Pare che ce l’ho fatta     01-12-2003  

Era da un po’ che tentavo di ascoltare la radio via internet, ma senza successo. In effetti, oltre ad avere bisogno di un corso per sopravvivere alle faccende domestiche, mi farebbe comodo frequentarne anche un secondo su questo argomento: Come  imparare a leggere e a seguire le istruzioni. Una specie di lavaggio del cervello che dovrebbe convincermi ad aprire il manuale allegato ad un oggetto o ad un programma senza provare a spingere bottoni in modo casuale. Con questo sistema, se insisto, alla lunga raggiungo il mio scopo, ma non sono in grado, se non dopo tantissimo tempo, di spiegarlo ad altri. Del resto avevo questo tipo di approccio anche a scuola, quando (non molto spesso perché di solito me li passavano) risolvevo i problemi di matematica. Perché hai seguito questo procedimento? Boh….

Comunque ieri sera sono riuscita a istallare RealPlayer. In effetti non era complicato, però qualcosa  ne impediva il funzionamento. Dipendeva dal Firewall o dall’Antivirus? Sinceramente non lo so, ho cambiato qualcosa sul Pc, ma in modo randomico.

Avevo adocchiato da tempo la possibilità di risentire alcune registrazioni di classici letti al 3 anello. Comincerò dal Circolo Pickwick di Dickens. Nel frattempo sto ascoltando Radio Città del Capo di cui avevo sentito parlare qui.

Categorie: Pare che sia andata

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Non sono ancora le 7 quando usciamo io e Fran. Fosse stato per lui, saremmo usciti molto prima: puo’ esserci un imprevisto, - dice, – e non mi va di perdermi la gita.

E’ strano essere fuori a quest’ora: il cielo è nero, le luci alle finestre spente, poche biciclette su una strada tutta bianca di ghiaccio. L’atmosfera è surreale, verrebbe da camminare lentamente e di guardarsi intorno, ma ci troviamo a fronteggiare uno di quegli inconvenienti che Fran temeva. E’ la prima notte che ha ghiacciato e bisogna ripulire i vetri della macchina. Il liquido antigelo non si trova, la spatola nemmeno: uso la carta del supermercato per grattare via il ghiaccio. Fran lancia delle proposte per risolvere il problema in fretta. La prima: usiamo il deodorante per auto, la seconda: facciamo sciogliere il ghiaccio con i fiammiferi. Accendo il motore, continuo a raschiare con il cartoncino e alla fine partiamo. Fran ora è nervoso.

Come ti invidio, - gli dico.

E perché? Dice lui senza guardarmi. –

Come perché? Che te ne vai a Waterloo. In seconda media io sono andata a Perugia.

E che differenza c’è tra Waterloo e Perugia?

Il passato, dico io.

I morti, quindi, - risponde lui.

Imbocchiamo l’autostrada.

Gli inglesi (anche gli americani) studiano la storia in modo diverso da noi di ceppo latino. Studiano solo alcuni periodi senza soffermarsi sulle date e sulle battaglie. Gli argomenti che trattano li approfondiscono in tutti i dettagli: sanno cosa mangiava l’uomo che costruiva la piramide e come si vestiva il faraone, ma, saltando da un periodo storico ad un altro, perdono quel filo conduttore che lega i fatti tra loro. Quindi ho comprato un manuale italiano e l’ho fatto cominciare dalla preistoria. A lui non va naturalmente.

Il percorso in autostrada dura poco più di dieci minuti, entriamo nel paese dove c’è la sua scuola. Cioè nella strada che porta alla sua scuola che è in mezzo a un enorme distesa verde dove, quando non fa freddo, è piena di mucche e qui ci si presenta il secondo inconveniente: un banco di nebbia spessa che sembra un muro.

Lo sapevo! Dice Fran.

Io no, - cerco di scherzare, - ma è meglio tacere. E poi mi devo concentrare. Come si guida quando non si vede un accidente? Io ho sempre guidato nel centro di Roma e che esistesse la nebbia lo sapevo da quelli che telefonavano alla trasmissione di Katerpillar.
Perché non metti la cassetta di Eminem? (così smetti di rompere, ma questo non lo dico).

Eminem che canta alla 7 del mattino, una strada che s’intuisce a malapena, un dodicenne incazzato, un cellulare che fa beep, un’atmosfera sempre più surreale.

Comunque arriviamo in tempo.
Parcheggio e lui è già schizzato fuori.

Aspetta: non vuoi che ti accompagni dentro?

No, piuttosto, ti ricordi: uno squillo mi chiami, due squilli…

Si, mi ricordo.

Sulla strada del ritorno la musica è cambiata, la nebbia si è sciolta e quel mondo diverso è sparito.

