli scolastici dove studiare significava soffrire. Io, il mese prossimo, prenderò un master a Milano  proprio su questa materia!

Comunque qui c’è il nuovo insegnante che vi illustrerà come intende strutturare i corsi.

Secondo me voi avete idee confuse: la scuola in cui devi imparare regole su regole è passata di moda!

Ma…i nostri bambini frequentano scuole anglosassoni, dove non s’insegna con questo metodo.

Lei la coordinatrice, non ascolta le obiezioni, continua a citare la glottodidattica senza riuscire a spiegare un accidente. Secondo me ripete questa parola tutte le mattine davanti allo specchio del bagno.

Poi parla l’insegnante che ho conosciuto qualche mese fa, casualmente nella rete. Scrive romanzi per bambini. Sembra un tipo normale.

Chiede alla coordinatrice, posso cominciare, Dottoressa?

Qui avrei voluto scattarle una foto. Non riesce a trattenere il sorriso. Si gonfia come un piccione innamorato. E dice:

Ma mi faccia il piacere…Dottoressa! Ci vogliono i fatti, ecco!

Il tipo, sui 30, illustra quello che ha intenzione di fare.

Inventeremo delle storie orali e scritte. E poi penseremo a correggere gli errori. Mi guarda, lo so perché. Gli avevo chiesto: come faccio a spiegare a Lo, la differenza tra l’imperfetto e il passato prossimo? Poi continua: quando avremo costruito una storia, troverò il modo di parlare dei verbi, senza che se ne accorgano.

Ora ho capito. La glottodidattica invece continuo ad ignorare cosa sia.

Chissà se il prossimo Natale andremo in Italia o ancora a Italia. Quello che conta è tornare. Si torna sempre. Almeno spero.

Categorie: Chiacchiere

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “Io glotto, tu?”

  1. utente anonimo dice:

    La funzionaria si è infilata la “glottodidattica”.. per lei era tutto a posto. Poveraccia!! Anzi poveraccia un corno, con i soldi nostri!!

  2. esmivida dice:

    ignoro la glottodidattica, in compenso mi sono fatto un po’ di cultura sulla cifrematica. interessa?

  3. utente anonimo dice:

    penso di sì, se spieghi in modo chiaro.

  4. meva dice:

    Già, i corsi di lingua madre all’estero…Dopo un po’ mia madre si è arresa e m’ha fatto lezione lei….Non puoi fare tu qualche lezioncina? Sono sicura che saresti bravissima!!!!!

  5. utente anonimo dice:

    Cara Alice, rimango dell’opinione che il miglior modo per imparare una lingua è imparare ad amare la gente, il paese che ha una lingua diversa dalla nostra. Solo così si possono imparare tutte le sfumature d’una lingua, che non è solo grammatica.

    Abbracci et inchini,

    Iannox

  6. utente anonimo dice:

    Per Meva: così mi è dovuto fare quest’anno. Ma mi sono dovuta arrampicare sugli specchi. Alla fine penso che sia più semplice parlare del Boccaccio e simili, piuttosto che spiegare una regola grammaticale.

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