L’importante è partecipare     16-05-2004  

Arriviamo a quel paese in orario. E seguiamo un gruppo che parla italiano e che pare conoscere l’unica porta aperta del palazzo gigantesco circondato da bandiere.

Il pomeriggio ha inizio e scopro che (non ho capito un accidente, ma questa non è una novità):

Il premio letterario è aperto a tutti. In pratica solo la giuria è formata da italiani che abitano la terra al di sotto del livello del mare e che i partecipanti sono stati 380.

I vincitori e i segnalati sono residenti a Roma, Chieti, Catania, ecc.

Hanno tutti pubblicato romanzi, raccolte, ecc. a parte il ragazzo di Chieti che è la prima volta che scrive un racconto.

A dire il vero avevo anche io il libro di FaM nella borsa, ma mi sono guardata bene dal tirarlo fuori, che poi se mi chiedevano cosa mi avesse ispirato a scrivere quella storia non avrei saputo cosa rispondere. Ecco in questo senso potrei definirmi autistica.

Le persone che hanno avuto menzioni e che hanno vinto sono tutte sui 50, a parte il ragazzo di Chieti che ne ha 21, credo.

I presenti parlavano delle loro opere o delle loro prova con un’aria che sottintendeva: guarda come sono bravo, a parte il ragazzo di Chieti che sembrava contento e basta.

Che i racconti vincitori non saranno letti,- a parte quello di uno con la menzione speciale che era molto lungo - e che saranno letti il giorno dopo prima di uno spettacolo teatrale a cui io non andrò perché ogni volta che sono andata a sentire una compagnia italiana ho pensato che era meglio che non andavo.

Che io sono l’unica che ha partecipato (presente) che non ha vinto o che non avuto menzioni.

Che insomma speravo di conoscere qualcuno che scriveva e che abitava qui e invece manco per niente.

In aggiunta ho speso anche 10 euro per comprare un libro di una delle vincitrici, un romanzo storico, ma che dopo avere letto il primo capitolo, mi sono accorta che non mi piace.

Che mal comune, mezzo gaudio perché il libro lo ha comprato anche Yota.

Che quella che faceva le domande apparteneva a quella categoria di persone (rare) che sa farsi ascoltare. E descriveva le storie o i romanzi dei presenti rendondoli speciali. E che era la seconda volta che la vedevo e che la prima l’avevo sentita parlare del Tamburo di latta - libro che non ero riuscita a leggere - e che poi invece avevo letto perchè lei lo aveva trasformato in un’ altra cosa. E penso che quello del narratore verbale sia un talento di cui sono dotati in pochi e che sia molto sottavalutato.

Che sono contenta di aver conosciuto lei, che dal vivo è molto più simpatica da come s’intuisce sul blog.

Categorie: dello scrivere

[ 3 commento(i) ]

3 Responses to “L’importante è partecipare”

  1. utente anonimo dice:

    ;-)

  2. Pattinando dice:

    Ciao, per il messaggio che hai lasciato su http://www.istruzioniimmagini.splinder.it non uso msn, puoi contattare http://nonsologeomangio.splinder.it/ lei lo usa e saprà darti informazioni più dettagliate. Ciao*

  3. utente anonimo dice:

    in effetti a me non chiede nessuna password, ma registra l’internet protocol del computer che invia le immagini.

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