In Italia, a volte, si usano antibiotici con una certa leggerezza. Personalmente sono contraria all’ assunzione di medicine a meno che non ce ne sia un effettivo bisogno. Qui, in Olanda, la situazione e’diametralmente opposta. Cosi’ ieri pomeriggio verso le 6…:
“Buonasera, vorrei parlare con il pediatra Guariscinfretta”
” Sono io signora, mi dica…”
”Mio figlio ha un problema all’occhio…”
“ Deve andare subito dal medico che le dara’ sicuramente un antibiotico orale e una pomata oftalmica, non e’ una cosa grave, ma va curata immediatamente’’
“Dottore, lei dimentica che le sto telefonando dall’Olanda. Il medico a quest’ora e’ a cena”.
‘’Allora vada al Pronto Soccorso”.
“Dottore, al Pronto Soccorso non lo visitano se non ho la richiesta del medico di base, volevo sapere se potevo usare le pomate che mi sono portata dall’Italia. ’’
“Assolutamente no! Ma come e’ possibile che a quest’ ora non ci sia nessuno che visiti il bambino?. Non ci credo!’’
“Ci sarebbe il servizio medico notturno, ma gli daranno il solito paracetamolo…”
“Guardi il bambino deve essere visto da un medico, vada a quel centro e vedra’ che le prescriveranno quello che serve”.
Dopo un’ora sono di ritorno e sulla ricetta c’e’ scritto: compresse di paracetamolo per attenuare il dolore e pulizia dell’occhio con acqua calda.
Durante la notte l’occhio si gonfia incredibilmente.
Alle 8,30 della mattina sono nello studio del medico olandese.
Visita il bambino, consulta un collega, giungono alla conclusione che sia il caso di farlo controllare da un oculista. La frase : “E io pago!” non si applica in questo paese. Cioe’ paghi comunque tutto se hai un reddito, ma deve essere il medico di base a stabilire se e quando puoi andare da uno specialista.
Quando arrivo in ospedale mio figlio piange: l’occhio continua a gonfiarsi. Nel libretto che ho ricevuto quando sono arrivata: norme di comportamento per italiani in olanda, c’e’scritto che bisogna mostrare indifferenza al dolore, quindi con calma quasi glaciale, aspetto che arrivi l’impiegata per le procedure di registrazione.
Dopo circa 45 minuti arrivo dall’oculista. Un’amica che mi accompagna commenta, per spegnere un certo malumore che comincia a trapelare: “Pero’, non e’ poi cosi’ male, non c’e’ fila dall’oculista…” . Ma non completa la frase, dopo avermi guardata in faccia. Da quel momento scatta l’efficienza olandese. Lo visitano in 4. E ci scrivono la ricetta per l’antibiotico e,addirittura, ci prescrivono una pomata al cortisone.
C’e’ poi un altro piccolo problema da risolvere…
“Dottore, io avrei dovuto prendere un aereo stamattina, ho fatto un’assicurazione che mi rimborsa il costo del biglietto nel caso ci fossero stati problemi di salute, potrebbe scrivermi un foglio in cui si dichiara che mio figlio e’ malato?”.
Mi guarda perplesso. Mi ripeto mentalmente le parole che gli ho detto in inglese: si capisce quello che volevo dire…
Poi si illumina come si fosse ricordato di chissa’ cosa e dice: all’assicurazione dira’ che suo figlio era malato, loro le crederanno, se ci fossero difficolta’, me lo faccia sapere, gli faro’ una telefonata.
Gia,’ dimenticavo….non siamo mica in Italia.
Categorie: sanità dutch
[ 3 commento(i) ]
il 15-03-2003 alle 13:39
Non male come esperienza!
il 15-03-2003 alle 16:17
gia’ di quelle che ti fortificano…ma d’altra parte vivo nel paese del calvinismo..
il 11-06-2003 alle 13:09
io per fare una dermoscopia corneale (che e’una cosa che ti fai quando ti operi agli occhi) avevo una lista dáttesa di circa 3 o 4 mesi mentre a me serviva in una settimana… ho preso l’ ereo, sono andata in Italia, ho fatto la dermoscopia corneale e sono rientrata in olanda… spero di non avere mai nulla di “grave” in questo paese