Sono arrivata lunedì mattina alle 9, questo significa che per arrivare alle 9 sono dovuta partire alle 7, e quindi mi sono dovuta alzare alle 4.30 e siccome prima di ogni partenza estiva mi viene una certa ansia avevo dormito poco più di un’ora. Mi ricordo che una persona mi è venuta a prendere all’aeroporto, che sono stata a pranzo da un seconda e a cena da un terza, naturalmente so chi fossero la prima, la seconda e la terza, ma non ricordo quasi nulla di quello che ho raccontato e che mi hanno raccontato loro, era come se non fossi del tutto io ma una rappresentanza con le mie caratteristiche che stava ad ascoltare e ogni tanto diceva qualcosa. Però ricordo nitidamente dei particolari di queste conversazioni, credo che li ricordi perché erano immagini che si reggevano da sole, senza bisogno delle parole che c’erano state prima o poi. E anche le parole che le avevano rese immagini nella mia testa, anche quelle, erano sparite.
Stamattina quando sono uscita ero finalmente ben sveglia e presente, e ho ripensato a queste immagini di cui avevo dimenticato le parole e allora mi sono detta: vediamo se riesco a vedere qualcosa che mi rimanga in mente per un sacco di tempo, e così mi sono messa a osservare le persone che camminavano, - era possibile perché la cana faceva un passo e si fermava, un secondo passo e si fermava - e dopo cinque minuti ho visto l’immagine che si reggeva da sola, e che mi rimarrà impressa a lungo anche se non mi riguarda affatto, ed era una donna anziana e una più giovane con il viso di india, e dopo qualche minuto una seconda donna anziana in compagnia di una più giovane con la carnagione olivastra, e dopo un po’ un uomo anziano e una terza donna giovane non italiana e allo scadere della mezz’ora è passata la quarta coppia con lo stesso assortimento. Andavano a fare la spesa, una passeggiata, a fare i commenti sulla gente che passa sulla strada: tutti e quattro gli anziani italiani strusciavano le scarpe sul marciapiedi, tutte e quattro le donne giovani non italiane facevano dei passi trattenuti.
Categorie: Fatti italiani
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Ieri sera leggevo questa cosa qui.
Trascrivo questo pezzo che è la sintesi di quando vivevo nel paese di O.: “Odio Albert Hijn e Dirk van den Bruck che ti vendono una carne indistinguinbile dalla plastica che l’avvolge. Odio l’aria condiscendente degli olandesi, che è sempre meglio di una sprangata, ma vuol dire comunque: adesso che sei qui t’insegneremo noi le regole di una società benordinata.
Ma più di tutto e soprattutto, odio i loro dottori e dentisti, che sembra abbiano studiato teologia per quanto poco ne capiscono del loro lavoro. E sinceramente spero che gli alieni li rapiscano, uno ad uno, dentisti e dentiste, dottori e dottoresse e se li portino in qualche galassia lontana lontana dove li lasceranno sbranare dal Rankor.
Come sanno quelli che mi leggono dall’inizio, a un certo punto mi sono guardata intorno e mi sono trasferita nel paese degli emigranti quasi di lusso, e la carne la compro da Ven, la frutta e la verdura in un negozio turco, ho sempre un medico incompetente ma per fortuna non presuntuoso e siccome è il primo a non fidarsi di se stesso in caso di necessità mi fa la prescrizione per la visita specialistica all’ospedale senza storie.
Certo, a volte penso di vivere nel paese dei balocchi: nessuno che fruga nella spazzatura, nessuno che chiede l’elemosina, nessuno che litiga per la strada, e poi i prati vengono tagliati al momento giusto, alla prima raffica di vento di primavera volano petali rosa, ho uno scoiattolo che mi fa l’occhietto da un ramo della magnolia, ci sono le dune, il mare, il crepuscolo sulla spiaggia alle undici della sera con quella luce e quel silenzio che mi incanta ogni volta, i vicini mi portano cioccolatini e biscotti, la polizia si annoia, però se voglio tornare alla realtà in cui vive la maggioranza del mondo mi basta andare in un certo parco, a una certo ora, dove s’incontrano una trentina di olandesi e i loro cani, i cani socializzano, giocano e a ogni nuovo arrivato corrono incontro a fargli le feste, io invece in quell’ora non esisto, e se saluto in inglese nemmeno mi rispondono.
