Non gli resta che scrivere     07-04-2004  

Sul marciapiede con un gesso bianco scrive ogni notte il suo messaggio.
A fianco del messaggio c’è un disegno di quello che sembra una bicicletta ed invece è una moto. La teneva legata alle inferriate della finestra della casa dove abita. Ed era protetta, oltre che dalla catena, da un antifurto sonoro che non ha funzionato o che hanno sabotato. Il tipo fa l’operaio in una fabbrica a Pomezia e vive nel seminterrato che una volta era occupato dal portiere. La moto gli è stata rubata giovedì notte.
Il primo messaggio era disperato: Mi hai rovinato la vita. Il secondo minaccioso: ti ritroverò e ti farò del male. Il terzo puntava sulla commozione: Mi serviva per andare a lavorare. Da quello che ho letto stamattina,  s’intuisce che il tempo trascorso lo ha spinto verso la razionalità: Dimmi quanto vuoi, pagherò tutto.
La gente si ferma, legge e commenta. Dicono che un illuso e che un rottame del genere puo’ averlo rubato solo un tossico.

Categorie: dello scrivere

[ 9 commento(i) ]

9 Responses to “Non gli resta che scrivere”

  1. saltino dice:

    Invece di far collette per cazzate varie e prouderie anarco-intellettuali, perchè non ci organizziamo e regaliamo la moto a questo “lavoratore” disperato, piccina, magari usata, ma rendiamo “attiva” la blogosphera ??
    Io mi metto a disposizione!!

  2. utente anonimo dice:

    Massima solidarietà. Lo comprendo. Secondo me lui è così nobile che non accetterebbe le nostre offerte di aiuto in denaro. Se avessi un motorino o una moto in più gliela regalerei. Bax MJ

  3. utente anonimo dice:

    Il valore che diamo ai nostri tesori è spesso incomprensibile eppure l’indelebilità dei sentimenti non fa sorridere ma commuovere.
    Spreo che possa ritrovare la sua moto e che sia di nuovo felice.
    Manu

    PS.
    Sei immaginifica, riesci a cogliere nel loro splendore, attimi su attimi infondendo a questo tuo spazio personale, un’armonia e una serenità tali da creare una splendida miscellania di colori. Mi ricordi tanto Delerme…un saluto e continua così.

  4. esmivida dice:

    già, è strano vedere la distanza tra il valore delle cose in sè e quello che diamo noi, ma meglio così

  5. utente anonimo dice:

    Non so se una moto in sostituzione risolverebbe la faccenda. Ottenere qualcosa da una colletta non è che faccia piacere a tutti.

  6. meva dice:

    come lo capisco…

  7. utente anonimo dice:

    geniale…. una persona che conosce Monterroso … vabbe ciao ciao
    se ti va di partecipare ad una prouderie anarco-intellettuale vai su Storia_Open_Source

    §amstel§

  8. sisternet dice:

    lo capisco bene…quando mi hanno rubato l’auto dopo solo dieci giorni dall’acquisto, avevo pensato di volantinare nella strada dove era scomparsa…

  9. mullah dice:

    io non riesco a soffrire per questi distacchi.
    quando mi è capitato, erano sempre biciclette, però, ero solo un po’ seccato per dover tornare e piedi, e un po’ stordito dalla mancanza della bici là dove avevo lasciato la bici.
    qui però è diverso, quando ti manca qualcosa di fondamentale capisco che i sentimenti possano cambiare.
    é molto bello questo pezzo.
    Ciao,
    Omar

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