A gift for you     26-04-2004  

Non è lei: è troppo alta e i capelli sono diversi…

E’ da due mesi che non la vedi: i capelli si sono allungati e lei è cresciuta.

Sembra più grande di me, adesso…Comunque è sempre brutta: troppo secca e poi ha quei puntini sulle guance..

Perché la guardi, allora?

Non la guardo mica. E’ lei che mi guarda.

Accidenti!

Cosa succede? Chiede senza voltarsi.

E’ caduta.

La bambina si era aggrappata con le mani alle assi di una scala di legno, ma nel passare da un gradino all’altro, è scivolata.

Si rialza, si controlla la gonna, raccoglie lo zaino e viene a posarlo al tavolo vicino al nostro. Si sistema i capelli, lo guarda di sbieco.

Lui diventa rosso. Dice: che noia! Perché non andiamo via?

Tra 30 minuti, quando arriva tuo fratello.

Lei apre lo zainetto, cerca qualcosa, molto concentrata.

Lui si mette a leggere. Cioè sfoglia un libro. Nel frattempo la sorveglia.

Lei prende una moneta, passa vicino a lui, urta la sua sedia, si ferma davanti al distributore automatico, preme C3, raccoglie il pacchetto di patatine che scende dopo il tintinnio della moneta.

Si siede e comincia a mangiare lentamente.

Scommetti che non me lo regala più?

Cosa?

Lo sticker. Si è dimenticata.

Da circa un anno, ogni giovedì, vede questa bambina americana. Lei mangia le patatine e poi gli dà lo sticker. All’inizio chiacchieravano, poi hanno smesso. E’ rimasto solo lo scambio della sorpresa. Lei aspetta qualcuno che venga a prenderla, nel frattempo si fa la treccia, la disfa, s’arrampica da qualche parte, oppure gira su sé stessa fino a quando la gonna si gonfia come un palloncino mentre lo tiene d’occhio.

Lui la odia. Così dice, per lo meno.

Lei posa il pacchetto di patatine e comincia a saltellare. Sempre più vicino. Lui aumenta la concentrazione di lettura.

Chiude il libro e mi chiede: Perché ridi?

Io non rido.

La bambina si ferma davanti a lui. Alza un braccio con il pugno chiuso. Apre la mano e compare lo sticker. A gift for you. Dice, molto seria.

Lui risponde: No!

Lei abbassa il braccio.

Lui aggiunge: non li colleziono più. E’ roba da piccoli.

Lei fa sì con la testa, indietreggia. Si ferma davanti al secchio, apre la mano e lascia cadere il dischetto di plastica, poi scompare in fondo al corridoio.

Lo zaino è rimasto sul tavolo con il giubbotto jeans.

Finalmente! Dice lui.

Quella notte, dopo che ho spento la luce, dice: credo che non mi sposerò. Però se cambiassi idea non voglio una moglie grassa. E deve avere i capelli lunghi e le lentiggini. Solo sul naso, però.

Categorie: Chiacchiere

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “A gift for you”

  1. mullah dice:

    bello, delicato come al solito. :-)

  2. adayinthelife dice:

    sigh sob. mi commuovi. sul serio. mi fai quasi venire voglie di paternità.
    quasi.

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