Categorie: Questioni di famiglia

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Il medico ci ha consigliato una visita dall’ottico per Lo. L’ottico si è tirato indietro perchè, siccome è piccolo, non si assumeva la responsabilità e non gli ha voluto fare la prova di lettura a distanza. Mi ha suggerito di andare dall’optometrista (si dice così in italiano?). L’optometrista l’avrebbe anche visitato, ma non prima di gennaio. La maestra ci ha indicato di farlo controllare dall’infermiera della scuola. Ma un’infermiera è in grado di stabilire se un bambino ha bisogno di occhiali o meno? Ho qualche dubbio in proposito. E poi mi è arrivata una “dritta”: un’oculista italiana che lavora in un ospedale all’Aja. Così l’ho chiamata, piena di speranza. Ha detto che avrebbe consultato l’agenda e mi avrebbe fatto sapere. Mi ha assicurato che avrebbe fatto il possibile per fissarmi un appuntamento. Aspetto con pazienza.
E in Italia ci si lamenta del sistema sanitario… 

Categorie: sanità dutch

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Nello stesso modo di una lettera cartacea? Spettabile, Gentile “X” ? Non è troppo formale?
Nell’incertezza stavo per iniziare con un “Salve” poi mi sono ricordata di un tipo che salutava così, anzi lui diceva: SSalveee, con la pipa spenta in mano e un odore di dopobarba che nauseava. E’ stato il mio vicino di casa per qualche anno. Stanze da letto confinanti divise da una parete sottile. Se c’incrociavamo nel giardino al mattino, dopo qualche sua avventura notturna, metteva su un sorrisone tutto compiaciuto che sottointendeva: Sono stato bravo stanotte, non credi?
Un po’ mi disgustava, un po’ mi faceva pena. Anche perchè un giorno, anzi un’alba, sono stata svegliata dalle urla della sua ultima amante e mica ci ha fatto una bella figura…

Categorie: Con quella faccia un po così

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Prepotenti si nasce o si diventa?     24-11-2003  

Non hanno una collocazione geografica. Nei miei giri per i paesi europei ne ho incontrate ovunque. Hanno un paio elementi che le distinguono dalle loro coetanee: quello di avere un aspetto macilento, ma solo in apparenza,di avere le labbra dipinte di rosso acceso, delle unghie lunghe e spesse che possono ferire.
Parlo delle vecchiette terribili: quelle che ti sbattono il portone in faccia perché ci vedono poco; quelle che premono il pulsante dell’ascensore malgrado tu abbia chiesto di aspettarti e mentre l’ascensore parte si indicano le orecchie; quelle che quando tu sei in autobus e si libera un posto proprio davanti a te, spiccano una corsa da un punto lontano riuscendo a non perdere l’equilibrio malgrado l’ondeggiamento del mezzo che va sui sanpietrini, ti pestano i piedi, ti danno una gomitata nello stomaco e ti dicono con i loro labbroni accesi: Scusi signorina: con queste gambe non mi reggo in piedi.

Stamattina ne ho incontrate due di questi esemplari. La prima al supermercato. Ho ricevuto uno spintone perché voleva arrivare prima di me alla cassa, che poi neanche c’era la fila. Mentre posavo sul nastro le cose che avevo preso, lei era in fondo che riempiva la sua busta. E l’ho vista infilare con disinvoltura il pollo e il detersivo che “io” avevo comprato. Quando glielo ho fatto notare, mi ha risposto che non sapeva l’inglese. La commessa ha tradotto per me, ma lei ci ha messo un po’ per capire. Poi si è indicata la testa: è andata da un pezzo, però questa frase l’ha detta in inglese.

La seconda invece l’ho intercettata davanti casa che riempiva il mio secchio della spazzatura che avevano appena svuotato. Aveva infilato un sacco enorme che occupava metà del bidone. Anche lei non conosceva l’inglese: a cenni mi ha fatto capire
che non mi capiva. Le ho tirato fuori il sacco e deve aver detto, credo, che era troppo pesante per lei, le ho risposto in italiano con un bel sorriso: e qui come lo hai portato? Allora ha imprecato, l’ha sollevato con un lamento e se ne andata via.
Una domanda mi ronza in testa: prepotenti si nasce o si diventa?

Categorie: Con quella faccia un po così

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Sui test     21-11-2003  

I risultati dei test, dei sondaggi o le risposte alle lettere d’amore inviate a riviste di vario tipo sono abbastanza noiosi. Però mi diverto a leggere le domande o le lettere. Questo test o sondaggio che sia, segnalato da doppiafila ,invece, è veramente disgustoso.
La segnalazione di Doppia è determinata sempre dal disgusto, naturalmente.

Categorie: Pensierini

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Nostalgia: addio!     21-11-2003  

Quando sono arrivata qui, uno dei pensieri ricorrenti era: se divento stupida me ne accorgerò ? Era una domanda oziosa naturalmente, perché se lo fossi diventata non me ne sarei accorta. E poi che intendevo per stupida? Con stupida intendevo che mi sarei trasformata in pettegola, che avrei cessato di osservare il mondo senza avere più dubbi, che mi sarei soffermata sugli atteggiamenti più meschini della gente nuova che avrei incontrato, che avrei passato del tempo a chiacchierare di televisione o simili.

