Non sono ancora le 7 quando usciamo io e Fran. Fosse stato per lui, saremmo usciti molto prima: puo’ esserci un imprevisto, - dice, – e non mi va di perdermi la gita.

E’ strano essere fuori a quest’ora: il cielo è nero, le luci alle finestre spente, poche biciclette su una strada tutta bianca di ghiaccio. L’atmosfera è surreale, verrebbe da camminare lentamente e di guardarsi intorno, ma ci troviamo a fronteggiare uno di quegli inconvenienti che Fran temeva. E’ la prima notte che ha ghiacciato e bisogna ripulire i vetri della macchina. Il liquido antigelo non si trova, la spatola nemmeno: uso la carta del supermercato per grattare via il ghiaccio. Fran lancia delle proposte per risolvere il problema in fretta. La prima: usiamo il deodorante per auto, la seconda: facciamo sciogliere il ghiaccio con i fiammiferi. Accendo il motore, continuo a raschiare con il cartoncino e alla fine partiamo. Fran ora è nervoso.

Come ti invidio, - gli dico.

E perché? Dice lui senza guardarmi. –

Come perché? Che te ne vai a Waterloo. In seconda media io sono andata a Perugia.

E che differenza c’è tra Waterloo e Perugia?

Il passato, dico io.

I morti, quindi, - risponde lui.

Imbocchiamo l’autostrada.

Gli inglesi (anche gli americani) studiano la storia in modo diverso da noi di ceppo latino. Studiano solo alcuni periodi senza soffermarsi sulle date e sulle battaglie. Gli argomenti che trattano li approfondiscono in tutti i dettagli: sanno cosa mangiava l’uomo che costruiva la piramide e come si vestiva il faraone, ma, saltando da un periodo storico ad un altro, perdono quel filo conduttore che lega i fatti tra loro. Quindi ho comprato un manuale italiano e l’ho fatto cominciare dalla preistoria. A lui non va naturalmente.

Il percorso in autostrada dura poco più di dieci minuti, entriamo nel paese dove c’è la sua scuola. Cioè nella strada che porta alla sua scuola che è in mezzo a un enorme distesa verde dove, quando non fa freddo, è piena di mucche e qui ci si presenta il secondo inconveniente: un banco di nebbia spessa che sembra un muro.

Lo sapevo! Dice Fran.

Io no, - cerco di scherzare, - ma è meglio tacere. E poi mi devo concentrare. Come si guida quando non si vede un accidente? Io ho sempre guidato nel centro di Roma e che esistesse la nebbia lo sapevo da quelli che telefonavano alla trasmissione di Katerpillar.
Perché non metti la cassetta di Eminem? (così smetti di rompere, ma questo non lo dico).

Eminem che canta alla 7 del mattino, una strada che s’intuisce a malapena, un dodicenne incazzato, un cellulare che fa beep, un’atmosfera sempre più surreale.

Comunque arriviamo in tempo.
Parcheggio e lui è già schizzato fuori.

Aspetta: non vuoi che ti accompagni dentro?

No, piuttosto, ti ricordi: uno squillo mi chiami, due squilli…

Si, mi ricordo.

Sulla strada del ritorno la musica è cambiata, la nebbia si è sciolta e quel mondo diverso è sparito.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 7 commento(i) ]

7 Responses to “E che differenza c’è tra Waterloo e Perugia?”

  1. cassiel58 dice:

    Ciao Alice!
    Ho visitato il blog che mi hai consigliato. Ma il tuo mi piace di piu’. Non lo dire in giro pero’. :-)))))))
    l’angelo cassiel

  2. utente anonimo dice:

    odio guidare con la nebbia, perdi ogni punto di riferimento e ti sembra di essere sbalzato in un’altra dimensione. ma guardarla mentre sparisce lentamente davanti a noi è un’esperienza davvero unica.
    a proposito spero che fran si sia rilassato dopo la prtenza e si sia goduto la sua gita

  3. licenziamentodelpoeta dice:

    Stranamente, a me guidare con la nebbia piace. Lo so che è strano. Guidare nel centro di Roma, invece, alla lunga mi trasforma in un potenziale serial killer. Forse perché mi tocca di farlo spesso ;)

  4. Switters dice:

    la nebbia aiuta a sentire le proprie emozioni. Come il buio. Come la buona musica. Come le belle persone.
    ciao
    Switters

  5. mullah dice:

    E l’aria intorno, è più nebbia che altro, è più nebbia che altro…
    M.K.
    e poi come funziona? due squilli?

  6. utente anonimo dice:

    Però, Eminem alle 7 del mattino, nella nebbia… ce n’è abbastanza per “dare di fori”….

  7. centauro dice:

    In effetti Eminem + nebbia + Waterloo + dodicenne incazzato ha del surreale. Mi piace questo blog, bella atmosfera. Ciao

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