L. prepara scatoloni e valigie: alla fine del mese si trasferisce in Sud Africa. E’ contenta, a me dispiace invece. Non che ci siamo frequentate molto nei due anni in cui è stata qui, ma abbiamo chiacchierato a lungo. Mi piace parlare con le persone tranquille come lei, che non cambiano mai tono: mi rilassa.
Ha vissuto in Sud Africa per un anno, quindi lo conosce un po’.
Non hai paura? So che ci sono posti pericolosi. – Le chiedo.
Paura? Affatto. Ci sono delle zone da evitare, ma per il resto si vive bene. La natura è bellissima con colori diversi rispetto a quelli europei. E il cielo…Ci pensa un attimo, poi continua: sembra quello di montagna, ma non esattamente. Credo che dipenda dalla luce. Nei supermercati poi si trova tutto. E gli europei che vivono lì sono molto uniti tra loro, mica come qui.
Sì però è lontano…
E’ vero, ma quando stai bene in un paese, mica ti metti a pensare che è lontano o vicino. Tanto in Italia ci torno comunque due volte l’anno, quindi non cambia nulla. Poi poteva andare peggio: potevano trasferirci in Kazakhstan o in Iran e lì sarebbe stata dura.
La osservo mentre incarta tazzine e bicchieri con gesti misurati. Il figlio più piccolo (ne ha quattro), dal seggiolone, riesce ad afferrare una tazza e la lancia, con grande precisione, contro la credenza. Lei non si scompone. Gli dice: Così non si fa. Poi va a prendere scopa e paletta e mentre raccoglie i cocci, dice: una di meno da incartare.
Categorie: in un altro luogo
[ 3 commento(i) ]
il 04-03-2004 alle 14:26
Dire Sud Africa è un po’ generico.
Tra Johannesburg, Pretoria, Capetown e Durban, per esempio, ve ne sono di differenze. [PS: e Johannesburg, non è senz'altro tra i miei ricordi preferiti, anzi. E l'Africa, per i miei gusti, è più Serengeti che Kruger Park]
il 04-03-2004 alle 20:21
Ho letto molto del tuo blog, hai buona tensione. Un saluto.
il 09-03-2004 alle 11:43
il mal d’africa (inguaribile) deriva in gran parte dal suo cielo