Anita uscì presto quella mattina.     21-03-2003  

Anita uscì presto quella mattina.

Si era svegliata all’alba per lavarsi. La sera prima si era depilata con attenzione, non tralasciando neanche l’ombra che aveva sotto il naso.

Alle sette era pronta. Portò il caffè a suo marito che era ancora a letto, lasciò sul tavolo due fette di pane tostato su cui aveva steso un velo di marmellata di albicocche, preparata da lei con il dolcificante. “Vado a fare un prelievo del sangue” gli disse guardandolo dallo specchio mentre si sistemava la borsa a tracolla.

Quando arrivo’ alla fermata si accorse di dover fare un’altra volta la pipì. Era il nervoso che aveva dentro che le faceva quell’ effetto, si strinse il cappotto ed entrò nel bar di Angelo.

“Un caffe’”, “disse – “ non credo che mi possa fare male se faccio le analisi alla 9. E poi se lo prendo senza zucchero…” aggiunse.

“ Ma certo che non ti fa male se non metti lo zucchero”, le rispose il barista .

“Mentre lo prepari vado in bagno, sai ho un po’ paura della puntura”. Lui assenti’ con la testa, mostrandole di capire la sua agitazione.

Si piego’ sul water e fece una pisciata liberatoria

Bevve il caffè in un solo sorso e s’incammino’ verso la fermata dell’autobus.

Il 346 arrivò dopo qualche minuto.

Non c’era traffico e dopo un quarto d’ora era in via Billis.

Si specchiò su una vetrina di un negozio di pasticceria. Sentì il desiderio di mangiare una pasta, ma non voleva rimandare ancora quello che doveva fare. Si fermo’ davanti ad un cancello in ferro battuto, scorse con l’indice i tasti del citofono.

Individuo’ quello su cui era scritto:Dott. Chiarenti.

Ma il nome che usava nelle trasmissioni televisive era Sios.

Era un sensitivo, un mago, uno a cui bastava uno sguardo o il suono di una voce per sapere tutto, Anita non credeva ai suoi poteri, per lo meno all’inizio; aveva cominciato a seguire quel programma perche’ a quell’ora si trovava in cucina , poi aveva scoperto quella cosa, tutto le era scoppiato dentro e se non parlava con qualcuno avrebbe anche potuto ammazzarsi se ne avesse trovato il coraggio.

Aveva cominciato ad ascoltarlo attentamente.

Rivedeva anche la replica del pomeriggio.

Spinse il bottone.

”Chi è?”

“Sono Anita, ho un appuntamento”.

Quella voce l’aveva agitata… era troppo professionale, le ricordava quella dell’infermiera del laboratorio di analisi.

Ma non poteva tornare indietro, aveva bisogno dell’aiuto di quell’uomo.

Così entrò.

C’era uno specchio appeso davanti alla porta dell’ingresso, ma evito’ di guardarsi.

Si diresse verso la signorina che era dietro al computer.

“Ho un appuntamento” disse a bassa voce. Quella senza alzare gli occhi dalla tastiera, le indico’ un’altra che sfogliava un’agenda.

“La signora?”

“Anita”.

”Il cognome?”

“Bettigrossi”.

“Si accomodi”,

Ma non si sedette, le scappava un’altra volta la pipì.

Guardo’ le foto che erano appese sulle pareti del salottino senza vederle.

Poi senti’ il cigolio di una porta che si apriva.

< ?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />E…mi sono bloccata…che succede dopo? Si accettano suggerimenti…

Categorie: Incipit

[ 3 commento(i) ]

3 Responses to “Anita uscì presto quella mattina.”

  1. unodeimolti dice:

    beh? ci ho messo 10 minuti a leggere tutto questo ( ho 2 neuroni soli e uno oggi non è partito) epoi finisce così? Sforzati su… vai avanti..

  2. alice121 dice:

    grazie dell’incoraggiamento…ma per ora il c’e’ il vuoto

  3. esmivida dice:

    mumble mumble, vediamo che si può fare…

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