Questo è dipeso dalla svolta a destra che è in corso da qualche tempo in qua, i primi anni alla frase: “scusa, non capisco l’olandese”, mi rispondevano sempre: non è un problema. Poi lo è diventato invece e per questo vivo felicemente nel paese di W.
Oppure se voglio vedere come va il mondo me ne vado a Roma.
A proposito di fiorellini che si piantano in primavera, mi viene in mente che malgrado quanto abbia scritto finora anche il paese di W. non è tutto rose e fiori, guardate qui che cosa è accaduto nel vivaio in cui vado almeno una volta la settimana nel 2006.
E sempre a proposito di fiorellini: io appartengo alla categoria che ha il giardino con i fiori in tutte le stagioni, anzi, ora che ci penso ho il giardino più bello del paese di W.
Questa invece è la parodia del posto dove vivo.
Categorie: Roba d'Olanda, Segnalazioni
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Ieri, causa vacanze della scuola e causa mio grande entusiasmo nella proposta, i figli hanno accettato di venire con me al centro sportivo, come facevamo i primi anni che stavamo qui. Il programma era un po’ di palestra e molta piscina.
In palestra eravamo noi e altri tre.
Due degli altri tre erano pallidi, magrolini e probabilmente del Nord, il terzo era abbronzato, molto muscoloso, e di sicuro del Sud (dove con Sud intendo di origine latina), di quale Sud ero incerta perché parlava un inglese discreto, senza accento, però siccome ricordava, come fisionomia, i toreri dei manifesti che pubblicizzano la corrida, l’avevo fatto nascere in Spagna.
Tutti sudavano e sbuffavano, tranne il tipo muscoloso che sollevava pesi molto pesanti, e mio figlio minore e io che discutevamo sui pesi che lui non avrebbe dovuto sollevare.
Fai le flessioni, dicevo io.
Faccio le flessioni e anche i sollevamenti, rispondeva lui.
Solleva tre chili, dicevo io.
Posso sollevarne anche venticinque, mi rispondeva lui, lanciando un’occhiata al torero.
Fa come ti pare, dicevo alla fine.
Dopo due minuti di “fa come ti pare” è comparso il guardiano della palestra e gli ha detto che non poteva fare come gli pare dato che non c’aveva l’età.
Te l’avevo detto io, ho pensato, senza dirlo però, perché il mio figlio minore aveva uno sguardo talmente furioso che era meglio tacere. Poi è successo che il tipo muscoloso che sembrava un torero ha posato i suoi pesi ed è andato a parlargli: puoi fare le flessioni, gli ha detto in italiano, e i muscoli crescono lo stesso.
E’ vero, ha risposto il mio figlio minore, infatti mi sa che farò quelle. Poi il tipo gli ha spiegato qualche trucco ginnico e ha concluso così: i muscoli contano, ma non devono diventare un’ossessione e pronunciata da lui, questa frase, è suonata un po’ strana. A quel punto, uno dei due tipi magrolini del Nord, ha smesso di fare gli esercizi, si è avvicinato e gli ha chiesto in inglese: posso farti una domanda, tu segui un’alimentazione particolare?
E il tipo che sembrava un torero ha risposto che lui mangiava un po’ di tutto, ché una dieta non avrebbe mai potuto seguirla, che erano una questione genetica i suoi muscoli, anche suo padre era muscoloso, anche suo nonno, solo che loro li allenavano durante il lavoro, i muscoli, lui durante la pausa.
Categorie: Con quella faccia un po così
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Per i giornalisti che devono scrivere un pezzo su Dorina Pavlova e per i curiosi che vogliono sapere l’ultima puntata:
intanto non si chiama Dorina, ma Darina. Darina Pavlova. Per questo in rete non si trova nulla.
