A cena in un ristorante italiano     09-02-2003  

E’ la prima volta da quando vivo qui che vado a mangiare cibi del mio paese. Ci ha servito un cameriere iraniano, anzi persiano ha precisato, che è emigrato da anni. Ha imparato la nostra lingua dagli altri camerieri e quando ha le ferie vola in Italia a trovare un suo fratello che lavora a Pescara. Con l’aereo scende a Roma e aspetta che il fratello lo venga a prendere con la macchina.

“Mentre lo aspetto”, raccontava, “vado in libreria e sfoglio dei libri di cucina italiana. Gli spaghetti al miele (buonissimi!) li ho presi da una ricetta del 1950 e anche i saltimbocca alla romana li ho copiati velocemente su un pezzo di carta”.
“Sono buoni?” mi ha chiesto
“Sì
“Sono uguali a quelli che si fanno a Roma?”
“Non proprio, credo che non ci sia la salsa di soia e che al suo posto si usi del vino bianco, farina e forse un pò di burro”.
“Ma questo è un dettaglio!” ha risposto. ” Loro, gli olandesi, non ci fanno caso. Ieri sera è venuto il Ministro. La gente diceva sottovoce: Oh …c’è il Ministro. Ma lui è come loro: non capisce niente di cucina: mangiava i saltimbocca e beveva coca cola. Allora sono andato al suo tavolo e gli ho detto: Ministro se proprio non vuole bere del vino, beva dell’ acqua. Ma lui, il Ministro, ha riso e ha risposto che la coca cola ci stava proprio bene con i saltimbocca.”
“Forse dipende dalla soia”, ho detto io, “prova a fare la salsa con il vino bianco”.
Ha scosso la testa, perplesso.
E quando sono andata via mi ha baciato la mano facendo rumore come fanno i bambini quando danno i baci.

Categorie: Chiacchiere

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