The world     27-04-2004  

La mappa del mondo. E’ la prima cosa che ho comprato quando sono arrivata qui. Poi l’ho attaccata alla parete della stanza dove scrivo. Mi sarebbe piaciuto appenderci anche il quadro della ragazza che tira l’asino – che poi hanno anche le stesse dimensioni – invece ci ho messo la carta geografica. Mi serviva per misurare la distanza che mi separava da Roma, quasi 2000 chilometri mica uno scherzo. Poi man mano che il tempo passava a questo fatto della distanza non ci ho pensato più e ho cominciato a guardare altri paesi. C’era chi veniva dal Sud Africa, dal Congo, dal KazaKhstan. Una che è stata qui per un anno e poi è tornata in Corea. Ed era felice. Non c’è confronto con l’Olanda, diceva. A me sarebbe preso un colpo. Che poi quando le persone ti raccontano un paese, a me sembra di vedermelo davanti, molto di più che se guardassi un documentario in tv. Il lettino in cui ti visita il ginecologo in una città del Congo, per esempio. Ti devi portare un asciugamano da appoggiarci sopra perché non hanno i lenzuoli di carta. Oppure devi evitare di stendere gli indumenti all’aperto, e anche se li fai asciugare all’interno della casa, devi stirarli tutti, meticolosamente, anche le mutande e i calzini. Sì perché esiste un tipo di mosca che depone le uova nei panni umidi e poi le larve ti entrano nella pelle. Ti raccontano il mondo e quello comincia ad esistere veramente.

Sono passati tre anni e il 70%-80% della gente è ripartita o sta per ripartire. E avrei voglia di andarmene via anche io. Ho in mente anche dove. La California o la Francia andrebbero benissimo.Comunque per ora resto qui.
Sabato l’ho passato ad Amsterdam a calcolare i tempi e le distanze rispetto alla scuola. Avevo in mente di trasferirmi lì dato che le due persone con cui ho legato di più partono alla fine di luglio.Andare nell’altra Olanda dove puoi incrociare per strada gente dallo sguardo che brilla. Magari anche altro, altre cose. E sì, mi piacerebbe. Però poi succede che dovrei guidare per 3 ore al giorno. Tre ore di macchina mi sembrano una follia. Nel passato lo facevo.

Sabato camminavo per le stradine del centro dopo le otto e sì, si stava bene. Ma poi ho pensato che tre ore è un sacco di tempo. E le feste non mi piacciono. Se avessi vissuto ad Amsterdam sabato sera, avrei accompagnato i figli a casa e sarei andata alla festa che era stata organizzata dopo la mostra. Non avrei avuto scuse.

Categorie: in un altro luogo

[ 1 commento(i) ]

One Response to “The world”

  1. angelocesare dice:

    La mappa del mondo. La più incredibile lettura possibile. Da smarrirvicisi!

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