La signora vive a Washington, ma va spesso a Milano. E’ dal 2006 che i giornali bulgari hanno cominciato a scrivere i primi articoli circa una sua ipotetica relazione con Silvio Berlusconi, insomma parecchio tempo fa: ““Darina Pavlova, moglie dell’assassinato Iliya Pavlov, fondatore di MG Corporation, potrebbe avere una relazione con Silvio Berlusconi”. Ma chi li legge i giornali bulgari? I giornalisti inglesi, per esempio.
(Certo se S.B. al posto degli ulivi avesse fatto piantare alberi più imponenti forse quelle foto non sarebbe stato possibile scattarle. Dovrebbe prendersela con i giardinieri che l’hanno consigliato male non con la stampa!)
In principio, dunque, Darina negava la relazione, ma poi si è comprata una casa a Roma, ha festeggiato nel 2008 il suo compleanno anche con il premier e “e’ da mesi che sulla stampa Bulgara rilascia interviste dichiarando che e’ l’amante del Primo Mininistro Italiano SILVIO BERLUSCONI. Mesi e mesi prima della richiesta di divorzio da parte della Signora Lario con Silvio Berlusconi, la Signora in questione ha detto, sempre alla stampa Bulgara, che sara’ la prossima first lady Italiana e descrive lei stessa il desiderio di diventare la futura “Carla Bruni” così Lillyk nei commenti qui.
Altre cose che potrebbero tornare utili per riempire la pagina (e per cercare altro gossip) o soddisfare la curiosità:
Il suo nome e cognome in cirillico: Дарина Павлова
Qualche sua foto. E un video di quella che sarebbe stata la futura Carla Bruni se Repubblica non avesse fatto la guastafeste.
E il convertitore in cirillico, ma Berluskoni va scritto con la K.
Inoltre, leggendo questo articolo si apprendono un po’ di cosette. E da questo si apprende che la battuta sulla figlia non è piaciuta. Qui invece concludono così: “i Governi stranieri guardano il Primo Ministro italiano in parte con scherno, in parte con indignazione. Il risultato è che l’Italia sta perdendo il suo prestigio internazionale.”
Se vi è stato utile per un articolo pagatemi almeno un caffé! Anzi no, meglio un gelato.
Categorie: Fatti italiani
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Have a good summer! Lampeggiava la scritta sul cartello appeso al muro davanti alla porta d’ingresso della scuola.
Alle otto e venticinque giravo per i corridoi cercando la stanza dove ritirare il dvd di graduation e già erano tutti nelle classi, gli armadietti spalancati e vuoti, gli studenti li hanno liberati due giorni fa, e sono dovuta andare a prendere Lo con la macchina, c’aveva ficcato il contenuto di un portabagagli e del sedile posteriore nel suo.
E stanno arrivando i camion dei traslochi nel paese di W., a CameliaHof ce ne sono due, uno alla mia destra e uno alla mia sinistra, il primo carica, il secondo scarica e il primo oggetto che è uscito è stata una macchina.
Se ne andrà via anche la compagna di classe di Lo che abita di fronte a noi, una settimana fa ho incrociato per la strada sua sorella, che dovrebbe avere circa vent’anni, insomma dovrebbe aver finito, credo, il liceo, ma ne dimostra quattro o cinque di meno. Finora l’ho vista uscire solo il sabato con i genitori per fare la spesa, di solito le persone dell’Arabia Saudita si frequentano tra connazionali molto più degli altri, ma non loro. Forse perché quelli che conoscono abitano lontano e non gli va di prendere il taxi. Comunque camminavano per la strada che taglia W. , questa ragazza, la madre e i suoi tre fratelli: la compagna di classe di Lo che ha tredici anni, una bambina sui sei e un ragazzino un po’ più grande, tutti e tre vanno alla scuola americana, ma con il bus non con la bici. Mi ha colpito l’atteggiamento che aveva con la sorella che non era indifferente o paziente, o tollerante, come di solito i maggiori hanno verso i minori, ma era scherzoso e complice come se avesse la stessa sua età e poi pareva un po’ inchiodata nei movimenti.
E dalla prossima settimana il paese di W. sarà semideserto e prevalentemente olandese.
