I coffee morning sono come le riunioni di condominio: noiosi, pettegoli, ma a cui, saltuariamente, devi andare. Rimangono coffee se sono quelle del nord europa ad invitarti, diventano grandi abbuffate se si fanno in casa di un’italiana o di una spagnola. Vengono organizzati da vari tipi di categorie: da quelle che parlano la tua lingua, dalle madri della scuola dove va tuo figlio, dalle mogli dei colleghi di tuo marito. Lo scopo è quello di far passare un po’ di tempo e di creare nuove amicizie; ma è come ritrovarsi su una barca a vela, a fare una traversata nel Mediterraneo, con un equipaggio che non conosci: difficilmente trovi qualcuno con cui stai bene. Il primo a cui sono andata, organizzato in una scuola, da madri italiane, stavi seduto intorno ad un tavolo e quando arrivava il tuo turno, dovevi dire il tuo nome, la città di provenienza, il posto dove lavorava tuo marito e quali problemi avevi con la nuova vita.
Così per un po’ vivi in un posto, ma continui a mantenere, quasi giornalmente, i contatti con tutta la gente che hai lasciato nel tuo Paese. Ci torni ogni due, tre mesi (è uno dei vantaggi di essere un’emigrante quasi ricca), ci resti almeno una settimana, vai dal parrucchiere, dal dentista, allo stesso ristorante con le stesse persone. Poi arriva la volta che sei assente per un periodo di tempo più lungo e ti succede che vai al solito cinema di Testaccio, dove sei andato per anni, con la solita gente in fila e…TI ACCORGI DI LORO. Prima non ci facevi caso, era solo una fila, ora li senti parlare, ridere, noti i loro gesti. Osservi i loro vestiti, controlli i tuoi: sono ancora simili. E allora, perchè? Ti chiedi. In quei tre mesi di assenza hai continuato a leggere gli stessi libri, giornali, siti internet, ad ascoltare la radio e la musica, esattamente come prima. Una differenza c’è: non hai vissuto lì: non hai sentito quello che si diceva sull’autobus, nei bar, nella fila davanti al cinema, non hai parlato con quello da cui compri il giornale.
Allora che fare? Supposto che tu non voglia lavorare (perchè questo è il secondo vantaggio dell’emigrante senza problemi economici), hai bisogno di un’idea che ti faccia uscire dal circuito della comunità che ti va stretto. Questa idea me l’ha data la mia amica Francesca, arrivata qui da poco, ieri sera: “Perchè non ci iscriviamo ad un’associazione di volontariato?”. Perchè non ci ho pensato prima?.
Comunque domani farò qualcosa che avrei fatto anche se fossi stata a Roma: alle 13.00 sarò ad Amsterdam, alla manifestazione per la pace.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 1 commento(i) ]
il 04-10-2007 alle 13:06
[...] nuovo un coffee morning a casa mia. Sei cambiata in questi quattro anni? Mi hanno chiesto. Ho risposto: mica tanto. Ma poi, [...]