Così per evitare che accadesse questo, decisi che non avrei frequentato chiunque pur di non essere sola. Per fortuna ho conosciuto qualcuno con cui passare delle ore piacevoli , ma rispetto alla mia vita precedente il numero delle persone che frequento è diminuito notevolmente.

Quando torno in Italia concentro incontri e cose da fare, ma dopo qualche giorno, mi comincia a girare la testa, non solo per il traffico, le luci e i rumori, ma perché ho bisogno di star lontana dalle parole e dalle persone.

Questa solitudine produce qualcosa in più? Non credo oppure se succede non me ne rendo conto. Le “idee” mi venivano in mente anche prima quando ero costretta a occuparmi di faccende ripetitive o a ascoltare (quando lavoravo) persone noiose. Forse quello che ho acquisito, rispetto al passato, è di osservare più particolari di un persona o di un avvenimento. Questo è dipeso dal fatto che spesso ascolto gente che parla in una lingua che non comprendo, oppure quando parlano inglese, di cui un po’ capisco, ma che non è la mia. Insomma, in meglio o in peggio, mi sono adattata alla nuova vita e, dopo due anni, posso dire: nostalgia, addio!

Però…Mi manca un po’ la nostalgia perché è uno di quei sentimenti leggeri, struggenti, ma non troppo, che quando lo provi ti fa sentire più vivo.

Penso che sia arrivato il momento di cambiare qualcosa. Il pensiero di star bene così come sto mi agita un po’.

Categorie: Pare che sia andata

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6,50 euro è la fattura che mi arriverà tra qualche giorno per aver chiamato questa mattina tra le 7 e le 8 il medico generico ed aver avuto una conversazione della durata di meno di un 1 minuto.

Buongiorno, dottore. Credo che mio figlio abbia bisogno di una visita oculistica.

Perché?

Non riesce a leggere i numeri alla lavagna.

Sarà miope è sufficiente una visita dall’ottico.

Preferirei che fosse un medico a stabilirlo.

Per una diagnosi di miopia va bene anche l’ottico.

Insisto? Ovviamente non ha senso. Ho ancora il ricordo dell’anno scorso, quando lo portai al P.S. per quello che sembrava un attacco di appendicite acuta e non lo visitarono perché non avevo l’autorizzazione del medico. Mio figlio aveva febbre, vomito e dolore all’inguine.

“Il foglio del medico generico, prego”. Mi chiese un’infermiera.
”Lo studio del medico è chiuso”. Risposi.

Una rapida occhiata a Lo. Poi, molto cortesemente, l’infermiera disse “Suo figlio non sembra grave. E’ in grado di stare in piedi, torni domani, con la richiesta per la visita”.

Il giorno dopo, con l’indispensabile pezzo di carta riuscii a farlo visitare. Non era appendicite, ma un altro tipo di malattia che dava gli stessi sintomi. Fu necessario ricoverarlo perché nel frattempo si era disidratato.

“Io pago E…” non è una frase che si applica in Olanda. Ossia paghi tutto fino all’ultimo centesimo, anche una telefonata di pochi secondi, ma non è possibile andare da uno specialista se il medico di base non è d’accordo.

Per avere una visita di uno specialista devi arrivare in Belgio oppure avere la fortuna di riuscire a scoprire dove si trovi un ospedale in cui, pare, visitino senza richiesta. Gira la voce che ne esista uno, ma nessuno sa dire dove sia.

Categorie: sanità dutch

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Pace?     18-11-2003  

A seguito dei funerali che si stanno svolgendo in Italia non posterò nulla a parte due parole su quanto accaduto.
La prima è il rispetto per i morti in Iraq.
La seconda è il totale dissenso per la politica del governo.

Categorie: Contro il potere che

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Corsi e ricorsi     17-11-2003  

Corso di sommellier? No, ormai è fuori moda

Corso di danza del ventre? No, sono ancora troppo giovane.

Corso di decorazione di palle natalizie? E se poi decido di fare il presepe?

Corso di sushi? Pare che il pesce crudo causi malattie terribili. Non hai letto le mail che stanno arrivando?

Corso per preparare la birra in casa? No, la fermentazione del luppolo mi fa venire la nausea.

Corso per imparare a creare quaderni in papiro? No, grazie. Per scrivere uso word.

Corso di sopravvivenza? No, ormai non c’è più gusto, lo hanno fatto anche i famosi.

Corso di scrittura creativa? Non serve più, ormai ho il blog su cui posso scrivere quando e come voglio.

Corso di HTML? No, alla fine c’è sempre qualcuno che lo fa per te. Corso per avere un blog di successo? Mmmm…Non mi interessa: gli accessi possono trasformarsi in eccessi.

Corso per diventare una casalinga perfetta?
Mi guardo le mani: 2 vesciche da scottatura di forno, 1 da ferro da stiro, 1 taglio per aver aperto, pensando ad altro, un barattolo di pelati. E poi c’è l’armadio, quell’ armadio che dovrò aprire prima o poi. E una montagna di roba mi seppellirà.

Corro ad iscrivermi.

Categorie: Chiacchiere

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