Noi prenderemo il volo in ritardo, il 29, intanto fioriscono le rose, in anticipo quest’anno, e intanto in libreria il 24 Giugno
Categorie: Pare che sia andata, Prima che la storia finisca
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Oggi durante la pausa pranzo, Davide e dei suoi compagni di classe sono andati a trovare l’insegnante di letteratura.
Dopo un po’ è tornato a casa con: The old man and the sea - Hemingway, Demian - Hesse, Madame Bovary - Flaubert, Dubliners Joyce, Out of the silent planet - Lewis, A tale of two Cities - Dickens.
Non so cosa sia toccato agli altri, comunque mi ha raccontato che la faccenda è andata così: c’erano dei mucchi di libri su un banco e sopra ogni mucchio c’era una striscia con un nome. Lei ce li ha indicati quando stavamo salutandola e ci ha detto: se non li prendete la scuola li butterà.
Alcuni sono proprio nuovi.
La scuola li butterà? seee.
Categorie: Questioni di famiglia
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Questa storia dei risultati delle votazioni degli italiani all’estero l’ho presa a cuore quasi come presi a cuore la rimozione del topo morto incastrato in una finestra che dava sul marciapiede di una strada di Roma. E mi ricorda anche la lotta che condussi nel paese di O., dove ho abitato fino al 2006, contro gli ignoti che buttavano la spazzatura nel mio secchio. Solo in questo caso riuscii a risolvere la questione, ma in fondo fu facile: dipendeva esclusivamente da me e dalle mie capacità investigative e dunque si trattava di fare diventare noti gli ignoti, di controllare chi entrasse e uscisse dalla casetta dove venivano tenuti i secchi, e risolvere la faccenda era importante dato che qui in Olanda la spazzatura viene raccolta una volta la settimana. Così scoprii che a buttare roba erano per lo più i dipendenti di un elegante negozio di vestiti. Furono scritte due lettere per farli smettere, e per un po’ smisero, poi ricominciarono. Alla fine la risolsi così: un giorno andai nel loro negozio moquettato e gli rovesciai un sacco nero pieno di avanzi di panini, bottigliette di latte al cioccolato, cicche di sigarette, buste stropicciate con i nomi dei loro prestigiosi vestiti. Spalancarono i loro occhioni blu, non replicarono e il surplus di spazzatura che non riuscivano a smaltire lo dirottarono altrove.
Nella faccenda delle elezioni e del topo invece erano in gioco altre persone e l’esito è stato disastroso, cioè nullo e non mi ha fatto sentire meglio, come ha cercato di consolarmi qualcuno: l’importante è partecipare, fare, cercare di non arrendersi, eccetera. Posso capire (ma fino a un certo punto) che alle redazioni di quotidiani e di trasmissioni televisive arrivino centinaia di lettere di segnalazioni, capisco molto meno l’indifferenza o il disgusto – disgusto della situazione politica del nostro Paese - di alcuni intellettuali cosiddetti di sinistra che ho contattato attraverso facebook.
Comunque quando a luglio sarò a Roma, ho intenzione di presentare un esposto alla magistratura di ciò che non ha interessato quasi* nessuno, a eccezione di qualche blogger che l’ha ripresa e segnalata.
Categorie: Contro il potere che
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Alla fine sono riuscita a trovarli i risultati elettorali del 2008.
Elezioni politiche 2008 Circoscrizione Europa affluenza 35.4% Elettori: 1.592.814
Camera
Pd 204.393 40,2%
Pdl 171.658 33,8%
Senato
Pd 190.757 41,1%
pdl 159.142 34,3%
Europee 2009
Elettori 1.206.710 Affluenza 7.33%
pdl 28.504 34.89%
pd 18.651 22.83%
Dunque tutti i voti perduti dal pd (che nel 2008 si presentava insieme ai radicali) sono andati a Di Pietro e alla sinistra radicale. Il pdl invece ha guadagnato l’1%. e diventa il primo partito.
Gli elettori della III circoscrizione bulgara, della Lettonia, di Cipro, di Praga mi hanno fatto tornare in mente Il saggio sulla lucidità di Saramago, solo che costoro anziché votare in massa scheda bianca hanno votato in massa il Berlusca.
