Ho ancora degli scatoloni da prendere nella cantina del palazzo dove abitavo quando vivevo a Roma. In uno trovo i quaderni e le agende che ho scritto da quando avevo undici anni. I diari di dodici e tredici anni erano a fumetti sullo stile di Valentina Mela Verde che leggevo in quel periodo. Poi poesie tristissime e orribili di quando avevo quattordici anni. Ragionamenti drammatici sul senso della vita di quando ne avevo quindici e poi ancora pagine di felicità e disperazione correlate ai vari fidanzati e diari scritti in classe con una mia amica. Ma scopro che a diciasette anni ho avuto una svolta: ho smesso di aggiornare il mio diario quando ero al settimo cielo o meditavo il suicidio. La frase con cui si è conclusa la mia adolescenza è al 16 gennaio di un’agenda blu e comincia così: oggi è stata una giornata qualunque in cui non sono stata né allegra, né triste e per questo motivo ho deciso di ricordarla.
Categorie: dello scrivere
[ 10 commento(i) ]
il 12-09-2003 alle 18:51
Da quel momento, da quando si abbandona il diario giornaliero, intendo, da quando non se ne sente più il bisogno, comincia il conteggio alla rovescia e finisce lo sbalordimento.
il 12-09-2003 alle 21:19
pure a me è capitato di ritrovare un quaderno di quel periodo. E’ bello rileggersi a distanza di anni e vedere che siamo cambiati, sì, ma siamo noi.
il 13-09-2003 alle 2:40
io ho lasciato il mio diario a settembre scorso. ma questi dodici mesi sono stati i più intensi della mia vita, nel bene e nel male. ho deciso di parlarne tanto alle persone care, in modo che (mi) ricordino. un po’ foscoliano, se vuoi…
il 13-09-2003 alle 14:11
l’unico diario che riesco a scrivere costantemente è il mio blog..sarà perchè vengo letta
In passato non sono mai riuscita a tenere un diario per più di 1 mese..
il 13-09-2003 alle 14:47
Sai stavo pensando ad Andreotti. Non ha mai smesso di scrivere diari. Cosa vorra’ mai dire ?!
il 13-09-2003 alle 18:15
riesci sempre a stupirmi…in positivo s intende
.corruptedsoul.
il 13-09-2003 alle 21:23
Si fatica a crederci, ma gli eventi qualunque sono densi di conseguenze. Difficile coglierle lo slittamento progressivo che procurano, difficile anche ricordarli. Ci cambiano la vita e non ce ne accorgiamo.
A questo servono gli strizzacervelli. Ma sara vero ?
il 13-09-2003 alle 23:57
Mi sembra che il segno “nuovo” sia stato quel giorno privo tanto di tristezza, quanto di allegria. In fondo, giorni indolori sono già tanta manna… soprattutto quando si è giovani e si prende la vita troppo sul serio.
il 14-09-2003 alle 14:05
ritrovare un diario è come ritrovare un vecchio amico che ci ricorda come eravamo. e solo poi capiamo che peccato che è stato aver lasciato quelle pagine bianche, …aver smesso di confidare pensieri e paure all’amico segreto.
il 14-09-2003 alle 19:17
…una buona serata….alla fine di questa magnifica domenica….
jonas