Però le leggevo dal dentista o quando andavo a tagliarmi i capelli. Da qualche mese ho l’abitudine di prenderne almeno un paio all’edicola dell’aeroporto, mai le stesse. Alcuni articoli sono sgrammaticati, altri noiosi. L’unica rivista che non mi dispiace è D , allegato di Repubblica. Domenica ho scelto Grazia. La comprava sempre una mia compagna delle medie. Aveva tutti i numeri e sembrava che non li avesse neanche letti tanto ci stava attenta a sfogliarli. Mi permetteva di leggerli, ma solo sotto la sua sorveglianza e alla fine ci ho rinunciato. Comunque ieri sera comincio a leggere questa rivista; c’è un articolo di Carlo Lucarelli, autore di gialli, che compare certe volte in televisione tutto vestito di nero. Non ho mai letto libri suoi, sfogliati si, e mi sembra che non scriva male. Ha scritto un pezzo che s’intitola: Le donne, secondo me. Inizia con una domanda che posso riassumere così: Perché alle donne è permesso piangere e agli uomini no? E chi l’ha detto? Questo succedeva una volta, ai tempi di mio nonno, e poi io mio nonno l’ho visto piangere, mentre mia nonna mai. Sarà un caso, forse. Però, per caso, io mi sono sempre imbattuta sin dai tempi dell’asilo in uomini particolari? Boh, non so. Comunque dopo questa domanda parla di un paio di situazioni che gli sono capitate. Una su una seggiovia, andando a sciare con una ragazza che gli piaceva. Gli rimane incastrato il braccio sotto la barra di protezione e non ha il coraggio di urlare per il dolore. Fino a qui nulla da eccepire. S’intuisce che Lucarelli è una persona timida e gentile, perché se penso ad una situazione analoga con i miei compagni del liceo non mi sarei stupita se avessero detto: Brutta stronza, alza questa sbarra del c…che sto sentendo un dolore pazzesco. Comunque ciò che contesto in questo articolo non è il contenuto quanto la forma. Una rivista femminile ha un correttore di bozze? No? SI?. Credo di si. Se Grazia non ce l’avesse, magari potrei offrirmi io. Al momento lavoro solo in estate. Gli articoli non devono avere congiuntivi sbagliati, ripetizioni, ecc. Devono anche seguire un filo logico. Stupisce un po’ che questo, scritto proprio da un giallista, non lo segua. Vediamo perché. Dopo l’esperienza sulla seggiovia, Lucarelli fa un altro esempio che si riaggancia alla domanda iniziale: una volta doveva salire su una ruota panoramica con una donna che gli piaceva e, in quell’occasione, ha deciso di esternare la sua paura, perché, afferma, è terrorizzato dall’altezza. E quando andava in settimana bianca non soffriva di vertigini? Non aveva paura del vuoto? Forse no, la paura gli è venuta dopo. E allora doveva scrivere l’articolo in un altro modo. Perché così sembra un collage. Doveva inserire una frase, dopo l’episodio della seggiovia, che ad un certo punto gli era venuto la fobia dell’altezza. Non è mica un post di un blog il suo. E’ un articolo di una rivista a pagamento.
Un altro pezzo che ha mi ha innervosito è di un certo Willi Pasini, dal titolo: Lui tradisce e lei…si vendica. In questo caso è stato il contenuto ad irritarmi. Magari, se ne ho voglia, ne scrivo domani. Ma che giornale è questo? Ah… c’è pure un articolo di Vespa…
Categorie: Contro il potere che
[ 8 commento(i) ]
il 16-09-2003 alle 12:54
Pasini e Vespa? Cambia giornale.
Secondo me Lucarelli, che scrive con una facilità e una scioltezza meravigliose (anche se un po’ si ripete), ha iniziato a scazzare quando ha visto chi avrebbe scritto con lui sul numero.
“Pasini e Vespa? Cambio il finale”
il 16-09-2003 alle 14:15
Condivido. Lucarelli ha una scrittura piana, fatta di sequenze causa-effetto strettamente concatenate. Strano. Dopo un giro nelle riviste femminili mi sono fermata agli inserti di Repubblica e del Corriere. Sabato e domenica. Gratificanti… e poi ogni tanto me li regala l’edicolante quando compro Carta o Le Monde Diplomatique.
il 16-09-2003 alle 18:38
consiglio Almost Blue e Un Giorno dopo l’Altro….
il 16-09-2003 alle 20:40
Ma il tuo affermare “un certo Willy Pasini” era ironico? Sai, è uno dei più insigniti sessuologi-psichiatri e che altro so io, si può anche non condividere quello che scrive, specialmente se lo fa solo per fare scena, mettendo a tacere tutte le sue conoscenze scientifiche e mediche, però mi è venuta questa curiosità. Ciao da una turista
il 16-09-2003 alle 21:43
Non so chi sia. Quello che ha scritto è sgradevole , se poi è anche uno sessuologo-psichiatra, penso che magari si è fatto un pò prendere la mano dal suo caso e dovrebbe pensare meglio prima di riassumerlo su un articolo.
il 18-09-2003 alle 16:36
lucarelli è uno scrittore normale, con un periodare chiaro, molto costruito, senza particolare estro, però. forse è un po’inciampato in questo articolo.
il 19-09-2003 alle 9:01
Lucarelli non c’interessa, Vespa è una mmerda, Pasini un coglione. Punto. dante
il 19-09-2003 alle 23:23
per il mio amico poeta:devo riconoscere che nella scrittura, ancora più che a voce, riesci ad essere di poche e chiare parole;-))