Aggiornamento del 14/06: quei 400.000 elettori in meno sono quelli che sono stati inseriti consapevolmente o inconsapevolmente nella lista degli optanti.
Segnalo: La macellazione della rete consolare di Lorenzo Cairoli
Mi correggo: le elezioni di Praga sono state più simili a quelle dell ‘Iran
Aggiornamento del 15/06: Da le mie europee (da scrutatore) per gli italiani a Bristol
Risparmiare. In quei due giorni di votazioni (siamo l’unico paese in Europa a fare le elezioni spalmate su due giorni) sono stati spesi migliaia e migliaia di sterline solo nella nostra circoscrizione. Affitto del locale, pagamento di ben 11 scrutatori (misera paga tra l’altro, ben al di sotto di uno stipendio medio qui in UK), migliaia di documenti e cancelleria, affitto di auto e autista per due giorni per un dirigente consolare (oltre al suo albergo, ristoranti e telefonate), cellulare personale per ogni presidente di seggio, et cetera, et cetera.
Qualcuno ha parlato di brogli elettorali. Ed in effetti sarebbe stato facilissimo mettersi d’accordo e divertirsi un po’. Nel nostro seggio eravamo in tanti con il rappresentante consolare vicino, ma in centri più piccoli dove gli scrutatori si conoscono o sono dentro qualche partito, sarebbe stata una stupidaggine. Complice il fatto che poi non c’erano poliziotti o rappresentanti di lista non mi meraviglio di quello che è successo a Praga, dove i voti erano più dei votanti.
Categorie: Contro il potere che
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Leggo che Simeone Di Cagno Abbrescia, candidato sindaco per il pdl a Bari, è soddisfatto per il risultato ottenuto alle europee e alle provinciali, ma è sorpreso dalle votazioni delle comunali, e sospetta brogli, ipotizza voti di scambio, arrivando addirittura a fare nomi e cognomi. E se non ricomparirà il verbale della sezione 218 del quartiere Libertà, verrà aperta un’inchiesta dalla magistratura.
Curioso che questa notizia sia riuscita a trovare uno spazio, sia pur minimo, sui quotidiani nazionali online, tant’è che mi ha fatto venir la voglia di andarne a cercare altre. Tragico che invece questa qui continui a non avere nemmeno una riga, malgrado abbia scritto un discreto numero di lettere per segnalarla.
Ah, il termine bottino usato nell’articolo da Antonio Scotti per Barilive mi ha schifato come quando ti cadono gli occhi su una cacca per strada.
Categorie: Contro il potere che, Fatti italiani
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“Facendo un’analisi piu’ attenta, ci siamo accorti che nella Circoscrizione III (votanti per l’Italia centrale) della Repubblica Ceca, il senso civico dell’elettorato raggiungeva punte invidiabili, avendo li’ votato il 103% degli aventi-diritto. Per chi aveva votato la parte “fantasma” ? Pdl.
http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE3225.htm
….
Questo, confrontato con altri dati europei, ad esempio la Bulgaria dove ha votato il 100% degli iscritti (premettiamo che all’estero la percentuale raggiunge, per le europee, mediamente il 20)
http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE3224.htm ,
e vedendo anche PER CHI si era votato in Bulgaria, ci ha fatto riflettere ancor di piu’.
In Lettonia ha votato il 100 %, dimostrando anche li’ enorme senso civico! Per chi avranno votato ?
http://europee2009.interno.it/europee/euro090607/EE0255.htm
A Cipro ha votato quasi il 70% degli aventi diritto, quasi come Roma ! E per chi ?”
da qui
Indovinate un po’?
Riassumendo: gli italiani emigrati negli stati europei hanno sempre votato a maggioranza centro-sinistra, ma anche la sinistra ha sempre ottenuto più voti rispetto all’ Italia.
Per renderci innocui a queste europee si sono mossi in tre direzioni:
1) Hanno giocato in alcuni casi con la storia dell’opzione
2) Hanno tagliato i fondi per i seggi costringendoci a farci centinaia di chilometri
3) Sono stati fatti conteggi strani dei voti
Categorie: Contro il potere che, Segnalazioni
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